L'occhio di Trump ai cattolici

Pompeo dal Papa: sul tavolo ambiente, migranti e il “dossier Cina”

Non sono certi i dazi, su parmigiano o altro, a segnare le relazioni tra Usa e Santa Sede. I dossier sul tavolo hanno tutti una cifra multilaterale, dalle migrazioni alla difesa della libertà religiosa, dall'ambiente alla pace

di Carlo Marroni


Le Iene consegnano a Pompeo Grana Padano, Chigi glielo ridà

2' di lettura

Non sono certi i dazi, su parmigiano o altro, a segnare le relazioni tra Usa e Santa Sede. I dossier sul tavolo hanno tutti una cifra multilaterale, dalle migrazioni alla difesa della libertà religiosa, dall'ambiente alla pace. Giovedì 3 ottobre il Papa riceverà in udienza privata in Vaticano il segretario di Stato, Mike Pompeo, cattolico e discendente di migranti italiani, in Italia per due giorni.

L'occhio di Trump ai cattolici per le prossimi elezioni
ll Papa due anni fa ha già incontrato il presidente Donald Trump (che l’anno prima era stato criticato da Bergoglio per le sue intenzioni di costruire un muro sul confine con il Messico) e questi temi sono già affrontati. Ma Pompeo è diverso dal comandannte in capo ossessionato da twitter. Guida la diplomazia, in passato è stato direttore della Cia: insomma, è il politico forse più adatto nell’amministrazione a recepire direttamente i messaggi della Chiesa cattolica e tradurli, forse, in politica, specie ora che si stanno avvicinando le elezioni e i cattolici sono il singolo gruppo religioso di maggioranza relativa, circa 70 milioni.

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I temi caldi di Hong Kong, Siria e Venezuela
Quindi con il Papa – ma anche con il segretario di Stato, Piero Parolin, e il vice Paul Gallagher – si parlerà di immigrazione e di libertà religiosa, bandiera spesso spventlotata da Trump in tipico piglio populista. In occasione di questa visita l’ambasciatrice americana, Callista Grigrich (moglie dell'ex potentissimo repubblicano Newt) ha organizzato assieme alla Santa Sede un convegno intitolato “Partnering with Faith-Based Organizations”, dove è previsto un intervento di Pompeo. Ma altri saranno i temi sul tappeto: l'accordo provvisorio con la Cina per la nomina dei vescovi (visto male in Usa), la situazione a Hong Kong, l'evoluzione della situazione in Siria (molto seguita dalla Chiesa attraverso il nunzio Mario Zenari), l'infinita crisi del Venezuela (le posizioni tra Roma e Washington sono distanti), il prossimo viaggio papale in Giappone, tappa delicata per le tensioni nell'area, specie tra Tokyo e la Corea.

Sullo sfondo anche gli attacchi a Bergoglio della chiesa americana
Nonostante i continui avvertimenti degli esperti sugli effetti catastrofici dei cambiamenti climatici, il segretario di Stato americano continua a sostenere che lo scioglimento dei ghiacci nella regione dell’Artico potrebbe portare «nuove opportunità per il commercio», posizione riportata qualche mese fa dall’Osservatore Romano .E sullo sfondo anche l’ormai prossimo Sinodo sull'Amazzonia, alle prese con l’emergenza ambientale: il presidente Bolsonaro non solo ha negato il disastro ambientale ma da tempo ha criticato la Chiesa per questa iniziativa, nel mirino anche della destra clericale molto forte in Usa. Già, la chiesa americana: nonostante i cardinali Usa lo abbiamo votato in Conclave da anni ormai sono fieramente contro Bergoglio sia su temi dottrinali (in particolari sulla famiglia) sia pastorali e all'inizio hanno guardato con simpatia a Trump. Ma al Papa questo non fa impressione: «Sono attaccata dagli americani? È un onore» gli scappato detto.

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