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Porsche lancia la sfida elettrica: via a investimenti per 6 miliardi

Svelata Taycan, il primo modello a ioni di litio: già ricevuti 20mila ordini. Il ceo Blume: «Il nostro obiettivo è dominare nelle elettriche di lusso»

dal nostro inviato Mario Cianflone


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3' di lettura

BERLINO - L’auto elettrica abbassa le emissioni dei costruttori automobilistici ma ne alza drasticamente gli investimenti, come sottolineato ieri dalle cifre necessarie per il debutto della Porsche Taycan. Primo modello di Zuffenhausen a ioni di litio, rientra in un piano di mobilità che porterà Porsche a spendere entro il 2022 nell’elettro-mobilità oltre 6 miliardi di euro.

Una trasformazione industriale, economica e produttiva che Oliver Blume, presidente del consiglio di amministrazione di Porsche ha definito «radicale e rivoluzionaria». Solo per adeguare la fabbrica, renderla carbon neutral e allestire linee diverse da quelle delle vetture termiche, l’azienda ha speso 700 milioni di euro. Porsche ha realizzato un nuovo impianto nel cuore di Zuffenhausen caratterizzato da una linea produttiva lunga 911 metri. «A breve – spiega Blume a Il Sole 24 Ore – annunceremo un piano di sviluppo e di investimenti. Al momento non abbiamo deciso l’ammontare». È plausibile che il range sia

intorno ai cinque/sei miliardi per il quinquennio successivo.

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«Taycan – afferma Blume – è il frutto di un programma di quattro anni ed è il primo passo verso il futuro. Infatti dopo il debutto della berlina il prossimo anno presenteremo la Taycan Cross Turismo e successivamente arriverà anche la nuova Macan spinta esclusivamente da un motore elettrico mentre tutta la gamma avrà una versione elettrificata dal 2025». Una Porsche elettrica sembra una eresia ma, secondo Blume «ricollega la nostra tradizione automobilistica con il futuro, portando avanti la storia ricca di successi del nostro marchio, che da oltre 70 anni affascina ed emoziona le persone di tutto il mondo», ha dichiarato il numero uno della marca tedesca, durante il discorso di apertura dell’evento di lancio mondiale della Taycan che ha tenuto ieri a Berlino: «Oggi inizia una nuova era».

I numeri confermano questa rivoluzione in casa Porsche, partendo dal debutto a livello mondiale del sistema di alimentazione a 800 volt fino ad un motore capace di erogare una potenza massima di 761 cavalli per la versione Turbo S con un'accelerazione da 0 a 100 km/h in appena 2.8 secondi. Taycan, nasce dal concept Mission E, apparso per la prima volta al salone di Francoforte del 2015, durante il quale esplose il dieselgate della casa madre Volkswagen. La spinta verso l’elettrificazione di Porsche (anche a suon di ibride plug-in già sul mercato) non nasce quindi da un emergenza emissioni ma dalla necessità di affrontare il cambiamento. La vettura, fin da subito è stata acclamata come la vera anti Tesla Model S. In effetti l’ammiraglia di Elon Musk ora, con 7 anni di vita inizia a essere sempre meno competitiva e Oliver Blume non teme il marchio californiano: «Rispetto Elon Musk per quello che ha fatto, per il ruolo pionieristco della sua azienda costruita da zero, ma il nostro obiettivo è dominare il segmento delle elettriche di lusso». Tra l’altro Taycan ha ricevuto oltre 20mila ordini (ma si parla di 30mila), nonostante un listino che spazia da circa 155 a 200mila euro, optional esclusi (i margini Porsche li deve pur fare).

Negli ultimi mesi, molti analisti, come S&P e AlixPartners, hanno lanciato l’allarme sulla desertificazione dei margini dovuta all’elettrificazione. Blume, infatti, afferma che questo comporta non solo investimenti enormi ma costi superiori di almeno 10mila euro per vettura. «Il nostro obiettivo è mantenere la profittabilità di Porsche almeno al 15% rispetto alle vendite e grazie al miglioramento dei processi e stiamo studiando anche nuovi modelli di business, anche nell’area digitale, per recuperare marginalità. Inoltre insieme a Volkswagen ci siamo posti l’obiettivo di diventare indipendenti nella produzione di celle per le batterie» ha sottolineato l’ad. Tornando alla Taycan, sul fronte dell’autonomia si parte dai 412 chilometri del modello più potente, mentre la Turbo da 680 cv percorre fino a 450 chilometri (in entrambi i casi, in base alla procedura di omologazione Wltp). La velocità massima raggiunta dai due modelli è di 260 km/h. Ora la sfida dei costruttori, a partire da Tesla, è quella di rispettare le tempistiche di consegna delle auto elettriche a fronte dell’elevata richiesta di preordini.

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