viadotto sul polcevera

Ponte di Genova, dopo 22 mesi passa la prima auto privata sulla nuova infrastruttura

La macchina di Pietro Salini, ad di Webuild, è stata la prima ad attraversare tutto il viadotto, la cui consegna è prevista il 27 luglio. Resta da decidere chi sarà il concessionario dell’opera

di Raoul de Forcade

La prima auto sul nuovo ponte di Genova

La macchina di Pietro Salini, ad di Webuild, è stata la prima ad attraversare tutto il viadotto, la cui consegna è prevista il 27 luglio. Resta da decidere chi sarà il concessionario dell’opera


2' di lettura

La prima automobile privata ha attraversato il nuovo ponte di Genova, ormai nelle fasi finali di costruzione. Alle 9,57 del 22 giugno la macchina di Pietro Salini, ad di Webuild, ha percorso il viadotto sul Polcevera che sostituirà il Morandi, crollato il 14 agosto 2018 provocando 43 vittime.

È stato il primo attraversamento di un’automobile “civile”, non di servizio, sul ponte che Webuild sta portando a termine insieme a Fincantieri e Italferr, e la cui consegna alle autorità è prevista il prossimo 27 luglio.

«Passeggiare qui sopra oggi – ha detto Salini – è un’emozione unica. Racconta tutto lo sforzo e la passione di questi mesi, ma racconta anche che in Italia le grandi opere si possono fare e si possono fare in tempi brevi».

Salini, accompagnato dal general manager di Webuild, Massimo Ferrari, e da Nicola Meistro, ad di Pergenova (il consorzio costituito da Webuild e Fincantieri), ha infatti attraversato anche a piedi l’intero ponte, lungo 1.067 metri, fermandosi a parlare con operai, tecnici e ingegneri impegnati nelle ultime fasi dei lavori.

La soletta in calcestruzzo sul ponte, terminata nell’arco di due settimane, è stata ormai completata, mentre vengono montati i pannelli fotovoltaici che assicureranno l’autonomia energetica del ponte.

«Sapevano fin dall’inizio che questa sarebbe stata un’opera diversa dalle altre – ha aggiunto Salini – ma oggi quello che aziende e istituzioni sono riuscite a fare a Genova deve servire da esempio per il Paese intero».

Al di là della consegna del ponte, però, resta l’incognita della sua reale apertura al traffico dei privati, che non potrà avvenire finché non sarà sciolto il nodo del concessionario del ponte.

Questo, in teoria dovrebbe essere Autostrade per l’Italia, la quale, finora, non ha avuto alcuna revoca della concessione. Il Governo, però, potrebbe anche decidere diversamente e scegliere un concessionario diverso, ad esempio Anas. Il che aprirebbe la strada a possibili ricorsi.

A conferma dell’impasse arrivano le parole del commissario per la ricostruzione del ponte, e sindaco di Genova, Marco Bucci: «Abbiamo urgenza di sapere a chi dobbiamo consegnare il ponte e chi si dovrà occupare del collaudo finale. È un passaggio obbligato per aprire il ponte, mentre il collaudo statico e tutti gli altri collaudi li faremo noi. Se non arriveranno risposte, ho già detto che siamo pronti a risalire il Tevere in barca».

Netto anche il leader della Lega, Matteo Salvini, in visita al cantiere del nuovo ponte. «Se il governo non decide» sulle concessioni autostradali, ha affermato, «avremo un ponte con il nastro tagliato e con un’ottima panoramica sul Mar Ligure e il porto di Genova ma null’altro».

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