PASSO FORMALE

Popolare Bari chiede aiuto al Fondo di tutela dei depositi

È quanto si apprende da fonti del Fitd al termine della riunione che il Fondo ha tenuto a Milano

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È quanto si apprende da fonti del Fitd al termine della riunione che il Fondo ha tenuto a Milano


2' di lettura

Da parte della Popolare di Bari è arrivata al Fondo interbancario di tutela dei depositi «un'istanza» che è «la rappresentazione della situazione aziendale di difficoltà in vista di un possibile intervento».

È quanto si apprende da fonti del Fitd al termine della riunione che il Fondo ha tenuto a Milano. I tempi, aggiunge la stessa fonte, «non dipendono dal Fondo ma da quando ci verrà sottoposto il piano industriale da cui emerga un fabbisogno di capitale».

Per il salvataggio dell'istituto pugliese, secondo indiscrezioni di stampa che trovano conferma in ambienti della maggioranza, servirebbe circa un miliardo.

La riunione del Comitato di gestione del Fondo interbancario di tutela dei depositi presieduto da Salvatore Maccarone, a quanto si apprende, è stata soprattutto informativa in quanto non c'erano sul tavolo delibere da assumere. L'idea di un intervento per salvare la Popolare di Bari ci sarebbe ma, come già nel caso di Carige, il Fondo interbancario può farlo, viene ricordato da più parti, solo nell'ambito di un progetto strutturato.

Il Fidt può intervenire nei salvataggi delle banche consorziate in quanto il costo di tali interventi è significativamente inferiore alla cosiddetta 'massa protetta' dei depositi che il Fondo dovrebbe onorare in caso di liquidazione dell'istituto (fino a 100mila euro per depositante) che nel caso di una banca di taglia medio grande come la Popolare di Bari supera il miliardo. Il piano di ricapitalizzazione della Popolare di Bari, stimato in 1 miliardo, passa anche dal possibile utilizzo delle imposte differite (Dta) che può cambiare il calcolo in un senso o nell'altro. «Ci vuole un piano industriale da cui emergerà il fabbisogno di capitale ma siamo ancora in una fase interlocutoria» confermano fonti del Fitd, che aggiungono come l'operazione sarebbe da realizzare “rapidamente” per evitare che la situazione precipiti.

La banca guidata da Vincenzo De Bustis alla vigilia in una nota ha confermato di aver «avviato interlocuzioni, tuttora in corso, con Mediocredito Centrale, con il Fidt e con le Autorità di Vigilanza al fine di individuare soluzioni che permettano di soddisfare le esigenze di rafforzamento patrimoniale».

Il titolo Popolare di Bari, intanto, è stato sospeso dalle negoziazioni sul mercato HI-MTF in attesa di nuovi sviluppi e così anche sul bond 6,5% 30/12/2021. Secondo le fonti interpellate, il ruolo del Mediocredito Centrale, banca pubblica controllata da Invitalia, sarebbe inserito in un contesto più ampio. L'istituto, già controllato da Poste Italiane, non avrebbe al momento i mezzi per fare un'operazione di questo genere che potrebbe avere solo con un intervento normativo. Dopo la riunione ordierna del Consiglio di Gestione, il Fidt dovrebbe riunire il Consiglio prima di Natale.

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