che cosa può succedere ora

Polo tv europeo, cosa succede dopo la tregua a termine tra Mediaset e Vivendi

Si cerca l’intesa tombale, domani il primo round dei negoziati italo-francesi

di Antonella Olivieri


default onloading pic
(Ansa)

3' di lettura

Trasformare i problemi in opportunità. Potrebbe essere questo il senso del trasloco ad Amsterdam di Mediaset, che per Cologno resta una priorità. È ormai da tre anni che il Biscione è inviluppato nelle maglie del contenzioso con Vivendi, sorto sul contratto d’acquisto di Premium, disatteso dai francesi. Ora il tentativo di conciliazione proposto dal giudice di Milano, Elena Riva Crugnola, potrebbe dare il la a un accordo “tombale” in salsa olandese, oppure riportare tutto indietro, all’arrocco di Fininvest con blindatura all’italiana.

Cosa dice anzitutto il dispositivo del Tribunale? C’è l’invito alle parti a «valutare la possibile conciliazione della lite laddove le assemblee dei soci di Mediaset Spa e della SA spagnola adottino nuova delibera approvante progetto di fusione modificato rispetto a quello approvato con la delibera del 4.9.2019», modifica in particolare riguardante: «l’eliminazione dallo statuto dell’incorporante olandese delle clausole relative al c.d. requisito di detenzione e al c.d. requisito contrattuale, nonchè alla soglia convenzionale in tema di Opa, contenute negli art. 42 e 43 nonchè nell’art. 13.7 dello statuto» e «l’eliminazione dai termini e condizioni delle azioni a voto speciale delle previsioni di cui al punto 4.4 e 13.1 relative sempre ai c.d. requisiti nonchè a “inadempimento, penale”».

Dunque, rifare le assemblee per la fusione delle due Mediaset nella holding olandese Media for Europe, cancellando le difese “anti-Vivendi”. L’una riguarda l’obbligo di Opa al superamento del 25%, non da parte di Fininvest che è già oltre, bensì eventualmente di Vivendi, che con il voto maggiorato scavallerebbe il limite. Le altre clausole da eliminare riguardano i requisiti di detenzione e contrattuali che limiterebbero al 10% dei diritti di voto la partecipazione di Vivendi, fintanto che sussiste il vincolo sancito dall’Agcom in ottemperanza alla legge Gasparri per la contemporanea presenza nel capitale di Telecom, e obbligherebbero il gruppo transalpino a rispettare i contratti con Mediaset. Eliminati i due requisiti, Vivendi otterrebbe il diritto al voto maggiorato, esattamente come Fininvest.

Le condizioni dell’ipotesi di conciliazione corrispondono ai punti dello statuto di MfE contestati da Vivendi ad Amsterdam, con prima udienza nel merito già fissata per il 27 novembre. Vorrebbe dire che la quota di Vivendi in Olanda sarebbe “sdoganata” con la possibilità, detenendo il minimo necessario del 10%, di convocare l’assemblea ogni tre per due, e che Fininvest non prenderebbe il volo con oltre il 60% dei diritti di voto che avrebbe potuto ottenere con la sterilizzazione dei francesi.

Se Mediaset, che si è già dichiarata disponibile a valutare l’ipotesi suggerita dal giudice, le accettasse tutte senza discutere, l’accordo sarebbe già fatto. Ma visto che le parti dovrebbero incontrarsi già questa settimana - presumibilmente domani - è logico ritenere che gli argomenti di cui discutere non manchino. Quest’estate Vivendi aveva provato a raggiungere un accordo che, dal suo punto di vista, voleva dire rilevare la quota di Fininvest in Mediaset. La proposta però non è stata accolta e ora piuttosto il tentativo potrebbe essere quello di rilevare le azioni in eccesso di Vivendi. La scadenza del 22 novembre, data fissata per l’udienza, sarà perciò chiave per verificare la possibilità di raggiungere un accordo che ponga fine a tutto il contenzioso in essere.

Con una fumata nera, se risultasse impraticabile il trasloco in Olanda a ogni costo, resterebbe il paracadute italiano dell’assemblea di aprile. Con il buy-back, Fininvest per fine anno raggiungerebbe comunque la maggioranza assoluta di Mediaset e nel 2021 avrebbe diritto al voto doppio. Ma è un esito che nessuno si augura, perché vorrebbe dire continuare la guerra di trincea, con la “minoranza di blocco” ancora in mano ai francesi a condizionare le operazioni straordinarie del Biscione.

ALTRI ARTICOLI
Mediaset, riparte il dialogo con Vivendi. Tentativo di conciliazione
Mediaset, stop della Corte di Madrid alla fusione con la controllata spagnola

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...