Finanza sostenibile

Pompei (Deloitte): «Sulla finanza sostenibile sfida epocale. Il valore delle imprese può crescere»

Necessario tenere in considerazione l'impatto del climate change sul business, spiega il ceo di Deloitte Italia che racconta l'impegno della prima azienda al mondo di servizi di consulenza e revisione che punta a zero emissioni nette al 2030

di Alessandra Capozzi

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Siamo di fronte a una sfida epocale destinata a caratterizzare i prossimi anni. Fabio Pompei, ceo di Deloitte Italia, in un'intervista a SustainEconomy.24, report de Il Sole 24 Ore Radiocor Plus e Luiss Business School, parla della necessità di superare valutazioni basate sulla sola crescita economica ma di misurare anche i criteri Esg e di tenere in considerazione l'impatto dei cambiamenti climatici sul business. E anche per i prodotti e gli strumenti finanziari green, gli obiettivi generati da un nuovo approccio sostenibile rappresentano la strada da seguire. Quanto a Deloitte, spiega, «vogliamo raggiungere l'obiettivo delle zero emissioni nette entro il 2030».

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Quanto peso ha la sostenibilità nel mondo della finanza e delle imprese? E le decisioni aziendali sui temi Esg si conciliano con i risultati?

«Negli ultimi mesi si è delineato uno scenario integrato delle diverse possibilità di sviluppo, che passano dalla necessità di superare valutazioni basate sulla sola crescita economica e che mettono sul medesimo piano tematiche di sostenibilità e responsabilità d'impresa. Oltre all'impatto che le singole aziende generano sull'ambiente, è diventato sempre più chiaro che per le stesse aziende i rischi legati al cambiamento climatico sono ingenti. Come emerso dal nostro report "Italy's Turning Point- Accelerating New Growth On The Path To Net Zero", nei prossimi 50 anni il mancato contrasto ai cambiamenti climatici potrebbe causare all'Italia fino a 1,2 trilioni di euro di danni economici, oltre che 21 milioni di posti di lavoro in meno. Sempre più sollecitate dal mercato e dalle nuove normative, le imprese stanno prendendo coscienza dell'impatto del cambiamento climatico sul proprio business e si stanno allineando alle linee guida europee. Sempre più realtà imprenditoriali stanno facendo propri i valori della transazione ecologica, sia in termini di maggiore efficienza energetica, de-carbonizzazione e utilizzo di risorse alternative, sia di sviluppo di modelli di economia circolare. Una sfida epocale, destinata a segnare i prossimi anni».L'attenzione sulla responsabilità ambientale e sociale nei processi di investimento e nei modelli operativi incide sulla valutazione degli investimenti.

Qual è la vostra visione e che tipo di risposta vedete?

«Con il documento presentato da Deloitte e Impact Management Project al World Economic Forum all'inizio del 2021 abbiamo accelerato la creazione di uno strumento universale per misurare gli impatti dei criteri di sostenibilità Esg sul valore economico delle aziende. Un'integrazione sempre più stretta di informativa finanziaria e non finanziaria, con un'attenzione specifica ai rischi e alle opportunità legate alla sostenibilità e, in particolare, al cambiamento climatico. L'obiettivo è riuscire a quantificare e comunicare gli effetti di questi fenomeni sulla generazione o sull'erosione di valore per le imprese. Inoltre, nell'ambito del B20 assieme a Confindustria, abbiamo presentato ‘The Goal 13 Impact Platform', una piattaforma realizzata per valorizzare le best practice ambientali e renderle note al mondo imprenditoriale e favorire così processi sempre più virtuosi, sia per quanto riguarda la riduzione delle emissioni sia per quanto riguarda le strategie di adattamento al cambiamento climatico. Si tratta di uno strumento ideato per accelerare il processo di transizione ecologica delle imprese, facilitando la collaborazione tra le aziende».

Si assiste a una crescita sempre più significativa di prodotti e strumenti finanziari sostenibili. È una moda o un cambiamento strutturale?

«Stiamo parlando di una crescita e nei prossimi mesi ci aspettiamo importanti cambiamenti e impatti significativi. Per esempio, il cambiamento climatico è entrato a tutti gli effetti nei bilanci delle società quotate: in un nostro studio abbiamo analizzato i bilanci di 226 società quotate in Borsa Italiana e il 42% delle relazioni finanziarie analizzate includeva un'informativa climate, seppur con livelli di dettaglio molto diversificati tra loro. Dallo studio condotto traspare un buon grado di consapevolezza, soprattutto per le società appartenenti a settori caratterizzati da fattori di rischio più rilevanti, rispetto al fatto che il climate change costituisca un elemento rilevante nel contesto dei rischi aziendali e in quanto tale necessiti di essere incorporato nella strategia di gestione dei rischi e quindi nella relativa informativa di bilancio Su questo fronte il sistema finanziario può fornire un contributo rilevante attraverso settori strategici e strumenti adeguati, per creare valore non soltanto nell'ottica degli azionisti, ma anche per un benessere sociale più esteso, per contrastare l'impatto dei cambiamenti climatici e i relativi rischi per il settore finanziario. Nello specifico la finanza può favorire traiettorie di sviluppo sostenibile in tutto il pianeta e promuovere impatti positivi significativi a livello globale, come per i finanziamenti verso le attività di conservazione e gli incentivi alle pratiche virtuose, ripensando le logiche di allocazione e la strutturazione dei portafogli. Anche per prodotti e strumenti finanziari green, gli obiettivi generati da un nuovo approccio sostenibile rappresentano la strada da seguire durante la lunga ripresa che ci attende».

Parlando di Deloitte, quali sono i target e le strategie di business in tema di sostenibilità?

«Il nostro network sta accelerando per aggiornare le policy che ci consentiranno di diminuire l'impatto ambientale, nell'ambito della più ampia strategia World Climate con cui vogliamo raggiungere l'obiettivo delle zero emissioni nette entro il 2030. Oltre a questo, a inizio agosto abbiamo lanciato il nuovo programma di ‘learning' sul clima indirizzato a tutti i nostri 330 mila professionisti, progettato per rendere consapevoli e ispirare ad agire le nostre persone - e di conseguenza i nostri stakeholder e clienti - sull'impatto del climate change. In più Deloitte Legal ha lanciato il Manifesto dello Studio Legale Sostenibile per il mondo delle professioni legali perché la sostenibilità va declinata non solo in chiave ambientale, ma anche etica e sociale. Speriamo questi siano solo i primi esempi di un trend diffuso all'interno di aziende e istituzioni. Come sempre, cultura e conoscenza sono indispensabili per acquisire consapevolezza e solo con l'impegno di tutti potremo essere all'altezza della sfida ambientale che abbiamo davanti».

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