ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’indagine Istat

Pochi specialisti in azienda: l’Italia resta in ritardo sull’Ict

La limitata presenza di specialisti del settore informatico e delle tlc resta un punto debole delle Pmi italiane. La conferma dal nuovo report Istat

di Carmine Fotina

2' di lettura

La limitata presenza di specialisti del settore informatico e delle tlc resta un punto debole delle Pmi italiane. La conferma arriva dal report 2022 dell’Istat su “Imprese e Ict”. La quota di imprese con un numero di addetti tra 10 e 249 che ha competenze specifiche al suo interno resta al 13,4%, contro il 21% della media Ue-27. C’è stato solo un parziale recupero rispetto al 2020, quando questo valore era del 12,6%, insufficiente a ridurre il divario.

L’indice

Questo dato è solo uno dei 12 elementi presi in esami dall’Istat per la definizione dell’indicatore composito di digitalizzazione Digital Intensity Index, utilizzato per identificare le aree nelle quali le imprese italiane ed europee incontrano maggiori difficoltà. I ritardi più evidenti, oltre che sul tema degli specialisti, si riscontrano nella decisione di investire in formazione Ict, nell'uso di riunioni online e di documentazione specializzata sulle regole e le misure da seguire sulla sicurezza informatica. Ci sono differenze molto marcate tra le imprese al di sotto e al di sopra della soglia dei 250 addetti. Nell’utilizzo di robot, ad esempio, siamo all’8,7% contro il 29,8%. Nella vendita online di almeno l'1% del fatturato totale, il 13,4% rispetto al 36,6%.

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Il livello base di digitalizzazione

L'intensità di base della digitalizzazione, osserva l’Istat, è costituita dalle almeno 4 attività delle 12 esaminate. Nel 2022 il 69,9% di imprese con 10-249 addetti si colloca a questo livello (leggermente meglio della media della Ue-27 che è del 69.1%) ma appena il 26,8% è a un gradino definito almeno alti dell'indicatore. Al contrario, per il 97,1% delle imprese con almeno 250 addetti si registra un livello almeno base e l’82,1% ha raggiunto quello almeno alto.

L’accesso alla Rete

Rispetto al 2019 la quota di Pmi nelle quali nell’anno 2022 più del 50% degli addetti hanno accesso a Internet per scopi lavorativi è aumentata quasi del 23%, eguagliando i tassi di crescita delle grandi imprese (passando rispettivamente dal 40% al 49% e dal 47% al 58%). Nello stesso periodo, più marcata è la crescita degli addetti delle Pmi che utilizzano dispositivi connessi a Internet, che aumenta dal 50% al 56% annullando la distanza con le grandi imprese (55,2%).La banda larga fissa con velocità almeno pari ad almeno 30 migabit al secondo risulta utilizzata dall'82,8% delle imprese sotto i 250 addetti contro il 96,1% di quelle più grandi. Più distanti invece le quote per connettività ad almeno 1 gigabit al secondo, rispettivamente 13,2% e 27,1%.

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