Conserve

Pomodoro, a sorpresa il raccolto sfiora 6 milioni di tonnellate

La produzione a +15% dopo un biennio difficile. Pandemia e mancanza di manodopera si sono sentite meno del previsto per un settore che vale 3,7 miliardi

di Silvia Marzialetti

Pomodoro da industria: dati positivi sulla raccolta 2021

3' di lettura

Sei milioni di tonnellate prodotte, contro le 5 milioni e 600mila tonnellate previste. Nonostante le strozzature che affliggono la catena di fornitura globale e che non hanno risparmiato alcun anello nella filiera del pomodoro (raccolta, produzione, distribuzione) l’oro rosso riparte di slancio, lasciandosi alle spalle un biennio difficile.

La performance italiana si inserisce in un contesto positivo a livello globale: nel fornire gli esiti dell’ultima ricognizione sulla campagna 2021, World processing tomato council (Wptc) e Amitom parlano di un bilancio qualitativo più che soddisfacente e collocano l’Italia tra i Paesi in cui le condizioni favorevoli come assenza di piogge e alte temperature hanno accelerato la maturazione delle bacche e agevolato le attività di raccolta, spingendo i conferimenti giornalieri a livelli record. Un volume che rende ancora più solida la seconda posizione dell’Italia nella classifica dei produttori mondiali, alle spalle della California.

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Superato l’impasse iniziale dovuto alla forte carenza di manodopera nei campi, nell’autotrasporto e nell’industria, la macchina ha lavorato a pieno ritmo. A pochi giorni dalla chiusura della campagna Giovanni De Angelis, direttore Anicav, l’associazione che rappresenta oltre il 90% dell’industria privata e tre quarti della produzione totale fornisce i dati: «Si registra un incremento di produzione di circa il 15% rispetto allo scorso anno». La maggiore quantità è ascrivibile sia ai maggiori investimenti in ettari, che a una migliore resa agricola e ad un’ottima qualità della materia prima in entrambi i bacini produttivi. «Questo fenomeno ha determinato una campagna di trasformazione più lunga rispetto alla media: quindi è ragionevole prevedere il raggiungimento di una produzione di 5,8 milioni di tonnellate, che colloca l’Italia al secondo posto nel mondo dopo gli Usa e prima della Cina».

«Per la prima volta in dieci anni c’è stato un forte aumento in valore e volume della domanda in Italia e all’estero, segno evidente di come siano cambiate le abitudini di consumo e di un sempre maggior interesse verso i prodotti made in Italy», dice Alessandro Squeri, presidente di Federalimentare Giovani e dg di Steriltom, azienda leader nella produzione di polpa di pomodoro a livello europeo.

«Oltre il 60% della produzione nazionale – prosegue – è destinata all’estero, con una quota di mercato del 13% sulla produzione mondiale e del 53% su quella europea, secondo dati Ismea. Se i numeri saranno confermati, il valore dell’industria del pomodoro in Italia, già stimato in oltre 3 miliardi e 700 milioni di fatturato, potrebbe continuare a crescere, andando ad incidere positivamente sul Pil nazionale e sul sistema produttivo nel suo insieme».

Anche dal mondo delle cooperative arrivano riscontri positivi. Maurizio Gardini, presidente di Conserve Italia, che gestisce i marchi Cirio, Valfrutta e Jolly Colombani parla di «ottime rese sia in campo che in stabilimento». Conserve ha superato le 460mila tonnellate di prodotto 100% italiano conferito soprattutto dai soci agricoltori e lavorato nei cinque stabilimenti ubicati tra Emilia-Romagna, Toscana e Puglia. «Dopo due anni di campagne difficili caratterizzate da carenza di pomodoro e dopo l’accelerazione dei consumi innescata dal lockdown e dalle restrizioni anti-Covid, l’intero comparto necessitava di una campagna positiva come questa», conclude il presidente di Conserve.

Ora che la campagna è ultimata, le preoccupazioni maggiori dell’industria convergono sui costi finali al consumatore, soprattutto all’estero a causa del costo dei noli marittimi elevati. È evidente – sostengono gli operatori – che i costi di un sistema stressato da rincaro di costi energetici, materie prime e indici dei noli marittimi alle stelle non potranno essere assorbiti interamente dall’industria.

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