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Pnrr, si riunisce la cabina di regia: ritardi sotto la lente. Ecco cosa potrebbe succedere

Il punto sullo stato di avanzamento: corsa contro il tempo per centrare tutti i 55 obiettivi e ottenere il via libera alla terza rata da 19 miliardi di euro

di Manuela Perrone

Pnrr, Gentiloni: "Impegno governo su obiettivi molto serio"

2' di lettura

L’appuntamento è confermato alle 10 del 16 dicembre a Palazzo Chigi, confidando sul rientro per tempo da Bruxelles della premier Giorgia Meloni e del ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto. La cabina di regia dovrà fare il punto sullo stato di avanzamento del Piano nazionale di ripresa e resilienza e decidere il da farsi. Un’operazione verità per capire se sia ancora necessario approvare un decreto legge per accelerare sul raggiungimento dei 55 obiettivi previsti al 31 dicembre, tra milestone e target, oppure se rinviare la partita a gennaio per una riflessione più ampia, anche sulla governance.

Concorrenza, pronto l’ok al Dlgs sui servizi pubblici locali

La riunione si aprirà con la notizia (si veda Il Sole 24 Ore in edicola per tutti i dettagli) dell’approdo per l’esame finale nel Consiglio dei ministri previsto subito dopo la fine della cabina di regia dei decreti legislativi sui servizi pubblici locali e sugli Irccs, gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, insieme al nuovo Codice degli appalti. È uno sblocco importante, quello sui servizi locali e in particolare sul trasporto, considerando le forti resistenze nella maggioranza alle liberalizzazioni e alla limitazione dell’in house.

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Corsa contro il tempo per centrare gli altri obiettivi

Ma incombono altri ritardi. Dal collaudo del Polo strategico nazionale per il cloud delle amministrazioni pubbliche alle linee guida sull’orientamento annunciate dal ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, fino agli obiettivi per cui è corsa contro il tempo al ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica. Gli ottimisti, tra i tecnici dell’Esecutivo, confidano che la quadra si troverà e che non servirà il decreto legge precedentemente ipotizzato, eventualmente da far confluire nella legge di bilancio, per blindare con Bruxelles la terza rata del Pnrr, che vale 19 miliardi di euro.

La partita della revisione

A quel punto, si potrebbe rinviare ogni intervento all’inizio del nuovo anno, non tanto per colmare rallentamenti e intoppi, quanto per intervenire sulla governance e avviare l’iter di modifica del Piano già annunciato da Fitto. L’Esecutivo studia sia una ridefinizione della governance del Pnrr, nella direzione di un accentramento delle strutture tecniche alla presidenza del Consiglio, sia delle regole per attuarlo. L’intento sarebbe quello di puntare a una modifica della parte investimenti, alla luce dei cambiamenti oggettivi intervenuti nel contesto, a partire dai prezzi dell’energia e delle materie prime.

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