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Pnrr, Bonomi: riforme ferme, non ci sono più scuse

I giovani imprenditori di Confindustria hanno scelto Palermo per il loro incontro “Med in Italy”, due giornate di dibattito e confronto per conoscere e approfondire i trend che accomuneranno i paesi del Mediterraneo

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«Non abbiamo in Italia un problema di economia e di ceto industriale, ma di struttura dello Stato. Abbiamo un problema di riforme che vanno fatte: il Pnrr ci dà una grande occasione per fare le riforme che il Paese si aspetta da trent’anni. Ci dicevano che non le avevano fatte perché non c’erano le risorse, oggi le risorse ci sono: quindi non abbiamo più scuse. Però le riforme su fisco, politiche attive del lavoro, concorrenza, nonostante abbiamo preso impegni con l’Europa, sono ferme. Il premier ha dovuto convocare d’urgenza il Cdm per richiamare tutti agli impegni presi». Così il leader di Confindustria, Carlo Bonomi, all’evento “Med in Italy” organizzato dai Giovani imprenditori a Palermo.

Bonomi: risorse pubbliche sprecate a ogni tornata elettorale

«Ogni elezioni purtroppo, è la storia del Paese che lo dice, è una tornata di risorse pubbliche sprecate, a pioggia. A giugno c’è una importante tornata amministrativa, a novembre le regionali come sapete qui in Sicilia e le politiche a marzo dell’anno prossimo. Noi siamo ottimisti, speriamo in una seconda parte dell’anno di ripresa» ha aggiunto il leader di Confindustria Bonomi, «Il governo deve fare la sua parte - ha incalzato - quindi deve fare quei provvedimenti che guardano al futuro e non all’immediato». Anche perché «la legge di bilancio doveva guardare alla crescita» ma nella realtà «è stata una legge di bilancio che ha solo distribuito risorse».

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«Da un mese aspetto proposta Orlando su cuneo»

«È da fine aprile che sto aspettando la proposta dal ministro Orlando, è passato un mese e non l’ho ancora vista, immagino che sia una “propostona” che mi scioccherà. Sono contento perché penso sia migliorativa e sono disposto a sedermi al tavolo per ragionare» ha detto ancora Bonomi, che, invece di “bonus e una tantum” come quello da 200 euro, torna a chiedere un taglio strutturale del cuneo fiscale. «Il costo del lavoro è molto alto, abbiamo proposto di dare 2/3 ai dipendenti e 1/3 alle imprese perché va fatto uno sforzo da parte di tutti, servono almeno 16 miliardi e così si mettono 1.223 euro in tasca a chi ha redditi sotto i 35mila reddito, non una tantum ma per tutta la vita lavorativa è una mensilità in più», ha ricordato il presidente di Confindustria, aggiungendo che la detassazione degli aumenti contrattuali «non è la strada».

«Non siamo contro tasse extra-profitti ma contro speculazione»

Quanto all’accusa a Confindustria di non volere la tassazione sugli extra-profitti, «non è vera». «Vogliamo che non si generi speculazione che stanno pagando imprese e famiglie, bisogna agire a monte, puoi mettere la tassazione che vuoi se no» ha aggiunto. E ancora: «Bisognava mettere un cap al prezzo del gas, lo abbiamo detto in tutte le salse, bastava fare un’operazione non dirigista ma sui contratti, di merito, chiedere copia dei contratti, perché siamo convintissimi che sono pluriennali a prezzi ben definiti e che c’è in corso una speculazione fortissima: non si capisce perché nessuno vuole intervenire».

Orlando: mia proposta su cuneo è nota da tempo

«Sul fronte della riduzione del cuneo fiscale ho espresso da tempo le mie valutazioni, riterrei ragionevole un piano pluriennale con impegno delle risorse della lotta all’evasione contributiva ma non sono il ministro dell’Economia e delle Finanze». Così il ministro del Lavoro Andrea Orlando replica alle critiche del presidente di Confindustria Bonomi in un incontro in Liguria.

Pnrr, Di Stefano: bene investimenti ma servono le riforme

Sul Pnrr è tornato anche il leader dei Giovani imprenditori di Confindustria, Riccardo Di Stefano. «Il Pnrr - ha detto - è forse l’ultima chiamata e la decisione e l’apertura dell’Europa di consentire l’utilizzo di parte delle risorse è già una buona notizia perché ci permette di affrontare questa crisi. Però il Pnrr non è fatto solo di investimenti pubblici difficili da realizzare e da mettere a terra ma è fatto di riforme. È il momento del riformismo competitivo che auspicavamo per il governo Draghi, ma che vediamo molto rallentato se non arenato. Sono molto contento del monito forte lanciato dal premier ai partiti sulla riforma della concorrenza che è una cosa che chiedevamo da un anno, è arrivato un forte richiamo alla responsabilità e speriamo che non sia troppo tardi».

Giovani imprenditori a Palermo per “Med in Italy”

I giovani imprenditori di Confindustria hanno scelto Palermo per il loro incontro: “Med in Italy”, due giornate di dibattito e confronto per conoscere e approfondire i trend che accomuneranno i paesi del Mediterraneo. Ale centro del dibattito, che ha coinvolto grandi imprese, Pmi e startup, rappresentanti della business community e del mondo del giornalismo e dell'accademia, sono il made in Italy, l'export, l'energia, la sostenibilità e le sfide post pandemiche. Conclude i lavori nel pomeriggio il presidente di Confindustria Carlo Bonomi.

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