i consigli degli esperti

Podcast, bastano pochi euro (e un’idea)

«Trovate una nicchia», è il consiglio che Jack Soper e Craig Templeton Smith, entrambi producer per la BBC, hanno dato ai partecipanti della masterclass sui podcast organizzata dal Guardian

di Francesca Milano


default onloading pic

2' di lettura

Il mercato ha fame di podcast, dategli qualcosa in pasto: è il messaggio che arriva da Londra dove il numero di appassionati all’infotainment audio è in forte crescita, tanto che si inizia a parlare di “binge listening”: le puntate si ascoltano in metropolitana, al parco durante la corsa, in palestra o addirittura a letto prima di dormire. Ma se gli ascoltatori seriali divorano puntate su puntate, bisognerà trovare qualcosa da dargli da mangiare.

«Trovate una nicchia», è il consiglio che Jack Soper e Craig Templeton Smith, entrambi producer per la BBC, hanno dato ai partecipanti della masterclass sui podcast organizzata dal Guardian. Il messaggio è semplice: c’è spazio, basta avere una idea, e (pochi) soldi da investire nell’attrezzatura.

Sì, perché uno dei punti di forza del podcasting è il basso costo: potenzialmente, si può fare tutto in autonomia, con un microfono da 150 sterline, una app per la registrazione vocale (spesa media 7 euro), e un buon programma di montaggio audio (ce ne sono di gratuite ma anche a pagamento, come Reaper, che costa 60 dollari per gli utenti non commerciali).

Con questa attrezzatura di base (che ovviamente può essere implementata con microfoni da montare direttamente sullo smartphone e con accessori per ridurre i rumori indesiderati) è possibile mettersi all’opera. Ma come? Prima di tutto, suggeriscono Jack Soper e Craig T. Smith, individuando un tema di cui parlare; poi scegliendo il format più adatto.

Le opzioni sono tante: la conversazione con un ospite (come fa Sam Harris nel suo podcast “Making sense”); la tavola rotonda con diversi ospiti (come in “Football weekly” del Guardian); la narrazione (“This american life”solo per citarne uno di successo mondiale).

Quello che un buon podcaster non dovrebbe mai trascurare è lo storyboard, indispensabile anche quando si tratta di un podcast in presa diretta. In realtà, sostengono i due autori, è sempre necessario appuntarsi almeno i punti chiave della conversazione e le domande per l’intervistato.

«Scrivere per un podcast è diverso da scrivere un articolo - spiegano durante la masterclass al Guardian- Per questo è necessario fare attenzione alle parole: meglio sceglierle brevi e semplici. Prediligete frasi corte e ricordatevi di leggere lentamente».

Una volta registrato e montato il podcast, arriva il momento di metterlo online: esistono diverse piattaforme gratuite che permettono di distribuire la puntata su varie applicazioni (da Spotify a Apple Podcast, a Google Podcast).

Tutto bellissimo, ma i guadagni? Da Londra suggeriscono alcune stade: trovare uno sponsor che sia interessato al vostro podcast (come è successo a “The trap door”, podcast sulla genitorialità sponsorizzato da una società di prodotti per l’infanzia); inserite degli spot pubblicitari (come avviene nelle radio); oppure affidatevi a piattaforme di microcrowdfunding come Patreon.

Altri articoli:

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...