la crisi della popolare

PopBari, verso i 500 milioni il primo salvagente del Fondo

Sarà deliberato lunedì, ma solo a fronte del piano di salvataggio insieme a Mcc

di Laura Serafini


default onloading pic
La conta dei danni. È solo all'inizio la verifica da parte dei commissari del fabbisogno di capitale della Popolare Bari (Ansa)

3' di lettura

L’intervento per mettere in sicurezza la Banca Popolare di Bari, ricostituendo i requisiti patrimoniali minimi, sarà deliberato dal Fondo interbancario per la tutela dei depositi il 30 dicembre, come anticipato da IlSole24 del 21 dicembre.

Per quella data, quando tornerà a riunirsi il consiglio del fondo, non dovrà essere stato quantificato solo l’importo che esso dovrà versare (sotto forma di At1 o versamento in conto futuro aumento di capitale), ma anche la totalità del fabbisogno per rimettere in sesto la banca e dunque indicando anche quale dovrà essere il ruolo del Mediocredito centrale nella partita. I numeri sono ancora in fase di definizione, ma è chiaro sin da ora che sarà necessaria una pulizia dei conti che probabilmente farà salire il saldo finale.

A ieri nessuna quantificazione era stata inviata dai commissari al Fitd e probabilmente questa non arriverà prima del 27 dicembre: è plausibile aspettarsi che l’apporto preliminare possa arrivare fino a 500 milioni, portando quindi l’investimento complessivo di Fitd e di Mcc oltre il miliardo, probabilmente oltre 1,2 miliardi, considerando anche il fatto che il fondo dovrebbe restare in minoranza nel capitale della banca popolare. Non è da escludere, come del resto ricordato ieri in un’intervista del governatore Ignazio Visco, che in attesa della definizione di un piano industriale sia comunque ribadito in qualche modo che azionisti e risparmiatori coinvolti in investimenti dalla banca violando le regole sulla profilatura dei rischi dovranno essere risarciti.

L’operazione resta comunque alquanto complessa, soprattutto perchè la cornice normativa all’interno della quale il salvataggio dovrà avvenire non è ancora cristallizzata. Per questo motivo l’intervento del Fitd sarà comunque sottoposto a molteplici condizioni: al prima fra tutte è la conversione in legge del decreto che ha autorizzato la ricapitalizzazione di Mcc per 900 milioni di euro.

Se questo passaggio non avviene, il ministro per l’Economia non può emettere il decreto ministeriale che deve stabilire le tranche di ricapitalizzazione della banca pubblica e le modalità di intervento al fine di contribuire a creare il polo bancario del Sud.

A questo proposito a livello politico si sta cercando di accelerare l’inter di conversione: sarebbero state già calendarizzare le audizioni presso le commissioni competenti con l’obiettivo di completare l’iter di conversione entro il prossimo 15 gennaio.

Nelle more della conversione, in ogni caso, già entro il 30 dicembre dovrà essere predisposta una bozza di piano di intervento che consenta di giustificare l’apporto preliminare del fondo all’interno di un progetto industriale che consenta di recuperare nel tempo le risorse investiste. In questa fase il ruolo del Fitd dovrà comunque essere coordinato con quello del Mediocredito, altrimenti lo schema non reggerà nemmeno per l’Antitrust europeo.

A livello politico nel frattempo le divisioni nell’ambito della compagine governativa si ampliano anche nell’approccio verso la vigilanza bancaria.

Ieri il ministro per gli Esteri, Luigi Di Maio, è tornato a ribadire la necessità di riformare la Banca d’Italia, come già affermato in un’intervista rilasciata nei giorni scorsi a IlSole24Ore. Per il Pd,invece, non esiste alcun dubbio sull’operato dell’istituto di via Nazionale.

Per approfondire:
Popolare Bari, Visco: niente da nascondere, svolto compito di vigilare
Popolare Bari, gli affari (e i compensi) della famiglia Jacobini
Bankitalia: la liquidazione di Popolare Bari costerebbe 4,5 miliardi

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...