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Pnrr, Meloni: costi materie prima lo mettono a rischio, valuteremo priorità

Nel rapporto fra Stato e Regioni bisogna ripartire dalle «storture», secondo la premier. «La riforma del titolo V su molte materie ha aumentato la conflittualità»

(ANSA)

2' di lettura

«Il Next Generation Eu è evidente a tutti che non è più sufficiente» perché «non poteva tenere in considerazione l’impatto della guerra in Ucraina ha avuto sulle nostre economie. Bisogna fare di più oggi a livello Ue, partendo dal caro energia». Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in collegamento con il Festival delle Regioni in corso a Milano. «Il Pnrr è una eredità importante però ovviamente lo è se quelle opportunità non vanno perse ed è per questo che il governo ha deciso di riattivare la cabina di regia per monitorare lo stato di attuazione degli obiettivi, trovare soluzioni alle criticità, in modo rapido, efficace e coeso coinvolgendo tutti gli attori in campo».

Pnrr rischia per caro-materie prime

«Anche sugli interventi previsti previsti dal Pnrr dovremo valutare le priorità perché il costo delle materie prima mette a serio rischio la realizzazione di questi interventi». Se ne dice convinta la premier aggiungendo che per la sanità «altrettanto fondamentale sarà trovare gli strumenti per realizzare gli investimenti nell’edilizia sanitaria e investimenti dal punto di vista tecnologico, su questo molte Regioni hanno difficoltà a portare a termine le opere e gli investimenti iniziati».

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Autonomia per superare divari

Quanto al rapporto tra Stato e Regioni bisogna ripartire dalle «storture», secondo la premier. «Mi riferisco alla riforma del titolo V che su molte materie ha aumentato la conflittualità, con tutto quello che comporta in termini di lungaggini ed efficienza». Il governo vuole favorire l’attuazione dell’autonomia differenziata «in tempi rapidi, in un quadro più ampio di riforme per rafforzare e ammodernare l’assetto dello Stato» ma «non sarà mai un pretesto per lasciare indietro una parte del territorio». L’obiettivo è «migliorare efficienza e qualità dei servizi» e «colmare i divari», non »creare disparità».

Confronto senza pregiudizi e fughe in avanti

«Prima di fughe in avanti penso che occorra un confronto su competenze e funzioni chiaro, da fare insieme e senza pregiudizi». Nelle intenzione della presidente del Consiglio «il governo vuole lavorare a un nuovo modello di coordinamento tra politiche statali e regionali, sfruttando tutte le opportunità offerte dalle risorse del Pnrr».

Criticità strutturali figlie di politiche poco lungimiranti

«Infrastrutture, sicurezza, transizione ecologica, approvvigionamento energetico, innovazione digitale, politiche sociali e di welfare, sostegno a famiglia e natalità sono temi che incarnano sfide decisive per il futuro di questa nazione e che noi possiamo affrontare solamente se sappiamo mettere in campo le giuste sinergie tra Stato, Regioni, Province Autonome, enti locali». Per Meloni la pandemia, prima, e la guerra in Ucraina poi «ci hanno proiettato in un mondo che è completamente nuovo e in un contesto geopolitico ed economico nel quale a tutti i livelli noi non possiamo rinunciare alla coesione e all’unità, e dal mio punto di vista a una visione di lungo periodo, perché le criticità strutturali con le quali ci stiamo confrontando sono soprattutto figlie delle politiche poco lungimiranti del passato».

A miopia del passato non aggiungere l’egoismo del presente

«Sull’energia ad esempio - prosegue la premier - l’Ue e diversi stati membri, compresa l’Italia, in passato hanno preferito aumentare via via il livello di dipendenza da altre nazioni invece di realizzare misure per l’indipendenza energetica. Oggi noi paghiamo quelle scelte e allora dobbiamo fare quel che possiamo per rimediare, almeno lavorando a soluzioni comuni e strutturali. Alla miopia del passato è bene non aggiungere anche l’egoismo del presente».


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