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Polizze rc auto, verso l’aumento delle tariffe

Secondo i dati dell’Ivass nel terzo trimestre del 2022 i prezzi erano ancora in discesa ma si cominciano a registrare le prime inversioni di tendenza

di Laura Galvagni

2' di lettura

Nel 2023 la polizza rc auto sarà potenzialmente più cara. Da tempo ormai operatori e compagnie del settore assicurativo stimano un’ascesa dei prezzi dopo anni di costante calo. La ragione ? Le dinamiche inflazionistiche e l’aumento della sinistralità.

La fotografia ad oggi

Eppure il 19 dicembre scorso, come indicato da Ivass, i valori relativi al terzo trimestre erano ancora in discesa al punto che l’istituto di vigilanza ha calcolato un valore medio del contratto «di 362 euro, in lieve riduzione dell'1,5% su base annua e del 26% rispetto al terzo trimestre del 2014». Il quadro appare quindi per il momento ancora confortante, sebbene sia comunque possibile cogliere qualche segnale di inversione. In particolare, l’Ivass ha aggiunto che «nell’attuale contesto di elevata inflazione, le variazioni medie di prezzo per singola impresa sono eterogenee e si collocano tra il -3,7% e il +5,2%».

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Le prospettive

D’altra parte, come già detto, da tempo, gli assicuratori hanno messo in conto di dover agire sulle tariffe per contenere una variazione positiva dei prezzi altrimenti difficile da gestire, alla quale peraltro va sommato anche l’incremento generalizzato dei sinistri che mette ulteriormente sotto pressione il combined ratio delle compagnie. Secondo i dati raccolti da Facile.it (che non hanno tuttavia effettiva rilevanza statistica), a dicembre 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Italia occorrevano, in media, 458,06 euro, vale a dire il 7,23% in più rispetto a dicembre 2021. In aggiunta, secondo l'indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat, sono 700.000 coloro che, a causa dell’incremento generalizzato dei costi, hanno dichiarato di aver saltato il pagamento del rinnovo dell’assicurazione auto. Una platea di morosi che potrebbe allargarsi se si considera che sono oltre 1,5 milioni gli italiani che hanno ammesso di poter essere obbligati a saltare il prossimo rinnovo in caso di rincari. Un quadro, tuttavia, che non può non tenere conto delle dinamiche pregresse.

La forbice con l’Europa

Come recentemente sottolineato all’Insurance Summit organizzato da Il Sole 24 Ore dalla presidente dell’Ania, Maria Bianca Farina, «nonostante la forte crescita dell'inflazione, anche nel primo semestre del 2022 si è confermato il trend, ormai decennale, che ha consentito di eliminare sostanzialmente il divario in materia di tariffe rispetto ai principali Paesi esteri». In particolare, si è ridotto drasticamente il divario dei prezzi rispetto alla media europea, da 213 euro nel periodo 2008-2012 ai 47 euro del 2021.

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