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Coronavirus: pochi computer e case piccole, tutti i disagi della quarantena

Un terzo delle famiglie non ha il computer e quattro minori su dieci vivono in condizioni di sovraffollamento abitativo. Il divario è più elevato al Sud e tra le famiglie con un grado di istruzione più basso

di Davide Colombo

Coronavirus, un terzo delle famiglie non ha computer o tablet

Un terzo delle famiglie non ha il computer e quattro minori su dieci vivono in condizioni di sovraffollamento abitativo. Il divario è più elevato al Sud e tra le famiglie con un grado di istruzione più basso


4' di lettura

Ritardo digitale e sovraffollamento abitativo. È l’esperienza (forzata) che stanno vivendo da settimane tante famiglie italiane, costrette a una quarantena di massa per sfuggire al Coronavirus. E tra le mura domestiche le contraddizioni e i limiti della nostra quotidianità esplodono tutti insieme. In un’analisi statistica diffusa oggi, 6 aprile, Istat ci informa che un terzo delle famiglie non ha computer o tablet (in uno dei paesi con la maggior diffusione di telefoni cellulari!), mentre quattro minori su dieci abita in case molto piccole e disagevoli, secondo una catalogazione Eurostat.

Un terzo delle famiglie non ha computer o tablet in casa
Negli anni 2018-2019, informa la nota dell’Istituto di statistica, il 33,8% delle famiglie non aveva un computer o un tablet in casa, il 47,2% ne aveva uno e solo il 18,6% ne aveva due o più. La percentuale di chi non ne possiede sale al 70,6% tra le famiglie di soli anziani (65 anni e più), ma scende al 14,3% tra le famiglie con almeno un minorenne. Ovviamente il divario si amplifica se si considerano i livelli di istruzione e la distribuzione territoriale delle famiglia. La percentuale di famiglie senza computer supera il 41,0% nel Mezzogiorno, con Calabria e Sicilia in testa (rispettivamente 46,0% e 44,4%), ed è circa il 30,0% nelle altre aree del Paese. Più elevata nel Mezzogiorno anche la quota di famiglie con un numero di computer insufficiente rispetto al numero di componenti: il 26,6% ha a disposizione un numero di pc e tablet per meno della metà dei componenti e solo il 14,1% ne ha almeno uno per ciascun componente. Mentre nelle famiglie mediamente più istruite (in cui almeno un componente è laureato) la quota di quanti non hanno nemmeno un computer o un tablet si riduce al 7,7%.

Trento e la Lombardia al top
Nelle regioni del Nord la proporzione di famiglie con almeno un computer in casa è maggiore. In particolare a Trento, Bolzano e in Lombardia oltre il 70% delle famiglie possiede un computer, e la quota supera il 70% anche nel Lazio. Nel Nord, inoltre, la quota di famiglie in cui tutti i componenti hanno un pc sale al 26,3%. Rispetto alla dimensione del comune, la percentuale più alta di famiglie senza computer si osserva nei comuni di piccole dimensioni (39,9% in quelli fino a 2.000 abitanti), la più bassa nelle aree metropolitane (28,5%). Se si considerano le famiglie con minori, la quota di quante non hanno un computer scende al 14,3%, ma le differenze territoriali risultano ancora più accentuate con valori che vanno dall’8,1% del Nord-ovest (6% in Lombardia) al 21,4% del Sud. Questi dati andrebbero completati - ma potrebbe essere il prossimo esercizio Istat - con la copertura della banda larga e della connettività nei comuni, che come è noto è bassa nelle valli e nelle zone montane.

Oltre la metà dei ragazzi condivide con la famiglia pc o tablet
Sempre nell'ultimo biennio, il 12,3% dei ragazzi tra 6 e 17 anni (850 mila) non aveva un computer o un tablet a casa e la quota raggiunge quasi un quinto nel Mezzogiorno (circa 470 mila). Solo 3 ragazzi su 10, inoltre hanno competenze digitali elevate, secondo una classificazione anche in questo caso condivisa con Eurostat, e anche se la maggior parte dei minori in età scolastica (6-17 anni) viva in famiglie in cui è presente l'accesso a internet (96,0%), non sempre accedere alla rete garantisce la possibilità di svolgere attività come ad esempio la didattica a distanza.

Oltre 4 minori su 10 vivono in condizioni di sovraffollamento abitativo
Infine le dimensioni e la qualità della casa. Nel 2018 il 27,8% delle persone vive in condizioni di sovraffollamento abitativo. Questa condizione di disagio è più diffusa per i minori, secondo Istat, visto che il 41,9% dei quali vive in abitazioni sovraffollate. Il disagio si acuisce se, oltre ad essere sovraffollata, l'abitazione in cui si vive presenta anche problemi strutturali oppure non ha bagno/doccia con acqua corrente o ha problemi di luminosità. La condizione di grave deprivazione abitativa riguarda il 5% delle persone residenti e, ancora una volta, è più diffusa tra i giovani. Infatti, vive in condizioni di disagio abitativo il 7,0% dei minori e il 7,9% dei 18-24enni. La quota scende al crescere dell'età fino ad arrivare all'1,8% fra le persone di 75 anni e più. Secondo la metodologia Eurostat una casa è sovraffollata quando non ha a disposizione un numero minimo di stanze pari a una stanza per la famiglia; una stanza per ogni coppia; una stanza per ogni componente di 18 anni e oltre; una stanza ogni due componenti dello stesso sesso di età compresa tra i 12 e i 17 anni di età; una stanza ogni due componenti fino a 11 anni di età, indipendentemente dal sesso.

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