ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùtaglio della prima trave

Ponte Genova, quel lento addio al viadotto che riaccende la speranza di rinascita

dalla nostra inviata Raffaella Calandra


Ponte Genova, al via demolizione. Conte: oggi inizia il riscatto

3' di lettura

GENOVA- Non più attaccato al viadotto, non ancora a terra. Il taglio della prima trave del ponte Morandi - tra la pile 7 e 8 – rappresenta per Genova l’inizio ufficiale del lento addio al viadotto, a sei mesi dal drammatico crollo che inghiottì in una mattina d'estate le vite di 43 persone. È un’operazione lenta, complessa e non priva di rischi quella avviata, per staccare la prima sezione di 36 metri, per 800 tonnellate di peso. Solo dopo almeno 24 ore, però, quindi solo nella serata di sabato, la trave toccherà il suolo, per essere poi messa a disposizione dei periti della Procura, quindi sbriciolata. Ma già nel tardo pomeriggio di oggi 8 febbraio, dopo che il cavo diamantato avrà reciso i cosiddetti denti di supporto, la trave sarà visibile, fluttuare in aria. Accompagnata nella sua lenta discesa da quattro pistoni idraulici, la stessa tecnologia utilizzata per raddrizzare la Costa Concordia.

Poco prima di mezzogiorno, è cominciato lo smantellamento del moncone ovest del ponte, quando alla presenza dei vertici delle istituzioni, locali e nazionali, con in testa il premier e il ministro delle Infrastrutture, i tecnici hanno agganciato agli strand jack il pesante impalcato. A conclusione di tutta l'operazione, la pila 8 resterà staccata da tutto il resto, immagine inequivocabile dell’avvenuta prima demolizione. E poi sarà fatta implodere con microcariche. Un drone della Rina Consulting, la società che rappresenta il braccio operativo della struttura commissariale, sta controllando che tutto avvenga nella norma.

Per fortuna, il sole splende su Genova e almeno l’incertezza legata al maltempo, nonostante il vento, è stata in parte attutita. Un inizio simbolico, di uscita dalla grave crisi aperta il 14 agosto, un momento che rappresenta – a detta del premier, Giuseppe Conte – «il riscatto di Genova e dell’Italia. L’importante è che si proceda in modo spedito, che anche la nostra forza come sistema Italia venga fuori in tutta la sua ampiezza e il mondo ci possa ammirare in quest'attività di ricostruzione».

Entro fine marzo, inizio di aprile dovrebbero terminare le operazioni di demolizione del moncone ovest. Per il versante est, quello più complesso, perché corre al di sopra delle case degli sfollati, che saranno abbattute, dovrebbe essere abbattuto del tutto entro il 28 maggio, secondo un cronoprogramma concordato con il Tribunale. Contemporaneamente, però, inizieranno i lavori di costruzione del nuovo ponte, secondo il progetto donato alla sua città dall’archistar Renzo Piano e che verrà realizzato dalla cordata Salini, Fincantieri, Impregilo. E l'obiettivo è riaprire il nuovo ponte alla circolazione il 15 aprile 2020, torna a garantire il sindaco di Genova e commissario straordinario, Marco Bucci.

Poco meno di 500 milioni il costo complessivo di tutte le fasi dell'emergenza ponte Morandi, «che non sono pagati dallo Stato, ma da chi ha gestito male il ponte. Con la manutenzione non avremmo avuto 43 vittime», accusa il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, che prima di arrivare nel cantiere sul Polcevera ha incontrato due dei 600 sfollati. I tempi lunghi della demolizione di questa prima trave sono dettati dalla necessità di «verificare tutti i valori, perché siano in linea con la progettazione», chiarisce Paolo Cremonini, amministratore delegato della società Fagioli, che aveva lavorato anche sul cantiere della Concordia all'isola del Giglio: «Si tratta di due casi progetti unici, occorre- conclude – grande concentrazione».

Ponte Morandi, le prime immagini della demolizione

Ponte Morandi, le prime immagini della demolizione

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Arrivano sul Polcevera anche alcune delle persone che il 14 agosto hanno dovuto lasciare le loro case, per assistere di persona a quest’operazione. Ora aspettano di poter rientrare ancora una volta, con un po’ più di tempo, nelle loro vecchie abitazioni, prima che vengano buttate giù definitivamente.

Nella stessa mattinata di venerdì, durante l’udienza dell’incidente probatorio, il giudice dell’indagine preliminare ha stabilito che deve essere rifatta la traduzione della relazione della consulenza dei laboratori svizzeri, accogliendo l'istanza dell’avvocato Donferri Mitelli, direttore della manutenzione di Aspi.

Ma in questa giornata, gli occhi di Genova sono tutti sul moncone del ponte, con la speranza che la demolizione rappresenti davvero una ripresa della città intera, che dal 14 agosto, sta soffrendo una crisi anche economica significativa: solo nel mercato di Certosa, adiacente alla zona rossa, «gli incassi si sono quasi dimezzati», stima il vicepresidente del consorzio, Michael De Palo. E le ripercussioni si sono allungate sull’intera città

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