Eccellenze

Poco tartufo bianco e prezzi alle stelle, ma c’è ottimismo per novembre

Il parere degli esperti ospiti di Cia-Agricoltori italiani in occasione dell’Anteprima mondiale della stagione 2021

di Silvia Marzialetti

(Jef Milano - stock.adobe.com)

3' di lettura

Avvio di stagione al ralenti e prezzi alle stelle per il tartufo bianco: la lunga siccità ha messo a dura prova il pregiato tubero, con quotazioni record da 4mila euro al chilo, ma il freddo di questi giorni dovrebbe garantire buoni livelli di crescita per novembre. È quanto emerso oggi durante l'Anteprima mondiale della stagione del Tartufo Bianco 2021, che ha riunito intorno a un tavolo a Roma gli esperti di settore, ospiti di Cia-Agricoltori Italiani, dopo l'anno assai incerto della pandemia e in vista di una piena ripartenza, che vedrà il prodotto necessariamente alleato della ristorazione mondiale.

In avvio di stagione il quadro nazionale tra le regioni più vocate - Piemonte, Toscana, Marche e Umbria - presenta criticità sia sul fronte dell'offerta, che dei prezzi: le quotazioni della Borsa di Acqualagna danno a 2 mila euro al kg la pezzatura 0-15 grammi, a 3.200 quella dai 15 ai 50 grammi e a 4 mila i tagli oltre i 50 grammi.

Loading...

«I tempi si allungheranno, ma si arriverà presto a un buon prodotto», ha spiegato Giuseppe Cristini, presidente dell'Accademia –. Nelle Marche, sebbene non di grande caratura, si avranno pepite di buona qualità, che non supereranno i 2mila euro al kg. Novembre darà in tutte le regioni, grandi soddisfazioni in termini di quantità e qualità».

Guardando all'Umbria, ma con approccio sul lungo periodo, l'analisi di Olga Urbani, titolare della Urbani Tartufi, azienda storica del settore:«Erano anni che non ricordavamo una stagione così povera di prodotto. La mancanza di piogge durante tutta l'estate sta causando un vero e proprio danno al nostro settore: non solo i prezzi stanno arrivando alle stelle, ma l'offerta è pari a zero, sia in Italia, che nelle terre limitrofe. È un vero peccato, la domanda è altissima, i mercati cercano il tartufo bianco più degli anni passati, forse anche per un desiderio di rinascita post Covid».

«Nel tartufo c'è molto di più di una sola storia da raccontare e promuovere – commenta il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino –. Al mondo della ristorazione internazionale affidiamo, infatti, con le pepite, il legame tra tartuficoltura e attività agricola, la grande biodiversità dell'agroalimentare tricolore e, soprattutto, la rinascita delle aree interne, quei borghi che sempre di più stanno richiamando l'attenzione di investitori e turisti stranieri».

Per l'Accademia del Tartufo nel Mondo, si tratta dunque di raccontare l'unicità a tavola e di interpretare il valore sensoriale e culturale, culinario ed emozionali che i tartufi sanno creare con i giusti abbinamenti, perché l'Italia del tartufo fa scuola. «Da qui dovrà nascere una grande Accademia sensoriale per il riconoscimento organolettico di tutte le tipologie di tartufo edibile – anticipata Cristini –. Pensiamo anche a un grande Collegio accademico dei migliori esperti e scienziati, per promuovere una ristorazione al tartufo tutto l’anno, partendo anche dalle giovani leve degli Istituti Alberghieri. Sarà importante investire sul turismo, accelerando la ripresa insieme ai ristoratori in occasione di Expo Dubai».

«Il tartufo è uno dei migliori ambasciatori del tricolore nel mondo - ha detto il sottosegretario alle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio - Grazie al tartufo i territori, anche quelli meno conosciuti, possono avere ulteriori opportunità di sviluppo non solo economico, ma anche turistico e sociale».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti