tutela del risparmio

Popolare di Bari, banca e piccoli azionisti in mezzo al guado

di Gianfranco Ursino

(Imagoeconomica)

2' di lettura

Tutto rinviato a data da destinarsi. La prevista assemblea degli azionisti della Banca Popolare di Bari prevista per il prossimo 16 dicembre, per deliberare il passaggio da società cooperativa ad Spa, non sarà convocata. Una ennesima “pausa di riflessione” confermata dallo stesso istituto di credito contattato dal Sole 24 Ore. «Nei mesi scorsi - fanno sapere dalla Popolare di Bari - avevamo detto che la data per l’assemblea per la trasformazione in Spa sarebbe potuta essere domenica 16 dicembre, ma non era stata ancora convocata. A questo punto restiamo in attesa, per capire come procedere alla luce della decisione del Consiglio di Stato di venerdì scorso». I giudici amministrativi di Palazzo Spada (sesta sezione), chiamati a esprimersi nel merito sull’ormai infinita saga della vicenda Banche Popolari, hanno deciso di rinviare ogni decisione alla Corte di Giustizia dell’Unione europea.

L’origine dell’andirivieni

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Tutto deriva dalla posizione della Popolare di Bari e della Popolare di Sondrio, le due sole banche popolari che non hanno dato attuazione al Dl n. 3/2015 in tema di “Misure urgenti per il sistema bancario e gli investimenti” considerandolo in contrasto con la disciplina nazionale e comunitaria. Inizialmente il Consiglio di Stato aveva sollevato istanze di costituzionalità sulla riforma delle banche popolari, che poi sono state respinte come infondate nel marzo del 2017 dalla Corte Costituzionale.

Adesso dopo continue proroghe e conseguente congelamento dei tempi, è arrivata la “non decisione” del Consiglio di Stato, che ha rinviato alla Corte del Lussemburgo. Ancora una volta, quindi, il processo di trasformazione in Spa delle due popolari si blocca, come era già successo nel dicembre del 2016 quando le due assemblee erano state congelate in extremis dopo il primo stop del Consiglio di Stato.

Date contrastanti

Il rinvio della decisione alla Corte di Giustizia Europea, che per gli addetti ai lavori non arriverà prima della prossima primavera (nonostante l’urgenza sottolineata dal Consiglio di Stato), arriva quasi allo scadere della proroga per la trasformazione in Spa fissata per il prossimo 31 dicembre con il decreto Milleproroghe. Termine che era già stato posticipato più volte negli anni per dare più tempo a Popolare di Bari e Sondrio, la cui trasformazione era rimasta sospesa in attesa dei “verdetti” delle varie istituzioni chiamate a pronunciarsi in merito nel corso degli anni. Una scadenza - quella di fine 2018 - destinata ad allungarsi in attesa della Corte lussemburghese.

In realtà, però, i due istituti restano comunque liberi di decidere se trasformarsi o meno in Spa. E in ogni caso, tale (in)decisione rafforza la necessità di un intervento del legislatore a tutela degli azionisti. La proposta di legge formulata dalle Associazioni dei risparmiatori, per il Comitato promotore è un provvedimento che ha una portata di carattere generale e si presta ad essere usato per tutelare i piccoli azionisti di qualsiasi banca, i cui titoli si trovino in una situazione di illiquidità.

I 70mila soci della Popolare di Bari - e non solo - attendono delle risposte e insieme a loro (senza oltrepassare i confini regionali) anche i piccoli azionisti della Popolare di Puglia e Basilicata e della Popolare Pugliese. Solo per restare nel tacco dello Stivale.

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