ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’inchiesta

Popolare di Bari, arrestati Marco e Gianluca Jacobini

Domiciliari per l’ex presidente, l’ex vice-direttore generale dell’istituto di credito ed Elia Circelli. Interdizione per l’ad De Bustis Figarola

di Ivan Cimmarusti e Sara Monaci


Banca Popolare di Bari: chi è Marco Jacobini

4' di lettura

Scandalo Banca Popolare di Bari: in manette gli Jacobini, interdizione per l’ex ad De Bustis Figarola. La Guardia di Finanza di Bari ha notificato un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di Marco e Gianluca Jacobini, padre e figlio, il primo ex presidente del Cda e amministratore di fatto della Banca Popolare di Bari e il secondo vice direttore generale e direttore generale di fatto dell’istituto di credito barese.

Le contestazioni
Agli indagati sono contestati a vario titolo i reati di falso in bilancio, falso in prospetto e ostacolo alla vigilanza. L’interdizione ad esercitare per 12 mesi l’attività di dirigente di istituti bancari e di uffici direttivi di imprese è stata disposta per l’ex amministratore delegato Vincenzo De Bustis Figarola. Questi è stato Dg della banca dal 2011 al 2015 e dal dicembre 2018 fino al commissariamento. De Bustis risponde di un episodio di falso in bilancio e di falso in prospetto.

Marco Jacobini (Imagoeconomica)

Agli arresti domiciliari è finito anche Elia Circelli, accusato di un episodio di falso in bilancio e falso in prospetto, tuttora responsabile della Funzione Bilancio e amministrazione della direzione 0perations della Popolare di Bari, «pertanto è presumibile - ritiene il gip Francesco Pellecchia, che ha firmato il provvedimento cautelare - che cercherà di nascondere i dati contabili al fine di evitare che emerga la falsità dei precedenti bilanci».

De Bustis Figarola «è soggetto - è scritto negli atti giudiziari - che professionalmente svolge lìattività di dirigente di istituti bancari (già Banca 121 e Mps), risulta avere contatti con gestori di fondi internazionali di dubbia provenienza» e «pertanto ha la sicura occasione di commettere reati della stessa specie. In considerazione del carattere non seriale delle violazioni e del tempo decorso» il gip ha ritenuto sufficiente disporre per l’indagato «il divieto temporaneo di esercitare la professione di dirigente di istituti bancari nonché gli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese».

Gianluca Jacobini (Imagoeconomica)

La svolta nelle indagini
L’inchiesta sulla Popolare di Bari è a un punto di svolta. I nomi più importanti dell’inchiesta sono l’ex ad Giorgio Papa, l’ex ad Vincenzo De Bustis, l’ex condirettore generale Gianluca Jacobini, l’ex presidente Marco Jacobini (padre del condirettore), l’ex responsabile della direzione crediti Nicola Loperfido. Per loro ci sono le accuse, a vario titolo, di manipolazione del mercato, falso in bilancio e falso in prospetto, ostacolo all’autorità di Vigilanza.

Marco Jacobini con la moglie e i figli Gianluca e Luigi (Imagoeconomica)

I reati finanziari
Le indagini del procuratore aggiunto, Roberto Rossi, potrebbero inoltre riservare altre sorprese. Il fascicolo conta una decina di indagati. L’inchiesta ruota attorno alle figure di Jacobini, storico patron dell’istituto fondato nel 1960 dal padre Luigi, e dell’ex amministratore delegato Vincenzo De Bustis, banchiere con precedenti in Banca 121, Monte dei Paschi di Siena e Deutsche Bank Italia.

I reati contestati sarebbero stati la causa del dissesto dei conti bancari, peggiorati con l’acquisizione di Banca Tercas autorizzata nel luglio 2014 con una sorta di “permesso speciale” da Bankitalia, considerando che Tercas era sotto commissariamento.

Tercas venne comprata dopo parere positivo dei consulenti finanziari Deloitte e Laghi, che dichiararono l’importanza dell’operazione, considerata «un importante obiettivo di crescita industriale da realizzare per vie esterne».

Popolare di Bari: troppa continuità ai vertici

Nella ricostruzione svolta da Bankitalia nelle due ispezioni, in particolare in quella finita nel 2016, si leggono le attività dubbie messe sotto la lente. Attività finite sotto la lente dei pm: si va dai finanziamenti baciati, ovvero prestiti concessi alla clientela in cambio di azioni della banca stessa, alla concessione di prestiti a imprese con alti profili di rischio (di cui era già possibile prevedere una parziale insolvenza), alla profilatura non veritiera dei clienti per vendere obbligazioni subordinate (con l’invito da parte dei vertici alle filiali di piazzare i prodotti raccontando la grande convenienza e il basso rischio).

Le ipotesi di truffa
Il faro degli inquirenti riguarda dunque anche presunte truffe perpetrate ai danni dei piccoli azionisti. Un aspetto che emerge proprio dagli stessi documenti della Vigilanza. I piccoli azionisti sarebbero stati «distolti dall’investimento in Buoni del Tesoro» dai dirigenti dell’istituto, i quali «assicuravano che le azioni della Banca Popolare di Bari erano prive di rischio». Un’operazione – si ipotizza – che sarebbe servita a rafforzare il capitale sociale per 135 milioni di euro. Non solo: gli «obiettivi di investimento» risultano essere stati manipolati, tanto che a quelli di «tipo conservativo» era «associato solo a 300 clienti, benché oltre 26mila avessero dichiarato di voler prioritariamente proteggere il capitale».

Anche il valore delle azioni sarebbe stato realisticamente gonfiato: gli stessi consulenti nel 2016 indicano un prezzo compreso tra i 5,80 e 7,70 euro, molto meno rispetto ai 9 euro stabiliti anni prima dai vertici bancari.

Il concorso in bancarotta
L’indagine, inoltre, riguarda anche altri aspetti, legati alla gestione dei finanziamenti concessi alle imprese. I pm di Bari contestano il concorso in bancarotta fraudolenta a tre ex dirigenti di BpB. Il crac nel quale la Procura ipotizza il coinvolgimento dell’ex amministratore delegato Papa, di Jacobini, ex condirettore generale e figlio dell’ex presidente Marco Jacobini, e Loperfido, ex responsabile della direzione crediti, è quello delle società del gruppo Fusillo di Noci (Bari).

2014, Marco Jacobini nominato Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (Imagoeconomica)

I trasferimenti di denaro
Infine negli atti della Procura ci sono anche sette segnalazioni per operazioni sospette dei commissari Bpb su movimentazioni anomale di trasferimento capitali da parate della famiglia Jacobini, per un ammontare di 5,5 milioni. In particolare risulta che il 12 dicembre alla vigilia del commissariamento dell’istituto, Gianluca Jacobini abbia trasferito 180mila euro dal suo conto alla Bpb a uno cointestato con la moglie alla Banca Sella. Il padre Marco Jacobini ne avrebbe fatto un altro lo stesso giorno. Non un giorno a caso, ma quello in cui il cda aveva deciso l’azione di responsabilità nei loro confronti.

Per approfondire:
Da Parnasi a Isoldi: i prestiti facili di Popolare Bari
Banca popolare di Bari, gli affari (e i compensi) della famiglia Jacobini
Popolare Bari, roadmap di un dissesto che dura da 10 anni

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