banche venete

Popolare Vicenza e Veneto Banca versano 441 milioni ai vecchi soci

di Katy Mandurino

default onloading pic


3' di lettura

A partire da dopo Pasqua i soci che hanno aderito all'offerta di transazione proposta dalla Banca Popolare di Vicenza e da Veneto Banca, cioè 121.144 azionisti, potranno incassare il rimborso che spetta loro, ovvero la somma di 9 euro per azione proposta da BpVi e il 15% del valore delle azioni al moneto dell'acquisto per i soci di Veneto Banca. Le adesioni, che hanno comportato la rinuncia a qualsiasi iniziativa legale nei confronti delle banche, si traducono in un ammontare dovuto di 192,8 milioni di euro per la Popolare di Vicenza e di 248,5 milioni per Veneto Banca, per un totale complessivo di poco più di 441 milioni. Agli azionisti dell'istituto berico i rimborsi saranno corrisposti il 19 si aprile, mentre a Montebelluna il riconoscimento economico verrà pagato nei prossimi cinque giorni lavorativi, il che significa con certezza subito dopo le festività pasquali.

Con questo annuncio, le due banche hanno dichiarato di accettare la percentuale di adesioni raggiunta (circa il 70%) come sufficiente ai fini della riduzione del rischio legale, nonostante essa sia stata inferiore all'80% fissato come obiettivo. Rischio legale che dopo l'operazione rimborsi sembra essersi ridotto del 70%. “L'iniziativa, senza precedenti – dicono in coro i vertici delle due banche – è stata valutata in modo molto positivo dalle autorità di vigilanza. È il primo passo verso il recupero dei rapporti con il territorio”. “Abbiamo superato l'esame scritto con la Bce – ha aggiunto il presidente di Popolare di Vicenza Gianni Mion –, ora dobbiamo affrontare l'esame orale con la DG Comp, ma, se queste due banche erano un porto disseminato di mine subacquee, ora il porto è stato sminato ed è diventato sicuro”.

A seguito dell'esito positivo dell'offerta di transazione, verranno messi a disposizione anche i fondi da 30 milioni per ciascuna banca che erano stati pensati per i casi di grave disagio, relativi agli azionisti che avessero firmato l'Opt e valutati in base al modello Isee. Per la Vicenza si potrà richiedere l'utilizzo del fondo, chiamato “Iniziativa welfare”, a partire dall'8 maggio e fino all'7 luglio, Veneto Banca invece non ha ancora fissato una data di inizio operazione.

“L'intera operazione – ha commentato l'ad di BpVi Fabrizio Viola – era fondamentale per riallacciare il rapporto con il territorio e per ricostruire la reputazione. Senza questa riduzione del rischio legale la situazione di incertezza che si sarebbe venuta a creare avrebbe reso impossibile la raccolta di capitale sia pubblico che privato”. Viola sta intensamente lavorando sulla nuova banca, in particolare sulla riduzione del rischio creditizio, sulla redditività, sull'efficienza e sulla multicanalità.

“La dotazione di capitale e la posizione di liquidità devono essere solide”, ha dichiarato, riferendosi alla ricapitalizzazione precauzionale chiesta allo Stato su cui si attende il via libera dell'Antitrust europeo. Il confronto serrato tra le due banche, la Bce, la Dg Comp e il governo italiano si sta concentrando proprio su questo e sta affrontando l'ipotesi di banca unica, che sia sostenibile, redditiva e che riduca il rapporto cost/income, ora al 100%.

Sullo sfondo andranno avanti le operazioni di vendita degli asset non strategici, la cartolarizzazione degli Npl (“spero entro fine anno”, ha detto Viola), e il taglio dei costi, su cui l'ad della Vicenza ha detto, a proposito degli esuberi: “l'obiettivo è non fare macelleria sociale, ma usare tutti gli strumenti a disposizione, anche del Governo. Però dobbiamo essere consapevoli che la situazione è molto molto grave. Stiamo lavorando per far sopravvivere queste due banche; ci deve essere una grandissima sensibilità sia da parte dell'azienda che da parte dei sindacati”.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti