PARADOSSI

Ponte Genova, Bucci: «Nel decreto mancano gli strumenti per riavere il ponte»

di Nicoletta Cottone

Decreto Genova, ecco tutte le cose che non funzionano

4' di lettura

«Quel che resta del ponte Morandi è ancora di Autostrade per l'Italia. O lo espropriamo o si revoca la concessione ad Aspi. Una volta che la legge spiegherà come riavere il ponte, potremo operare». L’allarme è stato lanciato dal sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione del ponte Marco Bucci, nel corso di una audizione alla Camera sul decreto Genova, dinanzi alle commissioni riunite Ambiente e Trasporti. Bucci ha anche reso noto che il Dpcm di nomina del commissario straordinario è stato firmato oggi dal premier Conte, nell'ultimo giorno utile previsto dal decreto Genova (entro 10 giorni dall'entrata in vigore).

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Una osservazione non marginale quella di Bucci. In pratica al momento il cosiddetto decreto legge “Emergenze” (Dl 28 settembre 2018 n. 109), che stabilisce che Aspi è fuori dalla ricostruzione, non contiene però norme che consentano tempestivamente al commissario la presa in possesso del ponte e delle aree crollate ai fini della progettazione, demolizione e ricostruzione. Un dettaglio non da poco considerando che è in atto una corsa contro il tempo per cercare di ricostruire rapidamente il ponte.

Progetto entro 45 giorni per avere il ponte a Natale 2019
«Se vogliamo avere il ponte ricostruito - ha aggiunto Bucci - per il Natale 2019, dobbiamo fare il progetto entro 45 giorni, partire a dicembre con le demolizioni e poi la ricostruzione dopo aver fatto il progetto esecutivo. Tutto questo si può fare se regoliamo in dettaglio le procedure di deroga all'interno del decreto, deve essere cioè ben chiaro come facciamo gli affidamenti, nei prossimi 45 giorni. Noi una proposta ce l'abbiamo, ma deve entrare nella legge».

Servono 120-140 milioni in più, 90 per gli sfollati
Per il commissario servono «circa 120-140 milioni» in più, «di cui 90 per gli indennizzi e il resto per le risorse che mancano negli aiuti economici alle imprese danneggiate». E ha detto che per gli indennizzi si potrà usare « la legge ligure sui Pris che funziona benissimo». Ha ricordato che se non si vuole dialogare con Autostrade, «bisogna che nel decreto legge sia scritto chiaramente che gli indennizzi agli sfollati li eroga il commissario, che poi si rivarrà su Autostrade per avere indietro le risorse. Però intanto bisogna che il decreto metta subito i fondi, servono circa 90 milioni di euro aggiuntivi».

Per le imprese danneggiate servono 40-50 milioni
Il sindaco-commissario ha anche sottolineato che il tetto fissato all’articolo 5 del decreto Genova come limite massimo di indennizzo per le imprese che hanno subito cali di fatturato dopo il crollo del ponte «è veramente basso». Secondo Bucci i 5 milioni di euro messi a disposizione dal decreto «sono circa 8 volte meno di quanto servirebbe, secondo le nostre stime 40-50 milioni di euro». Bussi poi, entrando nel dettaglio, ha detto che si dovrebbe stabilire meglio «la base di calcolo del calo del 25% di fatturato, presupposto per avere gli indennizzi, dovremo studiare un sistema di calcolo più efficace».

Servono fondi per espropri e chiarezza sui costi a carico di Aspi
«Il decreto Genova, all'articolo 1 comma 5 ci chiede giustamente di fare subito gli espropri per entrare in possesso delle aree su cui fare la ricostruzione, ma per far questo ci vogliono i soldi, bisogna che il decreto stanzi subito le risorse», ha osservato il sindaco-commissario. «Il comma 6 - ha proseguito Bucci - stabilisce che Autostrade debba pagare la ricostruzione, ma deve essere chiarito meglio che questo comprende la demolizione, la progettazione, i costi degli espropri, la ricostruzione».

Modalità dettagliate di deroga per gli affidamenti
«Il decreto Genova affida al commissario ampi poteri di deroga alle normative vigenti, in particolari per l'affidamento della ricostruzione. Ma se vogliamo che il 1° dicembre, quando la magistratura dissequestrerà le aree, possano partire i lavori di demolizione, dobbiamo stabilire in modo molto più chiaro nel decreto legge quali sono le deroghe, quale deve essere la procedura per attivare le deroghe. Ora la deroga è molto generale, se vogliamo evitare contenziosi o contestazioni dobbiamo regolare l'utilizzo delle deroghe, senza toccare il fatto che si deve fare presto», ha detto il neo-commissario per la ricostruzione.

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Sfollati priorità numero uno
Il sindaco Bucci questa mattina, dopo aver incontrato una delegazione di cittadini e commercianti, aveva dichiarato che «gli sfollati sono la nostrapriorità numero uno, il nostro obiettivo è farli tornare nelle loro case al più presto per recuperare i loro oggetti personali, ma la nostra attenzione è per tutta la Valpolcevera». Ha associrato che sarà fatto di tutto per ristabilire «la congiunzione del tessuto urbano tra quei quartieri e Genova e poi cercheremo di rivedere lo sviluppo progettuale di quelle aree, anche da un punto di vista sociale, trasporti, strutture per lo sport e la socialità, come la Valpolcevera merita».

La squadra del commissario
«Secondo quanto previsto dal decreto per Genova il commissario per la ricostruzione può contare su una squadra composta da 20 persone, ma vorrei proporre l'ingresso di personale esterno, magari per 5 dei 20, naturalmente senza alzare il costo complessivo di un solo euro», ha detto Bucci. Sul fronte dei subcommissari ha proposto l’ingresso di personalità provenienti dall'Avvocatura dello Stato e dalla Corte dei Conti, magari anche in pensione.

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