inchiesta "libro nero"

Politici e imprenditori al servizio della 'ndrangheta, 17 arresti in Calabria

Secondo gli investigatori «affermati imprenditori e politici locali e regionali» risultavano da tempo «asserviti totalmente alle volontà» della cosca Libri «in qualità di soggetti intranei o concorrenti esterni» che «partecipavano attivamente» all'attività criminale. Le accuse vanno dall'associazione mafiosa all'estorsione, alla turbata libertà degli incanti, al porto illegale di armi e alla tentata corruzione per atto contrario ai doveri d´ufficio


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2' di lettura

Diciassette arrestati, tra cui il capogruppo dem al Consiglio regionale della Calabria, Sebastiano "Seby" Romeo, e quello di Fdi, Alessandro Nicolò (eletto con FI e poi passato in Fdi), perquisizioni e il sequestro di società e imprese riconducibili alla cosca Libri di Reggio Calabria, operanti nel settore edilizio-immobiliare e nella ristorazione. Questo il primo bilancio del blitz della Squadra mobile della Polizia, coordinata dalla Direzione distrettuale Antimafia reggina contro una delle più potenti cosche della ‘Ndrangheta calabrese.

Tra gli indagati in libertà c'è anche Demetrio Naccari Carlizzi, ex
consigliere regionale Pd e cognato del sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà estraneo all'inchiesta.Per gli arrestati, cinque dei quali ai domiciliari, le accuse vanno dall'associazione mafiosa all'estorsione, alla turbata libertà degli incanti, al porto illegale di armi e alla tentata corruzione per atto contrario ai doveri d´ufficio.

L'inchiesta "Libro nero" della Dda sviluppata con il supporto del Servizio centrale operativo di Roma e il supporto di intercettazioni e delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia ha consentito di ricostruire gli assetti e le dinamiche operative della cosca Libri, una delle più potenti articolazioni della ‘Ndrangheta unitaria. Secondo gli investigatori «affermati imprenditori e politici locali e regionali» risultavano da tempo «asserviti totalmente alle volontà» dei Libri «in qualità di soggetti intranei o concorrenti esterni» che «partecipavano attivamente» all'attività criminale della cosca. Assecondando da un lato le strategie d'investimento decise dalla cosca e ricevendo dall'altro importanti finanziamenti occulti, gli imprenditori arrestati avrebbero in particolare «assunto posizioni di assoluto rilievo» nei settori di cui si occupavano.

La cosca Libri, oltre ad interferire nelle dinamiche economico-imprenditoriali locali, si sarebbe infiltrata in quelle politico-elettorali del territorio reggino, gestendo un consistente bacino di voti convogliato di volta in volta a favore di soggetti compiacenti, senza esclusione di schieramenti politici, nell'ambito di un rapporto basato sul do ut des, destinato a favorire non solo la famiglia criminale ma la ‘Ndrangheta nel suo complesso. A conferma di questa strategia gli investigatori hanno messo sotto osservazione la carriera, fino alla conquista nel 2014 di un seggio in Consiglio regionale, di un politico reggino che sarebbe stata supportata, fin dagli inizi, proprio dalla cosca Libri.

GUARDA IL VIDEO: 'Ndrangheta, blitz fra Reggio Calabria e Canada: 14 arresti

Sempre questa mattina, Carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Agrigento hanno eseguito il fermo - disposto dalla Dda di Palermo - di sette persone indagate per associazione mafiosa e concorso esterno in associazione mafiosa. Al centro delle indagini dei carabinieri la famiglia mafiosa di Licata (Agrigento), di cui sono stati delineati gli assetti e le gerarchie. Nel corso della indagine sono state scoperti infiltrazioni nelle attività imprenditoriali in via di realizzazione nell'Agrigentino ed il ruolo occupato all'interno della cosca da due massoni che erano maestri venerabili di due distinte logge.

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