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Pop Bari, De Bustis: conti truccati e dirigenti esaltati. La Procura acquisisce l’audio

Un audio rivela che l’amministratore delegato della banca salvata dal Governo a dicembre denunciò in una riunione conti falsi e disinvoltura eccessiva del management

di Luca Davi

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Vincenzo De Bustis

Un audio rivela che l’amministratore delegato della banca salvata dal Governo a dicembre denunciò in una riunione conti falsi e disinvoltura eccessiva del management


2' di lettura

La Procura di Bari ha delegato la Guardia di Finanza ad acquisire l'audio della registrazione di un incontro avvenuto il 10 dicembre scorso, pochi giorni prima del commissariamento della Banca Popolare di Bari, tra l'allora amministratore delegato dell'istituto di credito barese, Vincenzo De Bustis, il presidente Gianvito Giannelli, dirigenti e direttori di filiale. La magistratura barese ha da tempo in corso indagini, tutte coordinate dal procuratore aggiunto Roberto Rossi, sulla gestione della Popolare di Bari nelle quali risulta indagato tra gli altri anche lo stesso De Bustis.

«Quando sono arrivato la prima volta c’era un signore coi capelli bianchi a capo della pianificazione e controllo, a cui chiesi di vedere i dati delle filiali. Tutti truccati. Truccavate persino i conti economici delle filiali. Taroccati». Sono le parole di Vincenzo De Bustis, amministratore delegato della Banca Popolare di Bari, nella riunione con i manager dell’Istituto che si è tenuta il 10 dicembre scorso.

Il file audio è stato diffuso da Fanpage.it.

De Bustis è tornato alla Popolare di Bari - per la quale il Governo ha messo sul piatto 900 milioni di euro - un anno fa, quando già si manifestava la profonda crisi della banca. «È stato veramente irresponsabile - rincara la dose De Bustis - quello che è successo negli ultimi tre, quattro anni. Questa banca è un esempio di scuola di cattivo management, irresponsabile, esaltato».

Per la Popolare di Bari il credito «è stato la palla di piombo che ha distrutto il patrimonio di quest'azienda - ha proseguito De Bustis - Alla fine sarà la distruzione, 800-900 milioni, è stato distrutto un patrimonio di questa entità». «Purtroppo i risultati al primo di tutto l'anno sono molto insoddisfacenti - affermava De Bustis - a questo si aggiunge una storia degli ultimi anni molto negativa sul credito». Secondo l'ad, inoltre, «il rapporto costi/ricavi è indecente. Non è possibile che una banca possa viaggiare al 100% quando alcune banche stanno al 50%. Quindi ci sono troppi costi e pochi ricavi».

Per questo «un piano di ristrutturazione è imprescindibile» e si tratta di un piano «non semplice». «Il piano prevede un taglio degli»organici molto importante» proseguiva De Bustis sottolineando l'importanza del piano anche di fronte all'Europa.

Per approfondire:
Banca popolare di Bari, gli affari (e i compensi) della famiglia Jacobini

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