Green Economy / 2

Politiche di risparmio energetico efficaci per abbassare i prezzi

Se l’inverno sarà rigido dovremo fare i conti con costi elevati e problemi di fornitura

di Simone Tagliapietra e Georg Zachmann

(Adobe Stock)

3' di lettura

Di fronte all’aumento vertiginoso dei prezzi del gas naturale e – conseguentemente – dell’elettricità, diversi governi europei hanno adottato misure finalizzate a proteggere le famiglie più vulnerabili e le piccole e medie imprese dagli impatti più diretti di questa situazione venutasi a creare nel mercato. Tali interventi rispondono altresì alla necessità di assicurare che la ripresa economica in corso non venga deragliata da uno shock dei prezzi energetici.

Tuttavia, se i prezzi all’ingrosso dovessero aumentare ulteriormente, tali misure di supporto potrebbero presto divenire insostenibili per le finanze pubbliche. In uno scenario ben peggiore, ovvero qualora la crisi dovesse continuare a peggiorare e qualora le temperature invernali dovessero essere particolarmente rigide, il problema addirittura potrebbe non limitarsi più ai prezzi elevati, ma trasformarsi in vere e proprie difficoltà di approvvigionamento delle forniture di gas naturale. A fronte di questi scenari, l’unica via d’uscita pare essere quella di un allentamento dell’equilibrio tra domanda e offerta sul mercato del gas naturale.

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Sul lato dell’offerta, l’Europa non può fare molto, in particolare considerando la forte domanda di gas naturale liquefatto da parte dell’Asia, una regione anch’essa alle prese con una forte crisi energetica. Quindi, l’unica cosa che l’Europa può fare rapidamente per prevenire un inverno potenzialmente difficile è promuovere attivamente il risparmio energetico sia nel settore residenziale che in quello industriale.

Nel settore residenziale, il risparmio energetico può essere promosso sia attraverso interventi regolatori, sia attraverso incentivi economici. Nel primo caso, gli edifici pubblici e privati potrebbero essere obbligati ad abbassare i loro termostati di 1 grado durante l’inverno, per risparmiare gas naturale senza compromettere il comfort. Nel secondo caso, i governi europei potrebbero considerare di restituire denaro alle famiglie, pagandole per risparmiare energia. In altre parole, le famiglie potrebbero ottenere un pagamento basato sul differenziale tra la loro domanda di energia del 2021 rispetto a quella del 2020.

Come qualsiasi approccio emergenziale, questo non sarebbe certamente perfetto, ma tuttavia potrebbe avere un ruolo importante nel mettere a punto i giusti incentivi in questa fase: risparmiare energia ripaga. L’onere amministrativo dovrebbe essere gestibile, in quanto sarebbe sufficiente pagare questo “bonus risparmio” in primavera, dato che tipicamente le bollette energetiche non riflettono immediatamente l’andamento dei prezzi all’ingrosso. Ma i governi devono annunciare ora tale eventuale azione, e possibilmente combinarla con una campagna di comunicazione a favore del risparmio energetico.

Nel settore industriale, impianti industriali – in particolare quelli ad alta intensità energetica – potrebbero essere invitati a valutare i loro piani di produzione per l’inverno, ed eventualmente considerare chiusure temporanee ordinate, come già avviene da settimane su più ridotta scala e in modo non pianificato in molti parti d’Europa.

Se i governi europei sovvenzionano l’uso dell’energia e l’offerta rimane inelastica, i consumatori europei saranno posti in una situazione di competizione reciproca per un’offerta possibilmente sempre più limitata, spingendo i prezzi verso l’alto e rendendo i fornitori – come la Russia – più ricchi. Risulta dunque urgente riflettere a come far leva su una possibile risposta sul lato della domanda. Questo non solo permetterebbe all’Europa di navigare meglio in quello che promette di essere un inverno difficile, ma anche di cogliere la crisi per introdurre effetti più duraturi sul lato del risparmio energetico, elemento importantissimo per raggiungere i nostri obiettivi di decarbonizzazione in un modo economicamente efficiente.

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