letture

Poesia, compagna di giorni difficili

Istituito dall’Unesco nel 1999, il primo giorno di primavera è dedicato alla Poesia

di Alberto Fraccacreta


default onloading pic
(likoper - stock.adobe.com)

3' di lettura

La poesia è attività particolarmente adatta ai tempi di dolore e di resistenza, come quelli che stiamo vivendo in queste settimane. Per tale ragione, la Giornata mondiale della poesia istituita nel 1999 dall'Unesco in corrispondenza dell'inizio della primavera — si veste oggi di un significato particolare. Sono sempre validi e attuali i versi di Eugenio Montale dall'Anguilla, sinuoso pesce-simbolo della lirica e della viscosa tenacia: «L'anima verde che cerca/ vita là dove solo/ morde l'arsura e la desolazione,/ la scintilla che dice/ tutto comincia quando tutto pare/ incarbonirsi».

Supremo invito alla speranza, truciolo di umiltà nei rosticci e nelle increspature del mondo difficile, l'arte della parola coincide con il pieno assolvimento dell'identità umana in qualsiasi condizione e lungo qualsiasi bisettrice geografica e interiore.

Numerose sono le iniziative digitali che tentano di non perdere, e anzi di valorizzare questo momento di riflessione. A partire dalla Indoor Poetry Marathon , condotta dal campione di Poetry slam Simone Savogin, che chiama in causa, dalla mezzanotte del 21 marzo, non solo poeti da tutto il mondo (Europa, America Latina, Asia) ma anche attori, musicisti e cantanti.

#DivisiMaCondivisi s'intitola, invece, la proposta del CUUM (Club Unesco per Urbino e il Montefeltro) «tra anime e pensieri del territorio per il territorio», dentro il cuore della poiana e nel rizoma carnoso dell'aspidistra. Sono proiettate sulle pagine social e sugli altri canali del Club le videoletture realizzate da poeti, letterati e teatranti «al fine di valorizzare un patrimonio immateriale rappresentato appunto dalla poesia, in modo tale da mantenere alti la vitalità e il valore di questo insostituibile veicolo di espressione artistica».
Ma chiunque lo desideri, potrà dare il proprio apporto: il 18 aprile, Giornata internazionale ICOMOS per i monumenti e i siti, saranno pubblicate in streaming sulla pagina Facebook del CUUM i contributi inviati entro il 15 aprile all'indirizzo email info@cuum.org.

La Fondazione Pordenonelegge, a conclusione della staffetta #unapoesiaalgiorno iniziata sabato 14 marzo, diffonde grazie a tablet e notebook «un piccolo evento corale e virtuale» che coinvolge alcuni autori della casa editrice LietoColle.

Assieme a queste e a tante altre iniziative, c'è la parte più casereccia e artigianale della resilienza: la nostra silenziosa, salvifica lettura di libri. Quali testi possono esserci utili «nel solco dell'emergenza» e farci compagnia nelle lunghe ore di quarantena?

Sweeney smarrito (a cura di Marco Sonzogni, Archinto, pp. 260, € 16) è la traduzione della traduzione di Seamus Heaney del poema gaelico medievale Buile Suibhne, che racconta la follia e il mutamento in uccello di Sweeney (evidente e sintomatica è l'assonanza con il poeta Premio Nobel), re di Dal-Arie, «a compimento della maledizione di Ronan il santo».

La freschezza e la tersa chiarità di questo prosimetro lascia incantati: «Così appare Glen Bolcain:/ da quattro lati è aperta ai venti,/ ha piacevoli boschi, polle d'acqua dalle rive sgombre,/ fresche fonti e chiari ruscelli dai letti sabbiosi/ dove il verde crescione e la languida veronica/ civettano a pelo d'acqua.// È la dispensa della natura/ con l'acetosa, l'acetosella,/ le bacche, l'aglio orsino,/ la bruna ghianda e la prugna nera».

Il sassoso e ruvido riparo nelle valli irlandesi si alterna ad attimi di sincero pentimento («O Cristo, pieno d'amore e senza peccato,/ ascolta la mia preghiera, soccorrimi, o Cristo,/ e fa' che nulla ci separi./ Accoglimi sempre nella tua grazia»), fino alla riconciliazione del re alato e al sospirato ritiro a San Mullins dal chierico Moling.

Un'altra silloge, pubblicata recentemente da Interlinea, Prova a cantare il mondo storpiato di Adam Zagajewski (antologia a cura di Valentina Parisi, pp. 120, € 12), sfida le difficoltà e le devastazioni del presente con il dolce sapore delle «fragole» e le «gocce di vin rosé», mentre le «ortiche implacabili» coprono le «dimore lasciate dagli esuli». La «luce delicata» può errare e svanire: ma tornerà anche sulle «cicatrici della terra».
Sin dalla giovinezza Paul Celan tenne da parte — come fosse un ossidrilico controcanto — frammenti in prosa, minerali monometrici, «pietruzze appena percepibili, lapilli minuscoli nel tufo denso dell'esistenza».

I Microliti (a cura di Dario Borso, «Lo Specchio» Mondadori, pp. 216, € 20, in uscita il 14 aprile) sono prismi irregolari in stile «lapidar» di aforismi e bozzetti di narrazione o teoresi lirica che dánno una diversa, forse più ampia, idea della poesia. Quella di cui adesso abbiamo più bisogno.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...