La bozza

Pnrr, Pil a +3,6% a fine piano. Lite su pensioni, 110% e cashback

Formazione digitale per i lavoratori in Cig con taglio temporaneo del cuneo fiscale

di Carmine Fotina e Gianni Trovati

(RafMaster - stock.adobe.com)

3' di lettura

Il Pnrr da 221,5 miliardi che arriva questa mattina sul tavolo del consiglio dei ministri punta a dare una spinta al Pil che a fine piano può dare 3,6 punti annui in più. Un altro 1% aggiuntivo dopo cinque anni potrebbe arrivare dall'attuazione delle riforme. A patto di procedere nell'attuazione degli interventi con una compattezza che oggi appare tutta da costruire.

Quota 100, verso la chiusura a fine anno

L'ultima novità emersa dalle bozze circolate nelle ultime ore è l'intenzione di chiudere a fine anno l'esperienza di «Quota 100». Una novità attesa ma che, messa nero su bianco a pagina 30 delle bozze del Pnrr, fa fibrillare gli alfieri del prepensionamento in un fronte che torna a unire Lega e M5S. Nel Movimento l'agitazione cresce anche per l'uscita del cashback dal novero dei finanziamenti comunitari usati in chiave «sostitutiva» di quelli domestici.

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Pressing per proroga superbonus al 2023

Mentre è trasversale il pressing per un ripensamento dell'ultima ora sulla mancata proroga del superbonus al 2023. Sul punto un piccolo giallo si è sviluppato intorno a una frase di pagina 156 della bozza, in cui si legge che «si intende estendere la misura del superbonus recentemente introdotta dal 2021 al 2023». In realtà l'indicazione appare datata, e solo descrittiva delle regole già in vigore che applicano il 110% nel primo semestre 2023 agli ex-Iacp e prevedono la «cessione del credito» indicata come ipotesi nel testo. Indicazioni più chiare arrivano dalle tabelle, che prevedono 10,26 miliardi (e 8 nel fondo complementare) necessari a coprire il calendario attuale del superbonus.

Il nodo governance

L'altro capitolo che promette di essere al centro delle discussioni di oggi a Palazzo Chigi riguarda la governance, tema che ha contribuito alla caduta del Conte-2. Il Pnrr conferma le anticipazioni della vigilia, con il «coordinamento centrale» alla Ragioneria generale che sarà il «punto di contatto unico» della commissione Ue, un audit indipendente presso il Mef e la «cabina di regia» a Palazzo Chigi con il compito, fra gli altri, di attivare i poteri sostitutivi delle amministrazioni che non rispettano i tempi. Sulla composizione finale della cabina di regia si gioca un pezzo importante degli equilibri fra i partiti dell'ampia maggioranza a sostegno di Draghi.

I possibili effetti sulla ripresa

I bulloni però vanno avvitati in fretta. Perché il +3,6% di Pil (anticipato sul Sole 24 Ore da domenica) si raggiunge solo nello «scenario alto», caratterizzato da investimenti efficienti e attuati senza ritardi. Con il Pil nel Sud che contribuirebbe per un punto percentuale al livello aggiuntivo del Pil nazionale a fine piano. Ma in caso di intoppi, avverte lo stesso Pnrr negli scenari alternativi a quello di riferimento, la spinta del 3,6% arriva a dimezzarsi.

I parametri europei

Nel complesso, evidenzia la bozza del governo, sono stati soddisfatti i parametri fissati dai regolamenti europei, con una quota di progetti per la transizione ecologica pari al 38% del totale e di progetti digitali del 25%. E il mix delle risorse premia gli investimenti pubblici, con il 60,4%. Il 12,6% invece è costituito da spesa corrente, il 18,7, sono incentivi alle imprese, il 5,0 trasferimenti alle famiglie e il 2,6 sono riduzioni di contributi datoriali. Per il Mezzogiorno viene indicata la quota complessiva pari al 40% delle risorse ma, quantomeno nel testo che ha avuto circolazione in questi giorni, non è riportato una percentuale anche per singola linea di intervento.

Taglio temporaneo del cuneo fiscale

Tra le novità emerse nella nuova versione del piano si prevede che, nell'ottica delle competenze digitali come strumento di formazione continua per i lavoratori in cassa integrazione, siano sperimentati programmi di training incentivati tramite il taglio (temporaneo) del cuneo fiscale sia per l’impresa che per il lavoratore.

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