ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLE MODIFICHE AL DECRETO LEGGE

Popolare Bari, Mcc dovrà riferire al Parlamento tutti gli step del piano

Il governo lavora a un nuovo emendamento che obbliga la banca controllata da Invitalia a presentare relazioni periodiche alle commissioni competenti sull’andamento ricapitalizzazione e sulle future acquisizioni

di Laura Serafini


Popolare di Bari: un piano da 900 milioni per il salvataggio

2' di lettura

Il Mediocredito Centrale, la banca controllata dalla società pubblica Invitalia e chiamata a contribuire al salvataggio della banca Popolare di Bari, sarà obbligato a rendere un’informativa periodica alle commissioni competenti in Parlamento. L’informativa sarà relativa al processo di ricapitalizzazione dell’istituto pugliese (in tutto 1,4 miliardi, di cui circa 700 milioni a carico di Mcc) ma anche alle possibili acquisizioni di altre banche allo scopo di dare vita ad un polo bancario del Mezzogiorno, come previsto dal decreto legge che ha stanziato 900 milioni per salvare la Popolare in difficoltà.

Obblighi informativi stringenti
Gli obblighi informativi, con la possibilità forse che per determinate operazioni le commissioni parlamentari siano chiamate a esprimere un parere preventivo, saranno contenuti in un nuovo emendamento al Dl sulla Popolare di Bari che sarà presentato in commissione finanze alla Camera, probabilmente già in serata. Il testo del decreto ora è all’esame della commissione in prima lettura: il relatore Claudio Mancini (Pd) ha spiegato che la Commissione comincerà a votare gli emendamenti domani mattina, giovedì 16 gennaio, per concludere in giornata. Il provvedimento approderà in aula il 21 gennaio.

Il ruolo di Mcc
L’aspetto interessante del nuovo emendamento è l’obbligo informativo posto a carico direttamente del vertice della banca. Negli emendamenti sinora proposti (nei giorni scorsi ne erano stati dichiarati inammissibili 34 su 87) gli obblighi di relazionare al Parlamento erano stati posti a carico del ministro dell’Economia. Il decreto, del resto, prevede che sia quest’ultimo a emanare i decreti ministeriali che indicheranno le modalità con le quali Mcc potrà intervenire a ricapitalizzare la Banca Popolare di Bari e come dovrà essere il percorso per la creazione del polo bancario del Mezzogiorno.

Nessun coinvolgimento del Fir
Tra gli emendamenti dichiarati ammissibili ce ne è uno, presentato dalla deputata M5S Ianaro, che prevede di destinare le risorse - che non fossero utilizzate per ricapitalizzare la Popolare di Bari o per le acquisizioni - al Fondo di indennizzo dei risparmiatori (istituito per ristorare le banche finite in risoluzione, come le Popolari venete). È altamente improbabile, però, che alla fine questo emendamento sia recepito tra le modifiche che entreranno nel decreto.

Gli emendamenti riammessi
Nel frattempo la commissione ha riammesso una ventina di emendamenti in precedenza dichiarati inammissibili: sono relativi alla promozione dell’educazione finanziaria, all’assicurazione obbligatoria per i consiglieri di amministrazione delle società di capitali, all’assicurazione e responsabilità civile derivante da attività bancaria, misure in materia di cartolarizzazioni (di crediti) , misure per adottare disposizioni volte a superare distorsioni sulla classificazione e valutazione dei crediti deteriorati e che implicano maggiori assorbimenti patrimoniali e infine misure a favore del microcredito.

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