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Politecnico di Milano, Bologna e La Sapienza avanzano nel ranking mondiale delle università. Escluse Normale e S.Anna di Pisa

Sono 36 le università italiane nel ranking mondiale di Qs, 2 in più rispetto allo scorso anno, guidate da Politecnico di Milano, università di Bologna e La Sapienza di Roma, ma le scuole di eccellenza Normale e S.Anna di Pisa sono state escluse

di Francesca Barbieri

Ferruccio Resta: “L'Italia decida che Paese vuole essere da grande”

Sono 36 le università italiane nel ranking mondiale di Qs, 2 in più rispetto allo scorso anno, guidate da Politecnico di Milano, università di Bologna e La Sapienza di Roma, ma le scuole di eccellenza Normale e S.Anna di Pisa sono state escluse


3' di lettura

Trentasei università nel ranking mondiale degli atenei, 2 in più rispetto allo scorso anno, guidate da Politecnico di Milano che sale al 137imo posto (+12 posizioni), università di Bologna (160ima, con un balzo in avanti di 17 posti) e Roma la Sapienza (171° posto, +32 posizioni).

I risultati nel mondo

Sono i risultati del Qs World University rankings, classifica globale delle università che incorona al primo posto - per il nono anno consecutivo il Mit (Massachusetts Institute of Technology), seguito da altre due università statunitensi Stanford e Harvard.

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La prima università del Regno Unito – e in Europa, è l'Università di Oxford, che scende al quinto posto. La sua concorrente connazionale, Cambridge, rimane al 7 ° posto. La migliore università dell'Europa continentale è, invece, l’ETH di Zurigo, che mantiene il 6 ° posto.Le due migliori università asiatiche sono di nuovo entrambe di Singapore: la National University of Singapore, 11esima e la Nanyang Technological University che scende al 13 ° posto

Focus sull’Italia

Oltre a Politecnico di Milano, Bologna e La Sapienza nel ranking troviamo anche il Politecnico di Torino, che avanza di ben quaranta posizioni, e ora occupa il 308°posto. Per sedici università italiane la posizione è invariata rispetto allo scorso anno; tredici Università nazionali salgono in classifica, tre scendono e quattro sono new entry come l'Università Vita-Salute San Raffaele che debutta al 392° posto. Le altre new entry sono la Libera università di Bolzano (601-650), l’università della Calabria e l’università Politecnica delle Marche (801-1000).

LE PRIME 10 UNIVERSITÀ ITALIANE
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La metodologia

La classifica si basa su una ricerca che include le opinioni di 102.662 docenti, accademici e ricercatori e di 51.649 manager e direttori delle risorse umane. Comprende l'analisi di 18.530.368 pubblicazioni scientifiche e di 138.397.765 citazioni.
Il Politecnico di Milano ha ottenuto buoni risultati nell’indicatore specifico dell'Academic Reputation, dove o si situa al 97° posto (119° lo scorso anno) e per l'Employer Reputation che lo vede alla 70° posizione. «Negli ultimi mesi, nonostante l'emergenza sanitaria, siamo riusciti a garantire da subito l'intera offerta formativa da remoto e ora anche le attività di ricerca hanno ripreso vita nei laboratori– commenta il Rettore Ferruccio Resta – Con il prossimo anno accademico il Politecnico ripartirà in presenza, garantendo però la didattica online agli studenti che ancora non riescono a raggiungere l’ateneo»

IL RANKING QS MONDIALE
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Esluse Normale e S.Anna di Pisa

La Scuola Superiore Sant’Anna Pisa e la Scuola Normale Superiore di Pisa, non sono state incluse «in questa edizione a seguito di una verifica metodologica» si legge nel comunicato di Qs. Per essere incluse nel World University Rankings, «le università devono essere pluridisciplinari e attive in almeno due macro aree di studio, e offrire corsi di laurea sia di primo livello sia di secondo livello e master post-lauream , e immatricolare studenti e rilasciare titoli di studio, per ogni livello. Gli studenti che seguono corsi undergraduate in queste due prestigiosi atenei, sono prevalentemente immatricolati dall’università degli di Pisa, un particolare che gli analisti di QS non avevano compreso, e che in questa edizione viene rettificato».

«Prendiamo atto di una scelta così sorprendente, alla luce del fatto che è arrivata dopo molti anni in cui eravamo conteggiati, auspicando un ripensamento negli anni a venire - dichiarano Luigi Ambrosio, direttore della Scuola Normale Superiore, e Sabina Nuti, rettrice della Scuola Superiore Sant'Anna - . Altrettanto sorprendente è quanto si dichiara nel comunicato stampa QS perché Normale e Sant'Anna coprono entrambe più di due macro aree di studio».

«I nostri ragazzi fanno un doppio percorso - sottolinea Nuti - che li porta alla laurea e a un diploma rilasciato da una scuola di eccellenza: abbiamo 7 lauree specialistiche con altri atenei in Italia che sono molto ambite e in cui la didattica viene per la metà organizzata da noi». Lo scorso anno S.Anna era risultata 10ima al mondo per l’indicatore citazioni per docente, «un indicatore oggettivo e verificabile» evidenzia Nuti, che conclude: «In generale, continuiamo a ritenere che si debba giudicare il livello di un ateneo dalla preparazione del suo corpo docente, dall'impatto degli studi dei professori e dei ricercatori nella letteratura scientifica, dai risultati della ricerca, dall'internazionalizzazione, dai successi che conseguono gli studenti nelle carriere professionali: tutti criteri che fanno della Scuola Superiore Sant'Anna e della Scuola Normale Superiore due punti di riferimento nella preparazione universitaria del nostro paese».


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