Auto

Poco elettrico per Mazda ma c’è un benzina magico

di Nicola Desiderio

3' di lettura

Un anno di attesa, prima di ricominciare un nuovo ciclo, su nuove basi e con un nuovo partner che parla la tua stessa lingua, in tutti i sensi. Così si è presentata la Mazda al Salone di Ginevra dove ha riproposto gli stessi importanti messaggi già visti e ascoltati a Tokyo e Los Angeles e che, nel caso del costruttore di Hiroshima, sono sempre un affascinante mix di filosofia, industria e ingegneria.

Il capitolo più interessante del percorso che Mazda vuole intraprendere è nei concept che parlano di un futuro ormai assai prossimo e che si annuncia perlomeno sereno dopo l’accordo con Toyota realizzato “alla giapponese” ovvero con un acquisto vicendevole e minimo di azioni – 0,25% di Nagoya contro il 5% di Hiroshima – a fronte di un legame strategico che ha già portato il primo frutto industriale: un nuovo stabilimento a Huntsville, nello stato americano dell’Alabama, con un investimento di 1,6 miliardi di dollari e che nel 2021 sarà pronto per sfornare 150.000 crossover Mazda e altrettante Corolla. E poi c’è l’accordo per lo sviluppo di una nuova piattaforma per le auto elettriche dove, oltre alla Toyota stessa e ad aziende della sua galassia (Denso, Daihatsu, Hino, Subaru) c’è anche la Suzuki.

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Un’evoluzione che Mazda vive come male necessario convinta che le emissioni di CO2 “well-to-wheel” – che la casa giapponese si prefigge di ridurre del 50% entro il 2030 e del 90% entro il 2050 – di un’auto elettrica siano inferiori solo del 10% e il motore a combustione interna può tranquillamente colmare questo gap. A questo proposito 2019 sarà pronto il nuovo «magico» motore a benzina Skyactiv-X ad autoaccensione, ovvero che funziona come un diesel e ha consumo ed emissioni inferiori del 20-30 per cento. Dati davvero straordinari.

Debutterà il prossimo anno sulla nuova Mazda3, anticipata dal concept Kai che sarà basata anche su una nuova piattaforma. Nel futuro di Mazda ci sono anche il mild-hybrid, l’ibrido plug-in e l’elettrico ad autonomia estesa realizzato con l’antico amore: il motore rotativo, del quale – purtroppo – non si parla più come propulsore, probabilmente perché i suoi vizi originari sono davvero inguaribili. C’è però il tempo di sognarlo, magari su una futura RX-9 che avrà lo stile del concept RX-Vision mostrato al Salone di Tokyo del 2015 e potrebbe debuttare nel 2020, giusto in tempo per festeggiare i 100 anni di Mazda. Ma non è finita: nel 2020 ci sarà anche un nuovo diesel capace di sfidare tutte le future norme di omologazione, alla faccia di chi dice che è morto e sepolto.

Spazio anche alla rionnovata Mazda6 che sullo stand si specchiava sulla Coupé Vision, il concept che probabilmente anticipa lo stile della prossima generazione.

La media giapponese beneficia di paraurti e calandra diversi, fari con tecnologia a matrice di led evoluta. Ci sono modifiche anche per l’abitacolo e infine uno schermo da 8 pollici per il sistema infotelematico di bordo, ora dotato anche di sistema di visione perimetrico a 360 gradi, e un display multifunzione da 7 pollici al cerchio della strumentazione. Altro miglioramento è la funzione stop&go aggiunta al cruise control adattivo e quella che permette di adattare la velocità impostata a quella indicata dai segnali. La scocca è stata irrigidita e sono stati adottati ammortizzatori più grandi, supporti modificati e snodi dello sterzo posizionati più in basso per migliorare la risposta.

La parte dei motori vede due unità a benzina (2 litri da 165 cv e 2.5 da 194 cv) e il già noto diesel 2.2 da 150 cv o 184 cv (+9 cv). Anche la MX-5 si evolve grazie a fari a matrice di led, materiali più morbidi per l’abitacolo e una capote meglio insonorizzata. Arriva anche una speciale versione Cherry Edition e nella palette entra anche il Soul Red Crystal, l’esclusiva tinta che Mazda ha brevettato facendone una sorta di firma cromatica.

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