RIFORMA IN VIGORE DALLA MEZZANOTTE

Polonia, la presidente della Corte suprema si ribella: «Non mi dimetto, è una purga»

Commissione Ue avvia procedura articolo 7 contro la Polonia


2' di lettura

Braccio di ferro tra Governo e Corte suprema in Polonia. Malgorzata Gersdorf, presidente della massima autorità giudiziaria, si è ribellata alla nuova legge che le impone di dimettersi alla mezzanotte di oggi per sopraggiunto limite di età. «Mercoledì si presenterà al lavoro come ogni giorno», ha fatto sapere il suo portavoce. La nuova normativa impone ai giudici di andare in pensione a 65 anni, contro i 70 anni attualmente in vigore: almeno un terzo dei giudici della Corte suprema dovrebbero così dimettersi alla mezzanotte di oggi. Solo il presidente della Repubblica può fare delle eccezioni, su richiesta dei magistrati.

La riforma contestata
La Gersdorf si è rifiutata di inoltrare la richiesta al presidente Andrzej Duda e ha spiegato che resterà al suo posto fino al 2020, come prevede il suo mandato. «Questa legge- ha accusato - è una purga della Corte suprema travestita da riforma delle pensioni».
Il governo polacco, guidato dal partito ultraconservatore Legge Giustizia (PiS) di Jaroslav Kaczynski,ribatte che il provvedimento serve a ringiovanire un sistema ancora legato al periodo comunista.

La Ue apre procedura contro Varsavia
Lunedì la Commissione europea ha aperto una procedura d'infrazione contro la Polonia - oltre al già avviato processo dell'articolo 7 sul mancato rispetto dello stato di diritto - proprio sulla legge che riguarda la composizione della Corte suprema. Bruxelles, «data la mancanza di progressi» nel dialogo con Varsavia nell'ambito dell'art. 7, ha inviato una lettera di messa in mora urgente, per cui Varsavia ha un solo mese di tempo per rispondere, contro gli abituali 2 mesi. In pericolo c'è infatti, ha sottolineato la Commissione, «l'indipendenza della giustizia» dagli altri poteri. Attraverso una serie di provvedimenti il PiS ha di fatto preso il controllo del sistema giudiziario, con i procuratori che devono rispondere al ministro della Giustizia.

Walesa con l’opposizione: «Ora basta»
I tre principali partiti di opposizione si sono dati appuntamento questa sera davanti alla sede della Corte suprema per protestare contro la riforma: ha annunciato la sua presenza anche l’ex presidente e leader di Solidarnosc Lech Walesa. «Se in un modo o nell’altro il governo attacca la Corte suprema, allora andrò a Varsavia. Basta con la distruzione della Polonia», ha scritto su Facebook.

I sondaggi premiano il PiS
Nonostante l’opposizione interna, e internazionale, il partito Legge e Giustizia continua a essere popolare nel Paese, con gli ultimi sondaggi che lo vedono al primo posto con il 40% delle intenzioni di voto, davanti a Piattaforma civica - il partito liberale cui appartiene il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk - con il 25 per cento.

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