IL SEGRETARIO DI STATO USA IN ITALIA  

Pompeo a Di Maio: «Italia sovrana ma la Cina è una minaccia»

Pur sottolineando che «l’Italia è un Paese sovrano», il rappresentante dell’amministrazione Trump ha messo in evidenza che «la Cina ha un approccio predatorio negli scambi commerciali, negli investimenti», ragione per la quale rappresenta «una minaccia comune» per Stati Uniti e Italia

di Andrea Carli


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Da sinistra a destra, il Segretario di Stato Usa Mike Pompeo e il ministro degli Affari esteri Luigi Di Maio in occasione dell’incontro a Villa Madama (foto Ansa)

3' di lettura

Al di là del nodo dazi sull’export della Ue p er i sussidi concessi ad Airbus, che rischiano di avere conseguenze pesanti sul made in Italy, il “terzo incomodo” seduto al tavolo del faccia a faccia a Villa Madama tra il segretario di Stato Usa Mike Pompeo e il ministro degli Affari esteri Luigi Di Maioè stato inevitabilmente la Cina.

Perchè proprio per il raggiungimento di un’intesa con il gigante asiatico, grande rivale geopolitico degli americani, sulla Nuova Via della Seta il leader politico pentastellato si è battuto quando era vicepremier e responsabile dello Sviluppo economico nel governo giallo verde con Matteo Salvini.

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Ora Di Maio si presenta con una veste diversa: responsabile di una Farnesina che, anche grazie al suo pressing, ha acquisito dal dicastero dello Sviluppo economico le competenze in materia di politica commerciale e promozionale e di sviluppo dell’internazionalizzazione del sistema Paese.

Pompeo a Di Maio: Italia sovrana ma Cina è minaccia
Ma il dossier ha ancora una posizione prioritaria nell’agenda dei rapporti tra Italia e Usa. Pur sottolineando che «l’Italia è un Paese sovrano», Pompeo ha messo in evidenza che «la Cina ha un approccio predatorio negli scambi commerciali, negli investimenti», ragione per la quale rappresenta «una minaccia comune» per i nostri Paesi.

Italia quarto fornitore della Cina tra i Paesi europei
Stando ai dati Eurostat riferiti al 2018, l’Italia si conferma quarto fornitore della Cina tra i Paesi europei, con esportazioni pari a 13,2 miliardi di euro (-2,4%). L’aumento delle importazioni ha avuto un impatto determinante sull’aumento sia dell’interscambio sia del deficit commerciale. La crescita delle importazioni italiane (+2,3 miliardi) riguarda in particolare il settore materiali e apparecchiature elettriche (+1,2 miliardi) e, nel dettaglio, l’importazione di apparecchiature telefoniche.

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Ed è proprio questo comparto e in particolare il 5G - il nuovo standard per la comunicazione mobile che assicura una velocità di download e upload molto elevata - a essere al centro delle preoccupazioni degli Usa. Preoccupazioni che riguardano il coinvolgimento di Huawei e Zte, colossi delle tlc cinesi, nelle forniture agli operatori, con conseguente possibilità per queste aziende di avere accesso a dati sensibili.

Il nuovo Governo M5S-Pd esercita la Golden Power sul 5G
Il primo Consiglio dei ministri del nuovo esecutivo M5S-Pd ha deciso di ricorrere ai “poteri speciali” del Golden Power sul 5G di Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb e Linkem. Il focus sarà sui fornitori delle reti di nuova generazione tra cui, appunto, i due colossi cinesi. Di Maio ha assicurato Pompeo: «La nuova normativa in Italia - ha sottolineato nella conferenza stampa al termine dell’incontro a Villa Madama - ci rende tra i più avanzati sulla sicurezza in Europa». E ancora: «Siamo alleati degli Usa - ha aggiunto - e condividiamo le preoccupazioni su determinate infrastrutture strategiche come il 5G. Non abbiamo nessuna intenzione di partecipare ad accordi commerciali che possano ledere la nostra sovranità come Stato».

Il pressing di Di Maio per sottoscrivere il Memorandum con la Cina
Ma lo stesso Di Maio nella precedente esperienza di governo con la Lega ha spinto affinchè l’Italia fosse il primo Paese del G7 ad aderire al maxi progetto infrastrutturale cinese della Nuova Via della Seta. Pressing che ha condotto alla firma a fine marzo del Memorandum tra Roma e Pechino, in occasione della visita del presidente cinese Xi Jinping in Italia.

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Cosa prevede il Memorandum della Nuova Via della Seta
Nei giorni che hanno preceduto la sottoscrizione dell’accordo, si era diffusa l’indicazione stando alla quale il settore tlc sarebbe rimasto fuori dalla cornice del Memorandum. Scorrendo il testo dell’intesa pubblicato sul sito di Palazzo Chigi, le telecomunicazioni sono state invece previste. Si era anche detto, nello specifico, che il 5G sarebbe rimasto fuori dall’intesa con i cinesi. Ed in effetti, nel documento non è stata esplicitata l’espressione «5G». Ma il 5G è comunque uno standard di telefonia mobile, quindi un ambito specifico del settore telecomunicazioni. Un quadro non pienamente chiaro, tant’è che il ricorso al Golden Power è stata la prima mossa del Conte due.

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