IN GARFAGNANA

Podere Còncori vince con la biodinamica

L'azienda produce 20mila bottiglie l'anno che vende a 13-15 euro l'una

di Silvia Pieraccini


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Gabriele Da Prato 50 anni, cinque ettari di vigne coltivate a 400 metri d'altezza. Guida anche l'associazione Vignaioli e territori (150 produttori biologici e biodinamici

2' di lettura

È partito da zero 21 anni fa con un progetto vinicolo innovativo per territorio (la valle del Serchio in Garfagnana, Lucca), per vitigni piantati (Sirah, Pinot nero e Pinot bianco) e per metodo agronomico (la biodinamica). Un progetto a lungo termine che aveva come obiettivo l’alta qualità. Oggi Gabriele Da Prato, 50 anni, cinque ettari di vigne a 400 metri d’altezza, in gran parte terrazzate col 70% di pendenza sul fiume Serchio, può dire di aver vinto la scommessa. Con la sua viticoltura eroica e naturale a Podere Còncori produce 20mila bottiglie l'anno, divise tra quattro etichette (tre vini rossi e un bianco) che vende a 13-15 euro l’una franco cantina e che negli anni hanno fatto il pieno di riconoscimenti. «C’è voluto tempo, ma oggi l’azienda produce reddito e attira sull’Appennino turisti e amanti del vino» dice con orgoglio.

È questo il punto che gli sta più a cuore. «Ho scelto la biodinamica – racconta Gabriele – perché volevo ridare luce e vitalità a terreni non più fertili, disidratati, senza humus. E pensare che parlare di biodinamica alla fine degli anni Novanta era un’eresia. Il successo di Còncori è stato aver avuto una visione originale: perché fare un vino come gli altri toscani - mi sono detto - quando stai nella valle del Serchio che per clima, escursione termica, ventilazione, assomiglia alla regione del Rodano?». Il progetto di valorizzazione del territorio può essere replicato, secondo Gabriele: «Per gli Appennini è arrivato il momento di riscatto: sono la fonte di recupero della tradizione contadina, dobbiamo farli conoscere».

Stare a 40 chilometri da Lucca, nella Toscana dell’arte e del paesaggio, naturalmente ha aiutato. «La cultura del territorio si fa avendo vicino le città ricche» conclude Gabriele che guida anche l’associazione Vignaioli e territori (150 produttori biologici e biodinamici di tutta Italia) e nel 2016 al Vinitaly ha ricevuto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella il premio “Benemeriti della viticoltura italiana”: «Quella è stata l’emozione più grande».

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