finanza

Popolare Vicenza: maxi-processo per Zonin ed ex vertici con 500 parti civili


default onloading pic

2' di lettura

Sono stati rinviati a giudizio dal Giudice per l'udienza preliminare Roberto Venditti, Gianni Zonin e gli altri 5 imputati per il dissesto della Banca popolare di Vicenza. Il processo si aprirà il primo dicembre in Tribunale a Vicenza. Sono state accolte 350 costituzioni di parte civile; per le prime udienze del processo se ne attendono altre 15o circa, tra cui lo stesso Comune di Vicenza.

Assieme a Zonin e agli ex amministratori Giuseppe Zigliotto, Emanuele Giustini, Andrea Piazzetta, Paolo Marin e Massimiliano Pellegrini, è stato rinviato a giudizio anche lo stesso istituto di credito, in qualità di responsabile civile.
L'ipotesi di reato formulata dai pubblici ministeri Gianni Pipeschi e Luigi Salvadori, è di aggiotaggio, ostacolo alle autorità di vigilanza e falso in prospetto informativo.
Al termine dell’udienza preliminare Enrico Ambrosetti, avvocato difensore di Gianni Zonin ha detto che l’ex presidente della Banca Popolare di Vicenza non si presenterà alla prima udienza «perché di carattere tecnico», ma è disponibile ad essere interrogato nel corso del processo perché «non si è mai sottratto, ha sostenuto numerosi interrogatori in udienza preliminare ed è disponibile a farsi sentire più avanti».
«Già in questa fase - ha detto Ambrosetti ai giornalisti - pensavamo di aver dimostrato che per determinati profili non era necessario il rinvio a giudizio, ma sappiamo che è difficile ottenere un non luogo a procedere in questa fase. Al processo ci batteremo - ha concluso - per dimostrare che non vi è prova alcuna rispetto alla responsabilità di Zonin».

Tra gli imputati non figura l'ex direttore generale Samuele Sorato, la cui posizione è stata stralciata fino a dicembre, per gravi motivi di salute.

Lo scorso marzo, su ordine del Tribunale di Vicenza, sono stati sequestrati, nella villa palladiana di Montebello di proprietà della famiglia Zonin, a titolo conservativo, beni per oltre 19 milioni di euro. Quadri antichi, tappeti, mobili e oggetti preziosi su cui sono stati apposti i sigilli dagli ufficiali giudiziari, arrivati nell'abitazione accompagnati da due legali, Michele Vettore e Renato Bertelle, che rappresentano circa 300 ex soci e risparmiatori dell'ex popolare.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...