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Giovannini: «L’impianto del Pnrr non è da rivedere ma da rafforzare»

Avviate 241 procedure, valore di oltre 66 miliardi. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Garofoli: a breve operativa piattaforma Capacity Italy

di Andrea Carli

Bria: “Saranno i cittadini a dire se il Pnrr ha funzionato”

5' di lettura

Un Piano nazionale di ripresa e resilienza alla prova dell’attuazione. Non da rivedere, ma da rafforzare. «Non +si sono spenti i riflettori» ha sottolineato il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile Enrico Giovannini, intervenuto al Festival dell’economia di Trento, in occasione dell’incontro dal titolo “Osservatorio sul Pnrr: obiettivi raggiunti e criticità”. «Per noi - ha aggiunto -l’attuazione è iniziata un anno fa. Da dicembre facciamo un monitoraggio trimestrale sia per le riforme sia per gli investimenti. Delle 4 riforme previste per il 2022 ne abbiamo fatte tre».

Pnrr: avviate 241 procedure, valore di oltre 66 miliardi

A questa occasione di approfondimento sul Pnrr è intervenuto anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli. «Ad oggi - ha chiarito - sono state avviate numerose procedure per assegnare le risorse del Pnrr. Siamo a ben 241 per un valore di oltre 66 miliardi di euro: 51 appalti pubblici per un valore di circa 8 miliardi di euro; 152 procedure per selezionare progetti per un valore di 56 miliardi di euro. Sono stati distribuiti agli enti territoriali 64 miliardi di euro: di questi, tralasciando le assegnazioni a più enti, 26 sono andati al Sud, 9 al Centro, 20 al Nord. Sono state già aggiudicate complessivamente 194 procedure per un valore di 43 miliardi di euro ma tra dicembre 2022 e il 2024 - ha aggiunto - si concentrerà la maggior parte delle aggiudicazioni (quelle relative a ben 30 investimenti dovranno essere realizzate nel 2023)».

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Garofoli, a breve operativa piattaforma Capacity Italy

Garofoli ha poi annunciato che «entro poche settimane sarà operativa un’apposita piattaforma (”Capacity Italy”) con cui Invitalia, Cdp e Mediocredito centrale potranno fornire assistenza tecnica “a sportello” agli enti locali che ne faranno richiesta - ha annunciato -, supportandoli nella progettazione, nella predisposizione della documentazione di gara e contrattuale, nella definizione degli aspetti economico-finanziari degli interventi e anche nella fase di esecuzione dei lavori».

Giovannini: le procedure stanno funzionando, devono diventare standard

Nel suo intervento il ministro Giovannini ha ricordato che «il 1 giugno è partita la gara della Diga foranea di Genova. Abbiamo completato tutte le procedure in nove mesi, quando storicamente, per gli operatori ci sarebbero dovuti quattro anni e mezzo». «Le procedure - ha messo in evidenza il ministro - stanno funzionando. Quelle che stiamo sperimentando ora con le opere previste per il Pnrr devono diventare lo standard per il futuro delle opere pubbliche».

«Sul codice degli appalti siamo in una situazione molto diversa rispetto a un anno fa - ha affermato -, quando la politica era divisa tra chi voleva cancellare tutto e chi non voleva toccare niente. Tra qualche settimana il Parlamento darà il via libera definitivo a una legge delega per il codice che beneficia di tutto quello che abbiamo sperimentato quest’anno». Giovannini ha fatto riferimento alla riforma sul codice dei contratti pubblici, che sarà licenziato dal Senato in terza lettura.

Prezzari regionali, verso meccanismo condiviso

In relazione a recenti gare di grande dimensione andate deserte nelle scorse settimane (a causa dell’eccezionale incremento dei prezzi e degli extra-costi) il ministro Giovannini ha ricordato che «rispetto a solo tre mesi fa il clima è cambiato; ci sono imprese che vogliono impegnarsi in questa direzione, anche perché sono contratti molto importanti». «L’intervento con il decreto Aiuti - ha continuato - è stato per tranquillizzare le imprese, per evitare che i bandi andassero deserti. Il tema dei prezzari regionali è in discussione. Le regioni si sono organizzate ognuna per conto loro. Si stanno faticosamente fissando le linee guida, stiamo rendendo omogeneo il modo con cui si calcolano per garantire trasparenza al mercato - ha detto Giovannini -. Credo che nelle prossime settimane arriveremo a modifiche condivise».

