ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLe mosse dell’esecutivo

Nuovo Codice degli appalti, sì del Cdm. Pnrr, il Governo: raggiunti 40 obiettivi su 55

La riunione della cabina di regia sul Piano: nuovo confronto con la Commissione europea la prossima settimana

Pnrr, Gentiloni: "Impegno governo su obiettivi molto serio"

4' di lettura

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare il nuovo codice degli appalti. La riunione dell’esecutivo si è tenuta dopo la cabina di regia sul Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il Codice si applicherà a tutti i nuovi procedimenti a partire dal 1° aprile 2023. Dal 1° luglio 2023 è prevista l'abrogazione del Codice precedente (decreto legislativo 50/2016) e l'applicazione delle nuove norme anche a tutti i procedimenti già in corso.

Il Governo ha anche approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo relativo al riordino della disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, nell’ambito della legge annuale della concorrenza. Infine è arrivato il via libera, anch’esso definitivo, al riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS). Sono tutti e tre obiettivi del Pnrr previsti per la seconda metà dell’anno.

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Tra le novità introdotte dal decreto legislativo di riforma del Codice dei contratti pubblici, l'inserimento dell'elenco delle opere prioritarie direttamente nel Documento di economia e finanza (Def), a valle di un confronto tra Regioni e Governo; la riduzione dei termini per la progettazione; l'istituzione da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici di un comitato speciale appositamente dedicato all'esame di tali progetti. Si reintroduce la figura del “general contractor”, cancellata con il vecchio Codice.

È confermato l'obbligo di inserimento delle clausole di revisione prezzi al verificarsi di una variazione del costo superiore alla soglia del 5 per cento, con il riconoscimento in favore dell'impresa dell'80 per cento del maggior costo. Dal punto di vista della digitalizzazione del sistema dei contratti, si definisce - si legge in una nota pubblicata da Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri - un «”ecosistema nazionale di approvvigionamento digitale” i cui pilastri si individuano nella Banca dati nazionale dei contratti pubblici, nel fascicolo virtuale dell'operatore economico, appena reso operativo dall'Autorità nazionale anti corruzione (Anac), nelle piattaforme di approvvigionamento digitale, nell'utilizzo di procedure automatizzate nel ciclo di vita dei contratti pubblici».

Meloni, codice appalti equilibrato, volano per la crescita

La premier Giorgia Meloni ha messo in evidenza che l’approvazione della riforma del Codice degli appalti « rappresenterà anche un volano per il rilancio della crescita economica e l’ammodernamento infrastrutturale della Nazione. Il Governo - ha aggiunto - ringrazia il Consiglio di Stato per il grande lavoro svolto e che ha contribuito al raggiungimento di questo importante risultato».

Salvini: iniziativa più importante del Governo

Al termine della riunione dell’esecutivo, il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, e il sottosegretario alla presidenza, Alfredo Mantovano, sono intervenuti in conferenza stampa presso la sala polifunzionale della presidenza del Consiglio. «La migliore battaglia alla corruzione e al malaffare che ci possa essere, più breve l’iter meno uffici devi girare più rapido è l’appalto più difficile per il corrotto incontrare il corruttore. Il nuovo Codice degli appalti aiuta i piccoli comuni, dimezza le garanzie chieste alle imprese», ha detto Salvini. «È stato un passaggio importante - ha aggiunto il leghista -, l’iniziativa più importante da 55 giorni a questa parte da quando abbiamo giurato. Questo nuovo codice dovrà tagliare burocrazia, sprechi, dovrà offrire più lavoro, viene incontro alle Pmi, permetterà di aprire cantieri in tempi più veloci. E creerà posti di lavoro».

«Innalzata la soglia di affidamento

Nel nuovo codice degli appalti, ha spiegato il ministro, «c’è innalzamento della soglia dell’affidamento dei lavori su indicazione del Consiglio di Stato sotto la quale i comuni possono procedere con l’appalto in maniera diretta senza fare ulteriori passaggi, si tratta di più dell’80% degli appalti». Secondo Salvini, «se questo codice fosse già in vigore, l’80% degli appalti sarebbe più rapido, più veloce, più efficace e innovativo e ciò significa lavoro».

Mantovano, ad Anac ruolo coerente con funzioni

Mantovano ha spiegato che l’Anac «ha un ruolo all’interno del codice appalti coerente con la sua funzione, erano previste delle prerogative che poi sono state eliminate nel testo varato dal Cdm. Questa non è l’ultima parola»,ha aggiunto, durante l’iter parlamentare «tutti quelli che hanno titolo di formulare proposte migliorative» potranno farlo. Mantovano ha sottolineato che c’è stata «assoluta concordanza» tra Consiglio di Stato e governo nella stesura del codice appalti, «tutti questi conflitti non li vedo» ma «saremo lieti di leggere» i rilevi dell’Anac «una volta che ci invieranno le loro considerazioni».

Pnrr:servizi pubblici,affidamenti in house solo se motivati

Nel caso di affidamenti in house «di importo superiore alle soglie di rilevanza europea» in materia di contratti pubblici serve «una motivazione qualificata» da parte dell’ente locale, per la scelta o la conferma del modello di autoproduzione ai fini di una «efficiente gestione» del servizio, che «dia conto», anche sulla base dei modelli standard predisposti dalle autorità competenti, «dei benefici per la collettività». Lo si legge nella bozza dello schema di decreto legislativo di riordino dei servizi pubblici locali di rilevanza economica esaminata dal cdm che, in linea con il Pnrr, prevede una spinta alle gare e alla concorrenza.

Il punto della cabina di regia sul Piano

Per quanto riguarda invece il Pnrr e il punto effettuato con i singoli ministeri in occasione della cabina di regia, su 55 obiettivi del Pnrr da raggiungere entro il 31 dicembre 2022, ne sono stati centrati 40. «I restanti 15 sono stati tutti avviati e in corso di finalizzazione». È quanto si legge nella nota di Palazzo Chigi dopo la seconda riunione della Cabina di regia sul Pnrr coordinata dal ministro per gli Affari Europei la Coesione Territoriale e il Pnrr Raffaele Fitto, per monitorare lo stato di attuazione degli obiettivi del Piano con particolare riferimento alla prossima scadenza del 31 dicembre 2022.

Il confronto con i ministri coinvolti

Alla riunione «hanno preso parte i ministri e i rappresentanti di tutti i ministeri coinvolti, che hanno illustrato lo stato di attuazione di ciascun target e milestone di propria competenza. Lo scopo è quello di raggiungere i restanti obiettivi nel pieno rispetto dei tempi previsti».

Fitto ha sollecitato i colleghi a «concentrarsi su valutazioni complessive che abbraccino una visione di tutto l’arco di Piano al 2026» e non limitate alla scadenza di fine anno.

La settimana prossima nuovo confronto con la Commissione europea

La riunione è servita «per un puntuale aggiornamento sulla situazione in vista di un nuovo confronto con la Commissione europea in programma per la prossima settimana, dopo le numerose interlocuzioni già avute nei giorni scorsi».

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