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Pompeo a Roma, Conte offre garanzie sul 5G ma chiede meno dazi

Il segretario di Stato americano Mike Pompeo comincia dall’Italia il suo viaggio europeo che lo porterà nei prossimi giorni in Macedonia, Montenegro e Grecia

di Gerardo Pelosi


Pompeo: Huawei sta mentendo

3' di lettura

Il segretario di Stato americano Mike Pompeo comincia dall’Italia il suo viaggio europeo che lo porterà nei prossimi giorni in Macedonia, Montenegro e Grecia. Lascia in patria per un po’ tutte le polemiche che lo vedono coinvolto nell’impeachment del presidente americano avendo partecipato alla telefonata fra Donald Trump e il leader ucraino Volodymyr Zelensky sul figlio di Biden. Pompeo avrà un breve colloquio al Quirinale con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e poi l’incontro a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Più strutturato l’incontro previsto per domani a Villa Madama con il suo omologo italiano, il ministro degli Esteri, Luigi di Maio. I colloqui odierni con Mattarella e Conte pur essendo necessariamente più politici che tecnici affronteranno comunque alcuni punti dell’agenda bilaterale a cominciare dalle questioni commerciali ai rapporti con la Cina riguardo alla tecnologia 5G di Huawei e Zte alla crisi libica. Giovedi Pompeo sarà ricevuto in udienza da Papa Francesco e incontrerà il segretario di Stato vaticano monsignor Parolin partecipando poi a un seminario sui diritti umani.

CIna e 5G: l’Italia tra i Paesi più sicuri in Europa
Sia Mattarella che Conte ribadiranno oggi a Pompeo (come già ha fatto Di Maio con l’ambasciatore americano a Roma) che il nostro Paese, in coincidenza con la firma del memorandum of understanding sulla Belt and Road Initiative con la Cina, ha inserito la tecnologia sperimentale 5G nelle disposizioni del Golden power per tutelare il Paese da investimenti potenzialmente predatori. Per di più, da dieci giorni è stato approvato un decreto sul perimetro di sicurezza cibernetica che prevede una serie di normative secondarie anche su contratti retroattivi con poteri molto forti in capo al presidente del Consiglio. Normative che non hanno altri Paesi dove la sperimentazione 5G di Huawei e Zte è già in fase avanzata come in Regno Unito e Germania. Nei prossimi giorni comincerà a Bruxelles un dibattito sul tema 5G a livello comunitario ma trattandosi di temi riguardanti la sicurezza nazionale nulla vieta ai singoli Stati membri di applicare all’interno norme più restrittive. C’è da aggiungere, inoltre, che l’articolo 11 della dichiarazione congiunta firmata il aprile dal premier cinese Li Keqiang con il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker prevede una collaborazione futura tra aziende de cinesi ed europee nel settore del 5G.

L’Italia chiede meno dazi su prodotti agroalimentari
Uno dei primi temi che verrà affrontato oggi da Mattarella e Conte con Pompeo è quello delle guerre commerciali e del possibile nuovo accordo con la Cina. In attesa della sentenza del Wto sui sussidi al consorzio Airbus che consentirebbe retaliations americane fino a 20 miliardi di dollari si prevedono due tranches di nuovi dazi da 4 miliardi ciascuno (8 miliardi in totale) nei confronti dei prodotti europei. Ma mentre la prima tranche riguarderà quasi certamente prodotti industriali la seconda investirebbe in pieno l'export agroalimentar5e italiano negli usa, un business da circa 5 miliardi di dollari l'anno. Si parla di nuovi dazi tra i 200 e il miliardi di dollari, molto probabilmente 400 o 500 milioni ossia il 10% del totale export. Oggi Conte e domani in maniera più articolata Di Maio chiederanno a Pompeo di togliere alcuni prodotti della filiera agroalimentare dalla lista dei dazi a cominciare dall'olio di oliva al parmigiano.

Crisi Libia: Italia chiede a Usa di uscire da ambiguità
Nei suoi numerosi incontri a New York il presidente del Consiglio Conte e il ministro degli Esteri Di Maio hanno insistito con tutti i loro interlocutori sulla necessità di perseguire la soluzione politica della crisi libica arrivando ad un cessate il fuoco duraturo e a un embargo effettivo delle armi alle due parti. Il rischio è che il generale Haftar continui a sentirsi spalleggiato dagli Usa per la lotta senza quartiere che sta conducendo insieme all'Egitto di Al Sisi a tutte le formazioni islamiste radicali. Occorre invece, questo il messaggio di Mattarella e Conte a Pompeo, che anche gli Stati Uniti sostengano gli sforzi dell'Europa in particolare di Italia Francia e Germania in vista della prossima conferenza di Berlino che vedrà insieme allo stesso tavolo tutti gli attori della crisi libica.

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