Fondi europei

Por Calabria, la Commissione Ue «non ha prove di irregolarità»

di Gi.Ch.


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(Afp)

2' di lettura

La Commissione Ue «non dispone attualmente di prove di irregolarità riguardanti l'inchiesta in corso “Lande Desolate” da segnalare all’Olaf», l'Ufficio europeo per la lotta antifrode, per quanto riguarda i progetti in Calabria che beneficiano dei fondi Ue del periodo di programmazione 2014-2020. È quanto si legge nella risposta del commissario Ue alle politiche regionali Corina Cretu ad un’interrogazione dell'eurodeputata del M5S Laura Ferrara.

«Tuttavia, in base ai risultati dell'inchiesta - prosegue Cretu - la Commissione domanderà» alle autorità responsabili dei programmi «di effettuare ulteriori verifiche sulla correttezza della spesa certificata finora». Nell'interrogazione, l'eurodeputata pentastellata chiedeva «se, alla luce dell’inchiesta» condotta dal procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, «e del modus operandi di molti funzionari regionali», Bruxelles ritenesse «meritevole di approfondimento, tramite l’Olaf, l'elevata spesa certificata negli ultimi 10 giorni di dicembre».

L’operazione “Lande desolate”

Nella risposta, Bruxelles precisa, tra l'altro, che l'inchiesta Lande Desolate riguarda i progetti che rientrano «nel quadro del programma operativo del Fesr 2007-2013» e che, «secondo le informazioni ricevute dalla Commissione, le autorità responsabili dei programmi hanno già notificato all'Olaf le presunte irregolarità relative» a questi ultimi. Per quanto riguarda gli obiettivi di spesa dei fondi Ue, «la Commissione conferma» che entro 31 dicembre «il programma regionale della Calabria 2014-2020» ha «raggiunto il target di spesa» di Fesr e Fse «di 446 milioni di euro, evitando così la procedura di disimpegno automatico». Quasi tutti i programmi italiani, anche quelli nazionali, concentrano la certificazione della spesa nelle ultime settimane dell’anno. A differenza di altri Por e Pon, quello della Calabria non ha aderito alla proposta dell’Agenzia e del ministero di ridurre il cofinanziamento nazionale per agevolare la spesa delle risorse comunitarie e raggiungere così il target di spesa N+3 fissato per fine 2018.

Un segnale, questo, del fatto che la regione non aveva bisogno dell’escamotage per raggiungere l’obiettivo, come invece hanno fatto Sicilia (Por Fesr), Basilicata (Fesr) e Molise (Fesr-Fse) più cinque programmi nazionali ( Città metropolitane e Governance gestiti dall'Agenzia per la Coesione che era nata per dare sostegno tecnico a regioni e ministeri), Ricerca e Scuola (gestiti dal ministero dell’Istruzione e Inclusione sociale (ministero del Lavoro). L’inchiesta vede coinvolto anche il governatore Mario Oliverio al quale è stato imposto l’obbligo di dimora.

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