La città divisa in due

Ponte di ferro chiuso dopo il rogo: Roma spezzata in due, l’odissea degli abitanti

Traffico in tilt: riaprirà fra mesi lo snodo nevralgico che collega i due popolosi quartieri di Marconi e Ostiense

Roma, un incendio devasta il ponte di ferro della Capitale

3' di lettura

«Sta bruciando il ponte dell’Industria». É scattato così l’allarme lanciato dai cittadini ai Vigili del fuoco sul rogo che nella notte fra il 2 e il 3 ottobre ha reso inservibile il ponte di ferro di Roma, che collega due popolosi quartieri, Marconi e Ostiense. Lo scoppio, le fiamme, il blackout di tutta la zona. Con la chiusura del ponte dell’Industria, che resterà inutilizzabile per mesi, la città è spezzata in due e gli abitanti dei due popolosi quartieri sono costretti a lunghe code per circumnavigare l’area e recarsi al lavoro o portare i figli a scuola. Pesanti, dunque, le ripercussioni sul traffico, anche per chi arriva in città da fuori Roma: una vera odissea per gli automobilisti imbottigliati fin dalle prime ore del mattino. Il ponte è infatti uno snodo nevragico della città. E sulla dinamica dell’incendio già si annunciano interrogazioni parlamentari.

Il rogo sarebbe partito dall’accampamento di clochard sotto al ponte

Il rogo sul ponte - realizzato nel 1862-63 da una società belga, costruito in Inghilterra e assemblato in Italia - sarebbe partito dall’accampamento di clochard sotto il ponte, in mezzo alle sterpaglie, su una delle sponde del Tevere, ma non si esclude la pista di un corto circuito della rete elettrica. Non sembrano invece in campo ipotesi di dolo. Immediato l’intervento dei Vigili del fuoco, visto che il distaccamento Ostiense del Corpo si trova proprio sotto il ponte, con sei squadre immediatamente al lavoro, compresi i sommozzatori e il nucleo Nbcr, Nucleare biologico chimico radiologico.

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Tecnici al lavoro per determinare le cause del rogo

Intanto sul ponte è un via vai di periti tecnici di Comune, Vigili del Fuoco e Carabinieri. Si cerca di ricostruire la dinamica del rogo che ha causato la caduta nel Tevere di una passerella laterale che porta i cavi della corrente e dell’acqua nei due quartieri a lungo in blackout. Una prima informativa arriverà in Procura nelle prossime ore e solo allora i magistrati di piazzale Clodio apriranno un fascicolo sul rogo del ponte. Nel frattempo i periti del Campidoglio, arrivati per un primo sopralluogo, attendono l’autorizzazione del Comune per poter effettuare gli esami sui materiali della struttura e valutare l’entità dei danni.

Notaro (Vigli del fuoco): «Danni importanti»

Francesco Notaro, comandante Vigili fuoco di Roma, ha spiegato che quelli del ponte di ferro «sono danni effettivamente importanti, soprattutto nella parte in cui il ponte, quindi la struttura portante del ponte, poggia sulla spalla, dove poggia la trave portante della struttura» che è quella rimasta esposta per diverse ore al fuoco. «L’acciaio - spiega Notaro - come sappiamo è un buon conduttore e quindi, purtroppo, ha contribuito a propagare calore e a deformare la struttura». Alla domanda su cosa abbia innescato il rogo, Notaro risponde: «Stiamo vagliando diverse ipotesi, stiamo cercando pure di raccogliere insieme agli altri investigatori anche delle immagini magari di telecamere che ci possono fornire ulteriori informazioni».

La passerella crollata sul ponte dell’Industria e il fascio di casi elettrici andati in fiamme durante l’incendio. Il ponte di ferro collega le sponde del Tevere tra Ostiense e Marconi (LaPresse/Mauro Scrobogna) 

Il corto circuito sul ponte: si è sciolto l’isolante che proteggeva i cavi

«Quello che oggi possiamo dire è certamente qual è il punto dove maggiormente si è concentrato l’incendio. É evidente, quel punto dove c’era questa passerella che camminava di fianco al ponte dove camminavano dei fasci di cavi, che peraltro una volta scioltosi l’isolante che li proteggeva hanno cominciato a fare anche un po ’ di corto circuito. Si vedevano anche nei filmati quelle che possiamo chiamare scintille, ma alla fine sono dei corti che aiutavano anche loro al propagarsi dell’incendio. Quindi solo dopo essere stati certi di aver staccato l’energia elettrica siamo potuti intervenire in maniera più incisiva e spegnere l’incendio», ha spiegato Francesco Notaro, comandante Vigili fuoco di Roma.

Il ponte di ferro dopo il rogo che lo ha avvolto nella notte fra il 2 e il 3 ottobre (LaPresse/ Mauro Scrobogna)


Traffico impazzito nella zona: gli itinerari alternativi

Il ponte di ferro rappresenta per i quartieri Marconi e Ostiense una importante arteria di collegamento. Siono quindi stati studiati percorsi alternativi. I cittadini di Marconi o del Portuense che tagliano piazzale della Radio per andare a Ostiense possono ora passare per Ponte Testaccio, per poi attraversare il quartiere e giungere a Ostiense. Chi arriva da Sud per recarsi a Ostiense, proveniendo da fuori Roma in direzione centro, deve girare in via Temistocle Calzecchi Onesti e da lì percorrere viale di San Paolo per raggiungere la via Ostiense. Per chi arriva da Lungotevere degli Inventori per raggiungere Ostiense si può attraversare ponte Marconi e poi girare per lungotevere San Paolo e da lì prendere via Ostiense. Chiuso il tratto di strada, molto utilizzato dai romani di lungotevere di Pietra Papa e lungotevere Gassman che sbuca in via del Porto Fluviale. Al momento però quel tratto di strada è chiuso al traffico: la strada è stata per ora riaperta infatti solo da via del Commercio.

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