Dopo il voto di fiducia

Pnrr, il governo incassa l’ok della Camera sul decreto

Ora il Dl passa al Senato per il disco verde definitivo: pioggia di correttivi durante l’esame parlamentare. Target di fine anno dei ministeri: oggi il bilancio del premier Draghi

di Celestina Dominelli

Camera dei deputati (Imagoeconomica)

3' di lettura

Con 360 voti a favore, 15 contrari e 35 astenuti, il governo incassa il disco verde della Camera sul decreto Recovery, atteso domani dal passaggio in Senato in vista dell’ok definitivo che deve arrivare entro il 5 gennaio. Il provvedimento è uscito dalla commissione Bilancio di Palazzo Madama profondamente emendato e risulta ora composto da quasi 100 articoli, tra le misure messe in campo per accelerare l’attuazione del Pnrr, anche con un rafforzamento della dotazione organica di diversi ministeri (dalla Farnesina alla Transizione ecologica, passando per il Lavoro), quelle destinate al potenziamento delle gestioni commissariali e le norme finalizzate a irrobustire il sistema di prevenzione antimafia. Alle quali si è affiancata una pioggia di correttivi non sempre coerente con gli obiettivi del decreto (dalle sanzioni per la mancata accettazione dei pagamenti digitali all’ulteriore allungamento della fine della maggior tutela per il mercato dell’elettricità).

L’assist al Recovery

Il capitolo più ampio è quello legato al Piano che prende le mosse da un consistente pacchetto di aiuti per le imprese del settore turistico, alle quali si sono aggiunte, dopo le modifiche apportate in sede parlamentare, anche le attività della ristorazione che potranno beneficiare di contributi a fondo perduto a valere su un Fondo da 10 milioni per il 2021.

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Corposo, poi, risulta anche l’insieme di norme che semplificano gli iter relativi agli investimenti ferroviari, a cominciare dai tempi di approvazione del contratto di programma tra il ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili e Rete Ferroviaria Italiana, che è una delle riforme previste dal Pnrr da realizzare entro fine anno. Sempre nell’ottica di facilitare la messa a terra del Recovery, durante l’esame in Commissione sono state introdotte anche alcune norme che promuovono la massima partecipazione ai bandi di assegnazione di risorse destinate alla realizzazione di opere pubbliche previste dal Piano. E c’è anche una decisa spinta nell’idrico dove il Dl punta a risolvere la frammentazione esistente al Sud con poche gestioni industriali.

Commissari potenziati

Il provvedimento prevede poi alcune disposizioni che potenziano le gestioni commissariali, da quelle relative alle Zes (le Zone economiche speciali) alla struttura deputata alla progettazione e alla realizzazione degli interventi di collettamento, fognatura e depurazione, fino al rafforzamento del commissario unico per la bonifica delle discariche abusive, le cui funzioni potranno essere estese, su richiesta delle Regioni o del Mite, agli interventi di bonifica dei siti contaminati di interesse regionale o nazionale. Appaiono poi irrobustite anche le figure dei commissari chiamati a gestire la bonifica del sito di Bagnoli-Coroglio e il risanamento e la riqualificazione di Taranto.

Oggi il bilancio di Draghi sul Pnrr

Insomma, il decreto Pnrr prova a fornire la spinta decisiva per poter incassare l’assegno da 24,1 milioni collegato ai primi 51 obiettivi, che oggi saranno al centro della conferenza stampa di fine anno del premier Mario Draghi. Con i ministeri impegnati intanto a chiudere le ultime caselle: dalla legge sulla disabilità, approvata ieri al Senato, alla lotta all’evasione con il report del Mef inviato a Bruxelles, fino alla tutela del verde urbano ed extraurbano per cui il Mite ha concluso l’iter.

Soddisfatto il ministro della Pa, Renato Brunetta, che parla «di goal importante per gli enti locali» dopo il sì della Camera al decreto Recovery. Mentre il titolare delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, ha incassato ieri l’ok della Conferenza unificata al bando da 900 milioni per le reti idriche riuscendo così ad assegnare «il 98% delle risorse di sua competenza del Pnrr e del Piano complementare».

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