AUDIZIONE ALLA CAMERA

Pop. Bari, Bankitalia: «Ristoro ai risparmiatori ingannati»

La vice dg Perrazzelli: «Servono altri privati per irrobustire il salvataggio». Il presidente della Consob Savona ha rilanciato la sua idea di “oggettivitizzare” il più possibile l’attività creditizia, tema già da lui esposto in sede di nomina alla guida della commissione di controllo sulle società e la Borsa

di Ca.Mar.


Popolare di Bari, ok al decreto: 900 milioni per salvarla

3' di lettura

Per la Popolare di Bari, sottoposta ad amministrazione straordinaria in vista di una ristrutturazione e un rilancio, «andranno comunque individuate forme di ristoro per i casi di comportamenti scorretti registrati in occasione degli ultimi aumenti di capitale». È inoltre auspicabile che «altri soggetti privati siano coinvolti nell’operazione per contribuire a irrobustirla, in linea con l’obiettivo di rispondere a logiche, criteri, e condizioni di mercato». Così la Vicedirettrice generale della Banca d’Italia, Alessandra Perrazzelli, nell’audizione in Commissione Fiinanze della Camera. Perrazzelli ha ricordato che l’operazione è aperta al contributo di «altre banche del territorio, investitori non bancari, partner industriali».

In precedenza era intervenuto il presidente della Consob Paolo Savona, che nel salvataggio della Pop. Bari vede un’opportunità per sperimentare una strada nuova nel campo del credito. Il risanamento della Popolare di Bari – che vede l’intervento dello stato attraverso Invitalia-Mcc – può essere l’occasione per «un esperimento di trasparenza e rendicontazione» con le scelte sul credito affidate agli algoritmi, riducendo in modo significativo la “soggettività” nella concessione del credito.

Savona, nel corso dell’audizione in Commissione Finanze della Camera, ha rilanciato la sua idea di “oggettivitizzare” il più possibile l’attività creditizia, tema già da lui esposto in sede di nomina alla guida della commissione di controllo sulle società e la Borsa.

«Gli strumenti sono maturi, il problema sono le applicazioni»
«C’è un punto a questo punto dell’iter del decreto: noi possiamo solo auspicare che il Governo e il Parlamento si avvalgano dell’occasione per avviare un esperimento di trasparenza e rendicontazione della futura attività della popolare di Bari o della banca in cui confluirà usando, per ogni atto che questa banca compirà, una contabilità criptata e decentrata (Dlt) e ricorrendo ad algoritmi basati sui metodi di intelligenza artificiale per valutare il merito di credito. Questi due metodi – ha spiegato Savona - consentiranno una più dinamica e precisa attività di vigilanza per la Banca d’Italia e la Consob e una valutazione oggettiva della valutazione del credito, evitando il ripetersi delle procedure anomale della concessione del credito che sono quelle che hanno creato gran parte dei problemi e delle crisi bancarie recenti o anche degli atti illegali in materia, emersi in occasione delle ultime crisi bancarie. Io insisto - ha aggiunto il presidente della Consob - e raccomando questo punto che avrebbe un effetto di sistema molto importante». Savona ha spiegato che gli strumenti sono maturi e quindi possono essere normati, nello studio di come funzionano le interazioni nei neuroni del cervello e «i progressi raggiunti sono enormi».

Il problema secondo Savona è il ritardo con il quale si adottano queste applicazioni. Ci vuole lo stimolo ad adottarle e le banche in difficoltà nel concedere il credito nel Mezzogiorno possono essere lo stimolo adatto «se vogliamo contribuire allo sviluppo del Sud perchè lo scopo - ha aggiunto - non è il salvataggio della Bari, noi parliamo di un decreto che pone il problema del credito e io, da ex presidente del Banco di Sardegna so bene quali siano le difficolta e i problemi che incontrano i direttori locali nel Mezzogiorno per concedere o non concedere il credito».

«La vigilanza bancaria è il fianco scoperto di tutti i Governatori»
Savona ha ricordato i fatti: il patrimonio netto della Popolare di Bari al 30 giugno scorso era pari a 442 milioni di euro: «Si deve presumere che a seguito delle perdite sia stato perso». Inoltre «si parla di circa 70.000 piccoli azionisti. I bond subordinati sono pari a 291 milioni di euro, tutte le altre obbligazioni sono state già rimborsate», ha detto Savona. Dunque rimane un passivo di oltre 700 milioni da affrontare. Savona ha precisato che la Consob ha insistito a fine anno per la diffusione di dati di bilancio aggiornati, ma che tale informazione non è stata resa pubblica per ragioni di stabilità di finanziaria.

Infine un passaggio sul tema della vigilanza bancaria, da lui conosciuta nei tredici anni trascorsi in Via Nazionale: «è il fianco scoperto dei Governatori della Banca d’Italia, è un compito molto difficile. Il Governatore Carli venne convocato solo una volta dalla magistratura e fu per una banca siciliana e mi disse: “So bene che la Vigilanza è il fianco scoperto della Banca”».

Per approfondire:
Così Popolare Bari cercava di vendere i bond che non voleva nessuno Non solo Popolare Bari: tutti i salvataggi natalizi del Fondo tutela depositi

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