viadotto sul polcevera

Ponte Genova, ecomateriali e 3 corsie: come sarà il nuovo Morandi

di Vittorio Nuti

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3' di lettura

Primi atti ufficiali del Commissario straordinario per la ricostruzione del viadotto Morandi, Marco Bucci, che con una serie di decreti pubblicati sul sito commissariale haindicato tra le altre cose la strada del general contractor per le demolizione e ricostruzione del ponte sul Polcevera crollato il 14 agosto scorso. In base al decreto n. 5 del 15 novembre 2018 - reso noto nelle stesse ore in cui il Parlamento convertiva in legge il Decreto Genova - i lavori i lavori di demolizione del vecchio ponte e la progettazione e ricostruzione del nuovo saranno infatti affidati a una grande impresa («primarie aziende nel settore della costruzione di grandi ponti e viadotti stradali, ferroviari e autostradali, con elevata capacità ed esperienza, anche internazionale») «con la formula chiavi in mano».

Già spediti inviti a 10 imprese
Il decreto contiene anche le «specifiche tecniche» per la «consultazione di mercato finalizzata all'instaurazione di una procedura negoziata senza pubblicazione del bando» ai sensi dell'articolo 32 della direttiva Ue sugli appalti (2014/24). Il sindaco Bucci ha già inviato le lettere di invito a dieci imprese, ma il decreto n. 5 precisa che anche altre imprese, con l'esperienza e lo standing di cui sopra, potranno chiedere di partecipare alla procedura negoziata.

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Tre corsie, una di emergenza
Sempre in base alle specifiche tecniche descritte nel decreto commissariale relativo alla consultazione per la procedura che porterà all'appalto di demolizione e ricostruzione, il nuovo viadotto sul Polcevera dell’Autostrada A 10 avrà tre corsie di scorrimento, di cui la terza “dinamica”, ovvero che da corsia di emergenza può diventare corsia di marcia quando il traffico è più sostenuto. Un sistema che verrà segnalato dai pannelli a messaggio variabile. Nella ricostruzione dovranno essere utilizzati «materiali e tecniche tali da accelerare al massimo la realizzazione dell'opera, che dovranno avere un ciclo di vita adeguato, riciclabili con minore impatto economico ed essere compatibili a livello ambientale».

Demolizioni su un tratto di 850 metri
Nella progettazione-realizzazione dell’opera - specifica sempre il decreto - dovrà anche essere previsto un adeguato piano di manutenzione con interventi su misura per ciascun componente e la verifica di robustezza dei materiali impiegati con simulazioni delle criticità che potrebbero presentarsi per la perdita di componenti essenziali alla statica, come impalcati, stralli o piloni. Uno studio specifico dovrà poi individuare le zone di rischio sottostanti all’infrastruttura e prevedere il potenziale collasso dell'opera. Il capitolo demolizioni, su un tratto lineare di circa 850 metri, dispone che i lavori dovranno svolgersi assicurando la viabilità nord-sud su almeno due strade della città, e le opere non dovranno mettere a rischio i servizi. Dovrà essere garantito un monitoraggio dell'ambiente e di tutte le fonti di inquinamento.

Considerati i raccordi con la Gronda
Nel provvedimento si fa riferimento anche alla realizzazione della cosiddetta Gronda, il nuovo tratto autostradale a due corsie che raddoppia l’A10 esistente che attraversa il territorio di Genova dalla Val Polcevera fino all'abitato di Vesima. Nel decreto si legge che «dovranno essere tenuti in conto nella progettazione ma non fanno parte del contratto i futuri raccordi con la gronda autostradale, il cui progetto è approvato».

La nomina dei sub commissari e le regole per gli appalti
Altri provvedimenti firmati dal Commissario Bucci il 13 novembre e pubblicati sul sito commissariale riguardano la nomina dei due sub-commissari, che sono Piero Floreani, magistrato della Corte dei Conti, per le attività di carattere amministrativo e giuridico (decreto n. 1), e Ugo Ballerini, attuale direttore generale di Filse (Finanziaria della Regione Liguria per lo sviluppo economico), per gestione del personale, fabbisogni e approvigionamenti, rapporti esterni (decreto n. 2).

Regole per gli appalti e e 20 componenti per la struttura di missione
Il decreto n. 3 riguarda invece le regole generali per gli appalti: Bucci ha stabilito che per tutti gli affidamenti, demolizione, rimozione macerie, progettazione, ricostruzione del ponte e della viabilità, sarà utilizzato l'articolo 32 della direttiva Ue sugli appalti 2014/24, e cioè la procedura negoziata senza previa pubblicazione di bandi. Il decreto n. 4 del 15 ottobre si occupa invece di individuare la struttura di missione di 20 componenti che insieme ai sub-commissari affiancherà il sindaco Bucci nel dirigere la ricostruzione del Morandi. Tale struttura sarà composta da un direttore generale, un direttore amministrativo, un direttore finanziario, e da un addetto al raccordo con Autorità di sitema portuale. In campo anche 5 funzionari di area tecnico-operativa, 3 funzionari di area gestionale-amministrativa e un funzionario per l’area finanziaria, oltre a quattro esperti esterni alla Pa, due collaboratori per l’area gestionale-amministrativa e un collaboratore per l’area tecnico-operativa.

PER SAPERNE DI PIU’: Crollo ponte 2 mesi dopo. Bucci, ricostruiamo entro 2019

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