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Pop Bari, coefficienti ancora sotto i limiti. Varata la terapia d’urto

Il risultato consolidato del semestre evidenzia una perdita di 58,6 milioni, con costi operativi pari a 169,4 milioni e rettifiche su crediti, in forte riduzione, che si attestano a 44,2 milioni

di Carlo Festa


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2' di lettura

Banca Popolare di Bari, principale banca del Mezzogiorno, archivia il primo semestre 2019, mentre entra in fase avanzata la cessione della Cassa di Risparmio di Orvieto. Intanto i coefficienti patrimoniali dell'istituto risultano inferiori al minimo richiesto da Banca d'Italia dal punto di vista regolatorio. Se si guarda alla trattativa per cedere la Cassa di Risparmio di Orvieto, la Popolare di Bari detiene il 73,5% dell'istituto umbro: dopo la ricezione, il 13 giugno scorso, di un'offerta vincolante da parte di Sri Global Limited, la Banca ha ricevuto una “confirmatory binding” a fronte della quale ha concesso l'esclusiva per la cessione della quota di partecipazione della controllata.

L'operazione sarà conclusa entro la fine dell'anno. Per quanto riguarda i conti, il margine di intermediazione, pari a 154,9 milioni, si caratterizza per una contribuzione del margine da servizi del 42% (65,6 milioni le commissioni nette). Il risultato consolidato del semestre evidenzia una perdita di 58,6 milioni (73,3 considerando l'effetto delle imposte), con costi operativi pari a 169,4 milioni e rettifiche su crediti, in forte riduzione, che si attestano a 44,2 milioni.

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Il consiglio di amministrazione procederà con decisione sulla strada di una programma d'urto (crash program) con significativi interventi sul versante della riduzione dei costi e dei rischi e per un deciso impulso sul versante dei ricavi, con l'obiettivo di ottenere un significativo miglioramento del conto economico nel secondo semestre.

Con riferimento ai principali dati consolidati, l'attivo totale al termine del primo semestre si è attestato a 13,64 miliardi rispetto ai 13,94 della fine dell'anno precedente. La raccolta totale consolidata (ad esclusione dei rapporti con Cassa Compensazione Garanzia) è risultata pari a 14,14 miliardi, con la componente diretta attestata a 10,22 miliardi. L'indiretta si posiziona a 3,92 miliardi. Gli impieghi netti a clientela (ad esclusione dei rapporti con Cassa Compensazione e Garanzia e dei titoli di debito), risultano invece pari a 7,86 miliardi.

I coefficienti patrimoniali consolidati al 30 giugno 2019 si attestano al 6,22% con riferimento al CET1 ed al Tier 1 Ratio e all'8,12% per il Total Capital Ratio. Questi valori sono inferiori agli Overall Capital Requirement (OCR) ratio correnti per il gruppo, come comunicati nel 2019 da Banca d'Italia, con riferimento al Tier One (OCR pari al 9,453%) e al Total Capital Ratio (11,771%).

A fine luglio 2019 è stata perfezionata l'operazione di capital relief che determina, con riferimento al 30/06/2019, coefficienti pro-forma in aumento di circa 100 e 120 bps, rispettivamente, per il Tier 1 Ratio ed il Total Capital Ratio. Rimane stabile la posizione di liquidità, con i due indicatori LCR e NSFR attestati rispettivamente al 180% ed al 118% (limite regolamentare 100%), con un buffer di liquidità superiore a 2,0 miliardi di euro, in ulteriore crescita a 2,3 miliardi a luglio per effetto dell'operazione di capital relief.

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