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Pnrr, patti educativi 4.0 e link con gli Its per il rilancio di tecnici e professionali

Fondo da 660 mln per convertire i privati all’housing universitario. Competenze: aggiornare gli indirizzi per puntare su lingue e Stem e orientare alle discipline di «Industria 4.0»

di Eugenio Bruno e Claudio Tucci

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

Dal Governo Draghi arriva un’altra spinta all’attuazione del Pnrr. Sia sul fronte della scuola che su quello dell’università. Grazie al decreto Aiuti ter che, da un lato, avvia la riforma degli istituti tecnici e professionali, con l’obiettivo di collegarli di più e meglio al mondo circostante (il territorio e le imprese con i patti educativi 4.0 oppure gli Its Academy e le università con la possibilità di scontare dopo il diploma alcuni dei crediti maturati tra i banchi). E, dall’altro, punta a coinvolgere più massicciamente i privati nell’housing universitario con un fondo ad hoc da 660 milioni. In un contesto di passaggio di consegne al prossimo esecutivo che sul Piano di ripresa e resilienza - avverte il premier - potrà rivedere «ciò che non è stato bandito e siccome è stato quasi tutto bandito c’è poco da rivedere».

Al successore di Patrizio Bianchi all’Istruzione, ad esempio, toccherà emanare i provvedimenti attuativi che concretizzeranno il percorso di rilancio dell’istruzione tecnica e professionale messo in campo ieri, con l’indicazione dei traguardi da raggiungere. Primo, aggiornare gli indirizzi per rafforzare le competenze linguistiche e Stem e orientare alle discipline inerenti “Industria 4.0”, connettendo maggiormente gli istituti tecnici al tessuto socioeconomico di riferimento, valorizzando la metodologia didattica per competenze. Spazio poi a una novità assoluta, i «Patti educativi 4.0», per far sì che istituti tecnici e professionali, imprese, enti di formazione accreditati dalle Regioni, Its Academy, università e centri di ricerca possano condividere risorse professionali, logistiche e strumentali. Per completare il rilancio, si dovrà predisporre un piano formativo ad hoc per i docenti degli istituti tecnici, in linea con le specificità dei contesti territoriali; così come prevedere crediti formativi universitari ai tirocini svolti dagli studenti durante il quinto anno di studi (per “verticalizzare” tutta la filiera). Sì anche al riconoscimento di certificazioni che attestino le competenze degli studenti dopo il primo biennio e dopo il secondo biennio, in corrispondenza con il secondo e il terzo livello del Quadro europeo delle qualifiche.

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Novità, come abbiamo detto, anche sul fronte universitario. Il Dl istituisce un «Fondo per l’housing universitario» che si avvale dei 660 milioni appositamente stanziati dal Pnrr per raddoppiare, insieme al potenziamento delle residenze universitarie pubbliche, i posti letto entro il 2026. Gli investitori interessati riceveranno una serie di benefici fiscali su Ires, Irap e Imu, sostanzialmente equivalenti a quelli dell’housing sociale, per tutto il tempo di destinazione delle strutture a residenze universitarie.

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