Risiko bancario

Pedranzini: il blitz di Unipol «è segno di fiducia». Pop Sondrio valuta M&A ma autonomia è un valore

Il banchiere si dice aperto a valutare le prospettive di consolidamento ma rivendica l'indipendenza che ha permesso alla banca di festeggiare il 150esimo compleanno

di Paolo Paronetto

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

La Banca Popolare di Sondrio ha «preso atto» del blitz con cui Unipol, attraverso la controllata Unipolsai, è salita fino al 6,9% del capitale dell'istituto, lo legge come un «segnale di fiducia» sulle prospettive future e, pur mantenendosi aperta alle ipotesi di consolidamento, rivendica l'autonomia che nel 2021 l'ha portata a festeggiare il 150esimo compleanno. Così il consigliere delegato Mario Pedranzini, in cun colloquio con l'agenzia Radiocor, ha commentato le mosse del gruppo Unipol e gli scenari che si prospettano all'orizzonte.

«Abbiamo preso atto dell'incremento della partecipazione da parte di UnipolSai. Lo conosciamo bene, è un operatore istituzionale qualificato, ci conosce e quindi la decisione di un investimento nella banca è un segnale di fiducia sulla bontà della Popolare di Sondrio», ha spiegato Pedranzini, sottolineando che si è trattato di «una decisione autonomia di UnipolSai» di cui i vertici dell'istituto valtellinese non erano stati preventivamente informati. Il banchiere ha fatto poi riferimento alle dichiarazioni della stessa compagnia bolognese, che ha espresso «la volontà di seguire la banca nel suo progetto di sviluppo, contraddistinto pure da una partnership di lunga data nel settore della bancassicurazione con Arca Vita e Arca assicurazioni». Partnership, ha detto ancora Pedranzini, che «sono sempre state all'insegna delle nostre strategie e ci hanno sempre consentito di crescere, di allargare i nostri ambiti operativi, servendo al meglio la clientela con criteri di efficienza e competitività mantenendo però la nostra autonomia, che è la cosa a cui abbiamo sempre tenuto in modo particolare e che ci ha consentito di arrivare ai 150 anni di storia in modo profittevole, resiliente e a essere un interlocutore significativo nel sistema bancario italiano».

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«Noi sempre cresciuti per linee interne»

In merito a potenziali scenari di consolidamento, sia alla luce della mossa di Unipol che della probabile trasformazione in Spa entro fine anno (se nei prossimi giorni il Consiglio di Stato scioglierà l'ultimo nodo sulla riforma delle Popolari), Pedranzini ha notato che la Popolare di Sondrio è «sempre cresciuta per linee interne». «Abbiamo sempre fatto le nostre valutazioni anche controcorrente ma i fatti ci hanno sempre dato ragione - ha rivendicato -. Abbiamo sempre guardato all'interesse dei nostri 160mila soci e agli interessi dei nostri clienti». «Come sempre siamo aperti» a valutare operazioni di M&A, «guardiamo alle possibilità, ma poi prendiamo le nostre decisioni», ha concluso, ricordando che «ogni azienda vale se è in grado di adempiere alla sua mission, soddisfacendo i clienti ed essendo solida e profittevole».

Prima dell'apertura del mercato Unipolsai ha annunciato l'acquisto di 18.207.598 azioni ordinarie della Popolare di Sondrio, pari al 4% del capitale sociale, a 4,15 per azione, con un esborso complessivo di 75,6 milioni circa. Nella serata di martedì la compagnia bolognese aveva annunciato l'intenzione di comprare fino al 6,62% del capitale e di salire così al 9,5% circa, spiegando che l'operazione «si inquadra nella strategia di UnipolSai finalizzata a contribuire ai piani di sviluppo della banca, partner industriale del gruppo Unipol dal 2010 nel comparto della bancassicurazione Danni e Vita».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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