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Pnrr, ripartiti i bandi, raddoppio rispetto al 2021

Cresme: si sveglia il Sud, a gennaio-settembre nuova crescita delle aggiudicazioni

di Giorgio Santilli

Pnrr, Draghi: ormai tutto bandito, resta poco da rivedere...

3' di lettura

Continua la corsa delle gare di appalto spinte dal Pnrr e delle aggiudicazioni che continuano a macinare accelerazioni dopo il record storico segnato nel 2021 con 48 miliardi di opere affidate. A luglio l’incremento rispetto al 2021 era del 20,7%, a settembre cresce al 27,3%.Ma nel periodo gennaio-settembre 2022 il fattore più rilevante registrato dall’Osservatorio appalti Cresme, rilanciato venerdì 14 ottobre dall’istituto di ricerca, è il raddoppio dei bandi per le opere pubbliche, passati da 24.889 a 50.229 milioni.

Bellicini (Cresme): il mercato ha reagito ed è ripartito

«A dispetto di quel che si è detto sul perdurare del blocco del mercato dovuto ai rincari dei materiali, possiamo dire che invece il mercato ha reagito ed è ripartito», dice il direttore del Cresme, Lorenzo Bellicini. «I dati - continua - ci confermano ancora una volta che il Paese ha fatto con il Pnrr un tale salto di dimensione di mercato che diventa più semplice anche rimettersi in moto».

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LE GARE
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Sud e isole si sono messi in moto

L’altra tendenza che viene segnalata riguarda il Sud e le Isole che si sono finalmente messi in moto con un aumento dei bandi di gara rispettivamente del 119,6% e del 264,6%. Se si sommano i valori del Sud continentale (8.578 milioni di euro) e quelli delle isole (6.041 milioni) il totale (14.619 milioni) è di gran lunga superiore al Nordovest (8.935 milioni), al Nordest (10.326 milioni) e al Centro (9.133 milioni), tutte macroaree che pure fanno registrare incrementi pesantissimi fra il 43,3% e il 100%.

Si potrebbe fare l’obiezione consueta che i bandi sono carta finché non diventano contratti effettivi. Ma anche sul fronte delle aggiudicazioni il Sud registra un incremento del 50,8% e le Isole del 23,6%, totalizzando un importo di 11.220 milioni, vicino anche del Nord unificato (11.515 milioni) e superiore ai 6.302 milioni del Centro.

Le aggiudicazioni

L’altra obiezione che spesso viene fatta a questi dati sul mercato degli appalti è che molte delle procedure di gara avviate poi si bloccano o comunque non arrivano all’aggiudicazione. Ebbene, su 51,3 miliardi di euro di bandi di gara esaminati dal Cresme (corrispondenti al dato gennaio-settembre 2022) 46.484 milioni (pari al 90,5%) sono stati aggiudicati o sono in corso regolarmente, 2.756 milioni (pari al 5,3%) sono stati annullati o revocati, 2.113 milioni (pari al 4,1%) sono gare andate deserte o non aggiudicate. A correggere ulteriormente al ribasso questo dato va segnalato che in quei 2,1 miliardi di procedimenti interrotti relativo a settembre pesava per circa metà la gara della Diga foranea di Genova andata deserta il 1° luglio e poi aggiudicata il 12 ottobre.

L'ANDAMENTO
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I contratti di appalto messi in gara

Per la prima volta nel suo Report il Cresme svolge anche un’analisi delle tipologie di contratti di appalto messi in gara. I risultati sono piuttosto sorprendenti rispetto alle aspettative diffuse. Anzitutto, i bandi per gli appalti di progettazione ed esecuzione costituiscono una quota minoritaria del mercato: in termini di numeri 604 su 15,433 (3,9%) e in termini di importi 16.311 milioni su 50.229 (32,5%) contro un importo di 21.180 milioni degli appalti di sola esecuzione con progetto esecutivo a base di gara (sono il 42,2% del mercato). La terza gamba è quella dei partenariati pubblico-privato (Ppp) che pesano per 12.738 milioni (pari al 25,4% del totale).

All’interno della categoria degli appalti di progettazione ed esecuzione, inoltre, pesano più le procedure con progetto definitivo a base di gara (6.863 milioni) rispetto a quelle con progetto di fattibilità tecnico-economica (5.747 milioni). In sostanza la categoria di progetti che affida progettazione ed esecuzione sulla base del progetto di fattibilità tecnico-economica è l’11,4% del mercato totale. A questi si potrebbero aggiungere, per una fotografia più completa, i 4.457 milioni di bandi di Ppp che hanno a base di gara il progetto di fattibilità tecnico-economica, ma anche in questo caso il totale di 10.204 milioni, un quinto del mercato totale.

I settori che corrono di più

Sul versante delle aggiudicazioni i settori che fanno registrare gli incrementi più forti sono il residenziale (+642%), le infrastrutture stradali di Regioni e loro società partecipate (+1958%), le metropolitane (+387%), le tlc (+1123%). In valori assoluti corrono telecomunicazioni (5.913 milioni), le infrastrutture energetiche (5.500 milioni), l’Anas (3.563 milioni), le ferrovie (3.403 milioni).

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