Recovery plan

Pnrr, Ue versa la prima rata da 21 miliardi all’Italia

L’assegno è stato materialmente staccato da Bruxelles, alla luce delle verifiche sul raggiungimento dei 51 obiettivi assegnati all'Italia per il 2021

di Mariolina Sesto

Osservatorio Pnrr: a che punto sono i 45 obiettivi da centrare per fine giugno

3' di lettura

«Buone notizie per l’Italia: al via il primo pagamento dal Next Generation Eu per 21 miliardi di euro per l’Italia». Lo annuncia la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, su Twitter. “Complimenti all’Italia. Next Generation Eu è l’opportunità di una generazione”, aggiunge.

«Deciso stamattina il primo pagamento europeo per il Pnrr italiano: 21 miliardi grazie al raggiungimento degli obiettivi concordati per fine 2021. La Commissione è al lavoro con autorità italiane per continuare l'attuazione di Next Generation» fa sapere anche il commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni, su Twitter. Si tratta della prima “tranche” successiva al pagamento già effettuato del prefinanziamento di circa 25 miliardi (13% dell'intera quota del Recovery Fund che spetta all'Italia).

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Il video messaggio di Von der Leyen

In un video messaggio pubblicato sul social, von der Leyen indica che “l’Italia ha compiuto progressi sufficienti nell’attuazione del piano nazionale per la ripresa e può ricevere il primo pagamento nell’ambito del Next Generation Eu” una volta che “anche gli Stati membri avranno dato il loro semaforo verde”. La presidente della Commissione europea ricorda che l’Italia è “la principale beneficiaria del Next Generation Eu e riceverà complessivamente 191 miliardi di euro”. “Finora - spiega - l’Italia ha compiuto progressi sufficienti con le riforme necessarie per rendere l’economia e la società del Paese pronte per il futuro, con una pubblica amministrazione più digitale e un sistema giudiziario più efficiente, ad esempio, e con un sistema di istruzione e un mercato del lavoro più inclusivi”. “Quindi congratulazione all’Italia, continua così!”, aggiunge, assicurando che Bruxelles è al fianco del Paese “sulla via verso la ripresa”.

Il versamento

Il versamento dei 21 miliardi, 10 sono sovvenzioni e 11 sono prestiti, è stato effettuato oggi. La Commissione ha indicato che “i pagamenti versati sono fondati sui risultati e dipendono dall’attuazione da parte dell’Italia degli investimenti e delle riforme delineate nel suo piano di ripresa e resilienza». Questa «tranche» è legata a 51 obiettivi e tappe fondamentali che riguardano diverse riforme e investimenti nei settori della pubblica amministrazione, degli appalti pubblici, della giustizia, del quadro di revisione della spesa, dell’istruzione superiore, delle politiche attive del mercato del lavoro e del quadro normativo per responsabilizzare le persone con disabilità, del sistema di audit e controllo per l’attuazione del Recovery Fund. iguardano anche importanti investimenti nel campo della digitalizzazione delle imprese (“transizione 4.0”), dell’efficienza energetica e della ristrutturazione degli edifici residenziali.

La valutazione preliminare

A fine febbraio la Commissione ha adottato una valutazione preliminare positiva della richiesta di pagamento dell’Italia. Il parere favorevole del Comitato economico e finanziario del Consiglio sulla richiesta di pagamento le ha permesso di adottare la decisione sull’erogazione dei fondi.

I passi precedenti

Lo scorso 30 dicembre era stata spedita dal ministero dell’Economia la lettera alla commissione europea con la richiesta di accredito della prima rata dei fondi Pnrr. In gioco, dopo l'anticipo da 24,9 miliardi riconosciuto all’Italia in agosto, altri 24,1 miliardi. L’assegno ora è stato materialmente staccato da Bruxelles, alla luce delle verifiche sul raggiungimento dei 51 obiettivi assegnati all'Italia per il 2021: obiettivi integralmente raggiunti secondo quanto dettagliato nella relazione sul Pnrr che il governo ha inviato al Parlamento. La nuova rata è divisa quasi equamente fra prestiti e contributi a fondo perduto. I loans, che entrano nel debito pubblico in quanto prestiti soggetti a restituzione, valgono in questo caso 12,6 miliardi, mentre i sussidi sono previsti per 11,5 miliardi.

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