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Popolare Bari, così la banca prova a fare la pace con i suoi soci

Azioni e warrant nel piano di ristoro predisposto dai commissari

di Vincenzo Rutigliano

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Azioni e warrant nel piano di ristoro predisposto dai commissari


2' di lettura

Anche azioni gratuite, fino a 20 milioni di euro, per i soci che parteciperanno all’appuntamento definito decisivo per il salvataggio della Popolare di Bari, e cioè l'assemblea straordinaria, prevista per fine giugno, che dovrà approvare la trasformazione in spa e la ricapitalizzazione.

C’è anche questa tra le misure compensative messe sul tavolo dai commissari straordinari della Popolare di Bari d’intesa con Fondo Interbancario e Mediocredito Centrale, a favore dei soci dell’ex popolare, danneggiati dalla crisi dalla banca ma comunque decisivi per la trasformazione in Spa, necessaria per il salvataggio dell’istituto. In particolare c’è un’offerta transattiva, per i soci che avranno partecipato all'assemblea - pari a 2,38 euro per azione (ultima quotazione Hi-Mtf), rispetto a prezzi saliti anche fino a 9,50 euro - e che hanno sottoscritto gli aumenti di capitale degli anni 2014 e 2015. Non per tutti: sono esclusi i soci che, a partire dal 1° gennaio 2010, hanno rivestito o rivestano cariche sociali, direttori generali, vicedirettori generali o dirigenti apicali, loro stretti familiari, destinatari di provvedimenti sanzionatori della Banca d'Italia o della Consob, quelli coinvolti in procedimenti penali ed infine i clienti con posizioni in sofferenza.

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Insomma non transazioni a pioggia, ma mirate sui piccoli azionisti, come avevano chiesto le associazioni dei consumatori. Altro incentivo è un warrant per ciascuna azione posseduta, diversa da quelle sottoscritte negli aumenti di capitale 2014 e 2015. Infine il pagamento, alle scadenze previste e con la remunerazione stabilita, di tutti gli obbligazionisti subordinati, come per il più corposo in scadenza a fine 2021 per 200 milioni.

L'assemblea straordinaria è decisiva: il via libera dei soci alla trasformazione in spa, al nuovo statuto sociale e all'aumento di capitale è infatti - scrivono i commissari Blandini e Ajello - «il presupposto per l'ingresso nella compagine sociale del Fitd e di Mcc e per la conseguente ricapitalizzazione della banca». Senza il sì è lo stop alle ulteriori erogazioni previste. Come quella del Fitd di rinunciare ai versamenti già erogati a favore della banca per 364,3 milioni di euro e di coprire, attraverso ulteriori versamenti, le perdite verificatesi fino al 31 marzo 2020, traendo tale importo dal complessivo ammontare deliberato di 1,17 miliardi di euro.

I commissari hanno anche previsto un tavolo di conciliazione per risolvere i contrasti più difficili con gli azionisti, una decisione che Antonio Pinto, presidente di Confconsumatori Puglia, definisce «ottima. Si evita così il rischio di risarcire anche chi non lo merita. Quanto alle misure proposte, in questa fase per i Commissari non era possibile fare di più. Solo con la trasformazione in spa e la nuova governance , le nostre associazioni potranno negoziare ulteriori soluzioni stragiudiziali che riconcilino l'azionista-cliente con la banca».

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