Il Dl per accelerare l’attuazione del Recovery Plan

Pnrr, strutture rafforzate per Ambiente e Agricoltura

Nel testo anche il riparto dei fondi per i piani integrati delle città metropolitane

di Celestina Dominelli

Pnrr, Profumo: "Il nostro bando per passare dai titoli ai cantieri"

3' di lettura

Partirà dalla Camera l’esame parlamentare del decreto Pnrr varato dal governo lo scorso 26 ottobre per accelerare l’attuazione del Recovery Plan e pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale a valle della firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella dopo una lunga messa a punto che ne ha fatto lievitare il perimetro di almeno altri 8 articoli.

Come noto, il provvedimento porta con sé innanzitutto un consistente pacchetto di misure a sostegno del turismo, inclusi un credito d’imposta da 98 milioni per digitalizzare tour operator e agenzie di viaggio e il bonus dell’80% per efficientamento energetico e messa in sicurezza degli alberghi accompagnato dal fondo perduto. Rispetto alla versione licenziata dal Cdm, il Dl si è però arricchito di altre norme, a partire dalla previsione di un ulteriore supporto a favore dei ministeri della Transizione ecologica e dell’Agricoltura per l’attuazione del Pnrr. Un rafforzamento necessario per accelerare la messa a terra degli investimenti come documentato dall’inchiesta condotta dal Sole 24 Ore (si veda l’articolo in pagina e le puntate del 31 ottobre e del 2 novembre).

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L’assist al Mite e all’Agricoltura

Il Dl 152 del 2021 prevede perciò un Fondo ad hoc per l’attuazione delle misure di competenza del ministero guidato da Stefano Patuanelli che disporrà complessivamente di 4,5 milioni di euro per il triennio 2021-2023 che consentirà all’Agricoltura di avvalersi, come stabilito dal Dl semplificazioni per le amministrazioni impegnate nella realizzazione del Recovery, del supporto tecnico-operativo di società a prevalente partecipazione pubblica e da enti vigilati.

Al ministero della Transizione ecologica, arriverà invece una robusta iniezione di personale: l’articolo 34 del provvedimento stabilisce l’assegnazione di 152 unità composte da esperti in grado di fornire il know how necessario per l’attuazione del Pnrr e che dovranno garantire supporto qualificato anche alla struttura di missione per il Piano istituita presso il Mite. Gli esperti saranno cooptati attraverso una selezione per titoli, competenze ed esperienza professionale, nonchè mediante un colloquio telematico. Per agevolare le misure del Pnrr legate alla transizione ecologica, si prevede poi un iter specifico, con l’emanazione di un decreto del presidente del Consiglio dei ministri, che sarà adottato di concerto con il Mef a valle dell’intesa in seno alla Conferenza unificata, per ripartire le risorse (800 milioni) destinate a nuovi interventi pubblici per ridurre il rischio idrogeologico.

Il nucleo Pnrr Stato-Regioni

Con il decreto Pnrr, è stata poi decisa anche l’istituzione, presso il Dipartimento per gli Affari regionali, di un nucleo specifico per il coordinamento delle iniziative del Pnrr tra Stato e Regioni. L’organismo, che rimarrà in piedi fino al 2026, dovrà assicurare al dipartimento il supporto necessario per la realizzazione delle misure del Piano in stretto raccordo con i livelli di governo e potrà, tra l’altro, curare l’istruttoria di tavoli tecnici di confronto settoriali con le amministrazioni territoriali.

Ampliato il Fondo biglietti Alitalia

Nel provvedimento pubblicato ieri in Gazzetta, è inoltre contenuta anche un’estensione del Fondo da 100 milioni per il rimborso dei biglietti e dei voucher Alitalia emessi dall’amministrazione straordinaria in relazione alle misure adottate per la pandemia e non usati nel momento in cui la vecchia compagnia ha smesso di volare. Allo strumento, istituito dal Sostegni-bis e poi ampliato con il decreto Infrastrutture, si potrà infatti far ricorso anche per indennizzare biglietti, voucher e titoli analoghi emessi dalla vecchia Alitalia «anche non connessi con l’emergenza da Covid-19».

Il riparto per i piani integrati

Il decreto contiene infine la tabella con la ripartizione dei 2,7 miliardi di risorse assegnate dal Recovery e dal Fondo complementare ai piani integrati delle città metropolitane. A fare la parte del leone è Napoli con 351,2 milioni seguita da Roma (330,3 milioni), Milano (277,2 milioni) e Torino (233,9 milioni).

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