Iniziato studio del Piano nazionale risorsa idrica

C’è poi il Piano nazionale risorsa idrica. «Con la crisi climatica in atto bisogna investire nella protezione idrica e contro la sua dispersione - ha sottolineato Giovannini -. Altrimenti saremo in enorme difficoltà. Questa competenza è in gran parte delle Regioni. Come ministero abbiamo la competenza della sicurezza degli invasi. La riforma chiarisce le competenze delle Regioni e dello Stato e la possibilità di subentrare del ministero. Unifica il tema degli invasi con quello delle condutture e finalmente porta a un Piano nazionale per la risorsa idrica che abbiamo iniziato a fare».

Prezzi, con clausola tutte le parti tutelate

Il ministro ha messo in evidenza che «negli ultimi dieci anni nessun contratto aveva una clausola di revisione dei prezzi perché era una eventualità non plausibile. Questa clausola ora è obbligatoria e ha definito un meccanismo di adeguamento più favorevole alle imprese se i prezzi salgono salgono, più favorevole agli appaltanti se calano». .

Su opere assistenza tecnica per i Comuni

«Conoscendo le difficoltà dei Comuni, insieme a Invitalia, Cdp e Anci abbiamo avviato un programma di assistenza tecnica per le opere finanziate dal Pnrr», ha spiegato Giovannini. Anche perché «il Pnrr può costituire una potenziale difficoltà, legata alla disponibilità di risorse umane qualificate, soprattutto per i comuni, alcuni dei quali molto piccoli». Solo per la rigenerazione urbana sono 159 i progetti, 413 i cluster. Un grande aiuto - ha detto Giovannini - è arrivato dal settore privato della progettazione, che ha presentato 523 offerte. Sul tema delle tempistiche, il ministro ha chiarito che non tutte le opere devono partire subito, come quelle principali: «Non possiamo paragonare le opere ferroviarie ai nuovi asili nido. C’è ancora un anno e mezzo per completare progettazione e bandi».

Da spinta Pnrr speriamo più campioni nazionali

Il Piano nazionale di ripresa e di resilienza non sono solo risorse finanziarie a disposizione del Paese.«La spinta del Pnrr non si esaurisce nel 2026 - ha sottolineato Giovannini -: abbiamo la speranza che nascano più imprese medie di costruzione, e che quindi più imprese si mettano a lavorare insieme per avere più campioni nazionali e non i pochi che abbiamo, che pure sono molto importanti».

Opere pubbliche, imprese devono riqualificarsi

Anche perché, ha continuato il responsabile delle Infrastrutture - «il Pnrr sta mandando messaggio innovativo: gli investimenti sulle grandi opere andranno avanti per 15-20 anni. Per questo il settore privato deve strutturarsi meglio, visto che domanda si sposta da micro a medi e grandi lavori. Stiamo lavorando sul concetto di qualificazione delle imprese, cioè sulla capacità delle imprese di rispondere a requisiti minimi, ovviamente in termini di sicurezza, e di capacità tecnica, perché il modo di costruire è diverso».

Ferraris (Fs), bene Governo su extracosti e nuove norme

All’incontro di approfondimento sul Pnrr ha partecipato anche l’ad del Gruppo Fs Italiane, Luigi Ferraris. Il Governo «sta facendo bene sugli extracosti», ha detto, e «riguardo le autorizzazioni progettuali». «La crisi Ucraina - ha osservato- ha provocato aumenti fino al 25% e ciò vuol dire che, riguardo le gare per 19 miliardi» che il Gruppo si appresta a lanciare nella seconda metà dell’anno, «vuol dire che stiamo incorporando all’interno un 40-45% di aumenti». «Stiamo in un momento di grande picco» di aumenti ma si prevede di avere «progressivi riassorbimenti» negli anni e «gli interventi fatti dal Governo riteniamo possano consentirci di portare a buon fine le gare» ha detto ancora l’ad.

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