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Pnrr: target raggiunti. L’università chiude sul filo di lana

Il ministro Fitto: centrati i 55 obiettivi di fine dicembre grazie al dialogo con la Ue. Ora attesa la terza rata da 19 miliardi

A cura di Marzio Bartoloni, Celestina Dominelli, Carmine Fotina, Marco Mobili, Giovanni Negri, Giorgio Pogliotti, Claudio Tucci

Pnrr, Mattarella: impegno a completare riforme va onorato

4' di lettura

Il governo Meloni, completa il lavoro lasciato in eredità da Mario Draghi, e centra tutti i 55 obiettivi Pnrr di fine dicembre che portano in dote all’Italia una rata di 19 miliardi. L’annuncio è arrivato il 28 dicembre dal ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto, che ha spiegato come il traguardo raggiunto sia frutto anche di «un dialogo costruttivo attivato a livello politico con la Commissione Europea che ha consentito, tra l’altro, il superamento di alcune criticità connesse al raggiungimento di qualche obiettivo». A gennaio l’esecutivo invierà al Parlamento la relazione semestrale sull’attuazione del Recovery.

Il precedente governo aveva già raggiunto 25 obiettivi. Quello entrante, in poco più di 60 giorni, ha completato l’opera, adottando due decreti legislativi, 12 decreti ministeriali e tre interventi normativi in manovra, che oggi riceverà il semaforo verde finale. Sul filo di lana chiude anche l’Università che raggiunge il target sui giovani ricercatori (262 borse che si aggiungono alle 50 già conteggiate in partenza) e, grazie al nuovo bando, viene centrata anche la partita sui posti letto: sono arrivate oltre 6mila richieste, che si aggiungono ai 6.500 alloggi già finanziati. Ora si aprirà la fase valutativa delle nuove richieste, che si completerà entro febbraio 2023.

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Transizione digitale

Centrati, solo in extremis, anche gli obiettivi di fine anno del Dipartimento per la trasformazione digitale di palazzo Chigi. È stato collaudato il Polo strategico nazionale che avrà quattro data center per ospitare i dati più critici della Pa in modalità cloud. E sono stati completati gli adempimenti collegati all’Agenzia nazionale cybersecurity, con l’attivazione del primo laboratorio di screening e certificazione. È stata poi costituita la società 3-I spa tra Inps, Inail e Istat per i servizi software alla Pa.

Lavoro

Disco verde anche dal Lavoro. L’ultimo dei quattro interventi del ministero guidato da Marina Calderone è stato raggiunto nei tempi, il decreto ministeriale sull’adozione del piano nazionale contro il lavoro sommerso è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 22 dicembre. Nelle scorse settimane erano stati raggiunti gli altri tre interventi con scadenza a fine anno, ovvero la presa in carico di 300mila percettori di Gol, il rafforzamento della rete di centri per l’impiego e le misure relative ai 500 progetti personalizzati rivolti a persone con disabilità.

Sanità

Raggiunti quasi al fotofinish anche i due obiettivi della Salute. Il primo è una riforma, quella degli Irccs (istituti di ricerca e cura a carattere scientifico): si tratta di 51 super ospedali (21 pubblici e 30 privati) che portano le nuove cure al letto dei pazienti e che attraverso la riforma, varata definitivamente dal consiglio dei ministri prima di Natale, si apriranno di più alle collaborazioni esterne alzando anche l’asticella della qualità. Il secondo milestone sono le gare da 1,4 miliardi per la digitalizzazione della sanità con la stipula del contratti Consip conclusa il 21 dicembre scorso: si va dai cup alle nuove piattaforme fino alla telemedicina e alla cartella clinica digitale.

Fisco

Ok anche l’Economia. Entro il 31 dicembre il numero di lettere di compliance, ossia quelle comunicazioni inviate dalle Entrate ai contribuenti per i quali sono state riscontrate anomalie, deve essere aumentato almeno del 20% rispetto ai risultati 2019, con un numero di falsi positivi ridotto almeno del 5%, così da garantire all’Erario un aumento del gettito fiscale generato del 15%. L’obiettivo è raggiunto, come anche l’altro relativo agli adempimenti legati alla spending review.

Istruzione

Il semaforo verde finale per il ministero dell’Istruzione e del merito arriva oggi con il varo della manovra, dove è contenuto il maxi piano di rilancio delle competenze Stem e il dimensionamento scolastico. Prima di Natale il ministro Giuseppe Valditara ha firmato decreto e linee guida per la riforma dell’orientamento.

Infrastrutture

Partita chiusa anche per il pacchetto di riforme (a partire dalla semplificazione del processo di pianificazione strategica delle autorità portuali) e di investimenti (come l’alta velocità sulle linee Napoli-Bari e Palermo-Catania) in capo al ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili. Che ha quindi raggiunto per tempo tutti gli interventi aggiudicando, tra l’altro, gli appalti del sistema elettronico di controllo della marcia dei treni, l’Ertms (European Rail Traffic Management System), e centrando anche gli obiettivi legati alla semplificazione delle procedure relative ai porti e all’autorizzazione degli impianti di elettrificazione delle banchine (noto anche come cold ironing).

Ambiente

Con il via libera al finanziamento di 29 progetti per lo sviluppo di reti di teleriscaldamento efficienti e l’ok, annunciato alla vigilia di Natale, anche ai 22 interventi per adeguare e potenziare le reti di distribuzione dell’elettricità in modo da accogliere energia green e consentire una maggiore elettrificazione dei consumi (smart grid), anche il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha chiuso le 9 scadenze da centrare entro fine anno dopo le tre messe in cascina già da tempo (criteri ambientali minimi per eventi culturali, isole verdi e bonifica del suolo dei siti orfani). Tra gli obiettivi chiusi nel rush finale figura anche la tutela e la valorizzazione del verde urbano ed extraurbano che è stato messo in cascina con la messa a dimora di oltre un milione e 800 mila alberi in undici città italiane, superando così il traguardo inizialmente previsto (1.650.000 alberi).

Giustizia

Approvati nei tempi gli interventi cardine concordati. In particolare le riforme dei due Codici di procedura, civile e penale, e quella della crisi d’impresa. Da domani sarà in vigore il pacchetto di misure sul penale, con l’obiettivo di ridurre la durata dei procedimenti del 25% entro giugno 2026, mentre con la legge di bilancio, oggi al voto di fiducia, è stata decisa l’anticipazione al 28 febbraio prossimo del debutto delle novità sui giudizi civili (già in vigore dall’estate il Codice della crisi d’impresa). Nel civile, il taglio della durata a giugno 2026 dovrà essere del 40% e si aggiunge una riduzione dell’arretrato a rischio risarcimento per eccessiva lunghezza del 65% in Tribunale e del 55% in Corte di appello entro fine 2024; del 90% in Tribunale e in Corte di appello entro giugno 2026.

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