Fondi europei

Pnrr: dopo i compiti a casa per l'Italia è arrivato il tempo delle verifiche

La lente di Bruxelles sulla prima tranche dei fondi del NextGenerationEu si avvicina. Il primo appuntamento è fissato per il 31 dicembre 2021 e si ripeterà ogni sei mesi.

di Fiorella Lavorgna

(RafMaster - stock.adobe.com)

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Sta per partire la prima stagione dei controlli di Bruxelles sulle riforme e gli investimenti che il Governo deve attuare per poter accedere alla prima tranche dei fondi del NextGenerationEu. Il primo appuntamento è fissato per il 31 dicembre 2021 e si ripeterà ogni sei mesi, fino al secondo semestre del 2026. Ad ogni verifica della Commissione, l’Italia dovrà dimostrare di aver individuato e dato attuazione sia obiettivi quantitativi - ossia dei target misurabili, come ad esempio la riduzione del gap salariale - sia qualitativi - come l’approvazione di riforme amministrative - nei settori dove destinare i fondi. In questo primo semestre, l’Italia dovrà indicare gli obiettivi e le riforme per le cinquantuno aree di investimento già concordate con l’Ue. Al 18 novembre, secondo il dossier presentato da Camera e Senato, sono dieci le aree per cui mancano del tutto i provvedimenti attuativi. Passi in avanti sono invece stati compiuti per quanto riguarda le politiche attive del lavoro.

Il Governo punta sul Programma GOL

Nel dossier presentato da Camera e Senato, le politiche del lavoro sono un obiettivo trasversale di attuazione dell’intero PNRR. Vale a dire che dovrebbero essere la base per traghettare l’Italia fuori dalla crisi pandemica, e consentire all’economia di affrontare la transizione ecologica e digitale. Le risorse a disposizione ammontano a quasi 7 miliardi di euro, ai quali si aggiungono 1,65 miliardi dai progetti PON e 24,65 miliardi dagli stanziamenti della Legge di Bilancio. Con queste misure il Governo si pone due obiettivi principali. Il primo è quello di riportare i giovani che non studiano o lavorano nel mercato attraverso la il potenziamento delle politiche attive del lavoro e la formazione professionale. Il Programma nazionale per la garanzia di occupabilità dei lavoratori – noto come Programma GOL – punta sul digitale e a creare delle sinergie sul territorio tra pubblico e privato, regionale e nazionale, per aumentare le chance di ricollocare i disoccupati e inoccupati, colmando, sulla carta, le lacune del Reddito di cittadinanza sul fronte delle politiche attive. L’Italia è infatti il paese un UE con la più alta percentuale di NEET – ossia, persone che non studiano e non lavorano. Il fenomeno però, colpisce le donne quasi del doppio rispetto agli uomini soprattutto nella fascia di età 30-34 anni. Questo dato indica che, la necessità di dedicarsi alle cure parentali, è una delle principali cause di rinuncia a cercare lavoro da parte delle donne italiane. Per questa ragione, uno dei cinquantuno punti che dovrà passare al vaglio di Bruxelles riguarda proprio gli sforzi del Governo per sostenere l’occupazione femminile.

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Fondo e certificazione per la parità di genere

Le politiche di sostegno all’occupazione delle donne prevedono - per il primo semestre di attuazione del Piano - 400 milioni di euro in prestiti per l’istituzione di un Fondo e 10 milioni di investimento per la creazione di una certificazione nazionale per la parità di genere. Il Fondo Impresa Donna vuole stimolare l’imprenditoria femminile supportando le competenze e creatività delle donne nell’avvio di nuove attività imprenditoriali e la realizzazione di progetti innovativi, attraverso contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati. Mentre, la certificazione per la parità di genere, punta ad assicurare una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro e a ridurre il gap salariale attraverso incentivi alle imprese. Le aziende che infatti riceveranno la certificazione avranno diritto a degli sgravi fiscali se saranno in grado di dimostrare di migliorare le condizioni di lavoro delle donne sia in termini qualitativi - per esempio con politiche di sostegno alla maternità - sia di trattamento salariale, sia dimostrando di permettere alle donne di poter avere le stesse chance di carriera dei colleghi uomini. Secondo il calendario indicato del governo, il sistema di certificazione dovrà entrare in vigore nel secondo trimestre del 2022, mentre nel 2026 almeno 800 imprese – di cui almeno 450 PMI - dovranno aver ottenuto la certificazione, insieme ad altre mille che la otterranno grazie alla assistenza tecnica prevista dal meccanismo di certificazione stesso.

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